CA' MORANDA

LANGHE ARNEIS DOC "BARIVEL" 2022 - FERME GALARIN

Prix régulier €14,50 Prix de solde€18,00vous économisez €3,50

Abbinamenti, La freschezza e il carattere succoso della Catlinin 2022 la rendono una Barbera estremamente versatile e profondamente conviviale. È perfetta con salumi piemontesi, carne cruda all’albese e vitello tonnato, ma trova una sintonia naturale con tajarin al ragù, agnolotti del plin, lasagne e paste al forno. La vivace acidità permette di affrontare con facilità anche salsiccia, arrosti di maiale e vitello, coniglio e carni alla griglia, alleggerendo la componente più grassa del piatto. Molto piacevole con polenta e funghi, finanziera e formaggi di media stagionatura, soprattutto tome piemontesi. È una bottiglia che funziona magnificamente anche nelle classiche merende sinoire delle Langhe, accompagnata semplicemente da salumi, formaggi e pane.
Alcol, 14%
Annata, 2022
Denominazione, Barbera d'Alba DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Barbera 100%

NOTES SENSORIELLES :

Couleur jaune paille. Parfum de poire et de fleurs avec de légères notes de fruits exotiques. Saveur bien équilibrée et élégante, avec une bonne complexité et une longue finale.

CURIOSITÉ:

Sélection rigoureuse des raisins lors des vendanges. Pressurage doux des raisins suivi d'un débourbage naturel à froid. Fermentation en cuves d'acier à une température comprise entre 16 et 17 °C pour garder le fruit frais et intense.

Ca' Moranda

Ca’ Moranda è una piccola realtà familiare di Neviglie, nel cuore delle Langhe, nata come cantina imbottigliatrice in tempi recenti ma sostenuta da una storia agricola molto più antica. La famiglia produce infatti vino e coltiva la vite da generazioni: già alla fine dell’Ottocento Stefano, nato nel 1861, trasportava con i cavalli le botti fino alle osterie di Alba; dopo di lui continuarono Alfonso e poi Pietro, mantenendo vivo un patrimonio viticolo che sarebbe diventato la base dell’attuale progetto. Oggi l’azienda è guidata da Serena con il supporto del padre Dino e della madre Anna, in una dimensione ancora strettamente familiare nella quale più generazioni lavorano fianco a fianco tra vigna e cantina. Le prime bottiglie a nome Ca’ Moranda arrivano sul mercato nel 2018, segnando il passaggio dalla semplice produzione di uve a una vera identità aziendale. Il vigneto comprende circa 10 ettari distribuiti tra Neive e Neviglie, due territori confinanti ma capaci di offrire condizioni differenti per Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis, Chardonnay e Moscato. Neive porta naturalmente il progetto all’interno di uno dei grandi territori del Barbaresco, mentre Neviglie rappresenta il cuore operativo e familiare della cantina. Le uve provengono esclusivamente dai vigneti di proprietà, vengono raccolte manualmente e selezionate grappolo per grappolo, con una filosofia produttiva fortemente orientata alla sostenibilità. L’azienda è certificata SQNPI, Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata, e l’energia necessaria alla produzione viene interamente ricavata attraverso impianti fotovoltaici. La sostenibilità non viene quindi utilizzata soltanto come elemento di comunicazione, ma entra concretamente nelle scelte agronomiche e nella gestione della cantina. Il Nebbiolo rappresenta inevitabilmente uno dei punti centrali della produzione e trova la propria espressione più ambiziosa nel Barbaresco DOCG Ancermò, nome che in dialetto piemontese richiama l’idea di forza e carattere. Accanto ad Ancermò trova spazio anche il Barbaresco Bricco di Neive, legato in maniera ancora più diretta a uno specifico territorio del comune e testimonianza della volontà di approfondire progressivamente la lettura delle singole provenienze. Il Langhe Nebbiolo Pietro II porta invece il nome del nonno e rappresenta un’interpretazione più immediata della varietà, mantenendo però il legame con la tradizione familiare. Questa scelta di dedicare i vini alle persone che hanno costruito la storia dell’azienda è uno degli elementi più riconoscibili di Ca’ Moranda. Il Dolcetto d’Alba Ottavio prende il nome dal nonno paterno, figura ricordata per forza e perseveranza e responsabile della messa a dimora, circa cinquant’anni fa, del vigneto dal quale ancora oggi proviene il vino. La Barbera d’Alba Catlinin è invece dedicata alla bisnonna e vuole richiamarne contemporaneamente eleganza e determinazione, trasformando il vino in un ritratto familiare oltre che territoriale. Anche le altre etichette seguono questa logica, costruendo una gamma nella quale nomi e bottiglie diventano strumenti per conservare memoria e identità. Tra i bianchi trovano spazio il Langhe Arneis Bon’ora e lo Chardonnay Bon’imor, mentre Duenovedue interpreta il Moscato d’Asti DOCG e completa una produzione che attraversa diverse anime delle Langhe senza perdere la dimensione aziendale contenuta. In cantina l’impostazione combina strumenti tradizionali e controllo contemporaneo. Acciaio e legno vengono utilizzati secondo varietà e destinazione del vino, mentre per il Nebbiolo destinato alle selezioni più importanti l’affinamento in rovere contribuisce a distendere la naturale struttura tannica senza cancellare il carattere delle vigne. La cantina comprende anche una barricaia sotterranea caratterizzata dalle tradizionali mura in pietra di Langa, ambiente nel quale maturano le etichette destinate agli affinamenti più importanti. Ca’ Moranda rappresenta così una delle tante storie di trasformazione che stanno caratterizzando le Langhe contemporanee: una famiglia che per generazioni ha coltivato la vite e prodotto uva decide di completare finalmente il percorso mettendo il proprio nome sulla bottiglia. Serena ha raccolto l’eredità di Stefano, Alfonso, Pietro e delle generazioni successive trasformandola in una cantina giovane, moderna e attenta alla sostenibilità, senza perdere però il rapporto con la memoria familiare. I circa dieci ettari tra Neive e Neviglie permettono oggi di lavorare Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis, Chardonnay e Moscato con una forte attenzione alla provenienza, mentre le dediche presenti sulle etichette mantengono vivo il legame con chi ha costruito il patrimonio agricolo prima della nascita ufficiale della cantina. È proprio questa continuità tra passato e presente a definire meglio Ca’ Moranda: una realtà giovane soltanto sulla carta, ma fondata su oltre un secolo di lavoro tra le vigne delle Langhe.