ELENA WALCH

ALTO ADIGE - SÜDTIROL DOC SCHIAVA 2025 - ELENA WALCH

Prix régulier €11,50 Prix de solde€12,50vous économisez €1,00

Abbinamenti, È un rosso dalla straordinaria versatilità gastronomica, particolarmente indicato per accompagnare la cucina quotidiana e le preparazioni tradizionali dell'Alto Adige grazie alla sua freschezza, alla struttura delicata e ai tannini morbidi. Lo vediamo benissimo con speck altoatesino, salumi artigianali, taglieri di affettati e formaggi di media stagionatura, dove la fragranza del frutto e la leggerezza del sorso valorizzano i sapori senza sovrastarli. Particolarmente interessante con canederli allo speck, Schlutzkrapfen ripieni di spinaci e ricotta, gnocchi al burro e salvia e piatti a base di funghi, preparazioni nelle quali la freschezza della Schiava contribuisce a mantenere il palato dinamico. Ottima anche con pollo arrosto, vitello tonnato, carni bianche alla griglia e verdure al forno. La sua delicatezza permette inoltre abbinamenti meno convenzionali con pesci dalla carne saporita, come trota salmonata e tonno leggermente scottato.
Alcol, 12,5%
Annata, 2025
Denominazione, Alto Adige - Südtirol DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Schiava 100%

NOTE SENSORIALI:

La Schiava 2025 di Elena Walch è un rosso che racconta il volto più autentico e conviviale dell'Alto Adige, attraverso uno stile elegante, fragrante e profondamente legato alla tradizione del territorio. Nel calice si presenta con un rosso rubino chiaro e luminoso, attraversato da delicati riflessi cerasuoli che ne anticipano la naturale leggerezza. Al naso emergono profumi di ciliegia fresca, lampone, fragolina di bosco e ribes rosso, accompagnati da note di violetta, petali di rosa e una caratteristica sfumatura di mandorla. Con qualche minuto nel bicchiere si sviluppano delicati richiami di erbe aromatiche e spezie leggere, che arricchiscono il bouquet senza compromettere la purezza del frutto. In bocca è fresco, scorrevole e particolarmente armonioso, con una struttura delicata e tannini morbidi che rendono il sorso immediato e piacevole. La componente fruttata rimane protagonista, sostenuta da una freschezza vivace e da una sottile sensazione sapida che dona equilibrio e dinamismo. Il finale è pulito e fragrante, con ritorni di piccoli frutti rossi, fiori e una piacevole nota di mandorla amara. È una Schiava che privilegia finezza e bevibilità, dimostrando come anche i rossi più delicati possano esprimere una personalità territoriale precisa e riconoscibile.

CURIOSITÁ:

La Schiava, conosciuta in Alto Adige anche come Vernatsch, è uno dei vitigni storici della regione e per secoli ha rappresentato il cuore della produzione vinicola locale. Elena Walch, protagonista del rinnovamento qualitativo della viticoltura altoatesina, interpreta questa varietà con l'obiettivo di valorizzarne la naturale eleganza e la straordinaria piacevolezza di beva. Le uve provengono da vigneti selezionati dell'Alto Adige, dove il clima mite, le esposizioni soleggiate e le escursioni termiche favoriscono una maturazione equilibrata e la conservazione della freschezza. Tradizionalmente allevata anche a pergola, la Schiava è una varietà caratterizzata da grappoli generosi, buccia relativamente sottile e una struttura tannica naturalmente delicata. Dopo la vendemmia, le uve vengono vinificate in rosso con una macerazione controllata, finalizzata a preservare la fragranza aromatica e a evitare estrazioni eccessive. L'affinamento privilegia contenitori che rispettano la freschezza del frutto, mantenendo uno stile diretto e armonioso. L'annata 2025 rappresenta così una lettura contemporanea di un grande classico altoatesino, capace di coniugare tradizione, eleganza e immediatezza.

Elena Walch

Elena Walch è una delle figure che hanno contribuito in maniera decisiva alla trasformazione qualitativa dell’Alto Adige moderno, costruendo a Termeno sulla Strada del Vino una delle realtà più riconoscibili della regione. La sua storia nel mondo del vino nasce quasi per caso: Elena è architetto di formazione e arriva in Alto Adige negli anni Ottanta per seguire il restauro di Castel Ringberg, storica proprietà affacciata sul Lago di Caldaro appartenente alla famiglia Walch. L’incontro con Werner Walch, che diventerà suo marito, la porta progressivamente all’interno di una famiglia attiva nel settore vitivinicolo da generazioni. Elena sceglie però fin dall’inizio di sviluppare una propria visione, intervenendo profondamente sulla gestione dei vigneti, riducendo le rese e puntando sulla valorizzazione delle singole parcelle in un periodo nel quale gran parte della produzione altoatesina era ancora fortemente orientata verso quantità e assemblaggi. Oggi l’azienda è guidata insieme alle figlie Julia e Karoline Walch, che rappresentano la nuova generazione e hanno progressivamente assunto responsabilità nella gestione, nella produzione e nello sviluppo internazionale della cantina, mantenendo così una forte dimensione familiare. Il patrimonio viticolo comprende alcuni dei terroir più importanti dell’Alto Adige e trova le proprie massime espressioni nei due vigneti Vigna Castel Ringberg e Vigna Kastelaz. Castel Ringberg costituisce un autentico monopole aziendale e si sviluppa su circa 20 ettari intorno all’omonimo castello rinascimentale, in una posizione spettacolare sopra il Lago di Caldaro. Le vigne si trovano tra circa 330 e 400 metri di altitudine e beneficiano dell’influenza mitigatrice del lago, delle correnti provenienti dalle montagne e di forti escursioni termiche tra giorno e notte. La particolare complessità geologica, con terreni differenti anche all’interno dello stesso vigneto, permette di coltivare numerose varietà scegliendo per ciascuna le esposizioni e i suoli più adatti. Kastelaz si trova invece sopra Termeno, su pendii estremamente ripidi esposti prevalentemente a sud, ed è storicamente uno dei grandi terroir del Gewürztraminer. Qui il microclima caldo e ventilato e la forte pendenza favoriscono maturazioni aromatiche particolarmente intense, permettendo alla varietà simbolo di Termeno di raggiungere concentrazione senza rinunciare alla freschezza. Il Gewürztraminer Vigna Kastelaz è infatti una delle etichette più rappresentative della cantina e sintetizza perfettamente la ricerca di Elena Walch: ricchezza aromatica, precisione e riconoscibilità del luogo di provenienza. Il patrimonio varietale è estremamente ampio e riflette la complessità dell’Alto Adige: accanto al Gewürztraminer trovano spazio Pinot Bianco, Chardonnay, Sauvignon, Pinot Grigio, Riesling e Müller Thurgau tra i bianchi, mentre Pinot Nero, Lagrein e Schiava rappresentano una parte importante della produzione rossa. In vigneto l’azienda ha progressivamente sviluppato una gestione sempre più orientata alla sostenibilità, lavorando sulla biodiversità, sulla fertilità naturale dei terreni, sull’inerbimento e sulla riduzione degli interventi, con l’obiettivo di mantenere il vigneto in equilibrio e ottenere uve sane e pienamente mature. Un ruolo importante viene riservato anche alla gestione dell’acqua e alla ricerca di pratiche capaci di rispondere ai cambiamenti climatici, particolarmente significativi in una regione nella quale altitudine ed esposizione possono determinare differenze enormi anche a poche centinaia di metri di distanza. In cantina la filosofia segue la stessa ricerca di precisione: acciaio, grandi botti, barrique e tonneaux vengono utilizzati in funzione della varietà e della provenienza, evitando di applicare una tecnica unica a vini profondamente differenti. I bianchi aromatici vengono generalmente lavorati privilegiando protezione del frutto e pulizia aromatica, mentre Chardonnay e alcune selezioni più strutturate possono affrontare fermentazioni e affinamenti in legno. Per Pinot Nero, Lagrein e le selezioni rosse più importanti il rovere viene impiegato per accompagnare struttura ed evoluzione senza trasformarsi nell’elemento dominante. La gamma è articolata tra vini varietali, selezioni e Vigne, con l’obiettivo di mostrare progressivamente la complessità del patrimonio aziendale. Beyond the Clouds rappresenta probabilmente l’etichetta più iconica della cantina: nato con l’annata 2000, è un grande bianco costruito intorno allo Chardonnay proveniente dalle migliori parcelle, al quale possono essere affiancate piccole quantità di altre varietà bianche secondo la vendemmia. Fermentazione e lungo affinamento in barrique gli conferiscono struttura e capacità di evoluzione, ma l’obiettivo rimane mantenere freschezza e precisione alpina. Vigna Castel Ringberg permette invece di approfondire il rapporto tra singolo vigneto e differenti varietà attraverso interpretazioni di Pinot Grigio, Sauvignon, Chardonnay e altri vitigni, mentre Vigna Kastelaz rappresenta uno dei vertici aziendali per il Gewürztraminer. La gamma comprende inoltre importanti espressioni di Pinot Nero, Lagrein e Schiava, attraverso le quali l’azienda racconta anche il volto rosso dell’Alto Adige. Elena Walch ha avuto un ruolo particolarmente significativo proprio perché la sua visione si è sviluppata in un periodo di profondo cambiamento per la regione: riduzione delle rese, selezione delle parcelle, imbottigliamento di singoli vigneti e ricerca di una maggiore identità varietale sono oggi concetti consolidati, ma negli anni Ottanta e Novanta rappresentavano una trasformazione importante rispetto al modello produttivo precedente. L’esperienza da architetto ha probabilmente contribuito a questo approccio, basato sulla lettura del luogo e sulla ricerca di equilibrio tra elementi differenti. Oggi Julia e Karoline stanno continuando questo percorso introducendo una sensibilità ancora maggiore verso sostenibilità, precisione agronomica e capacità di interpretare le differenti altitudini dell’Alto Adige. Elena Walch rappresenta quindi molto più di una singola cantina di Termeno: è una delle realtà che hanno accompagnato l’affermazione internazionale dell’Alto Adige come territorio capace di produrre grandi vini di montagna. Castel Ringberg, Kastelaz, Gewürztraminer, Chardonnay, Pinot Nero e le altre varietà diventano strumenti attraverso cui raccontare microclimi, esposizioni ed escursioni termiche estremamente differenti. Dall’arrivo di Elena come giovane architetto fino alla gestione contemporanea insieme a Julia e Karoline, il filo conduttore è rimasto la volontà di interpretare il vigneto prima ancora del vitigno, trasformando la straordinaria diversità dell’Alto Adige nella vera identità della cantina.