BAROLO DOCG CERVIANO-MERLI "CASCINA TARDITI" 2020 - COGLI L'ATTIMO
Abbinamenti, La struttura e la freschezza del Cerviano-Merli 2020 lo rendono ideale con i grandi piatti della cucina piemontese. È magnifico con brasato al Barolo, guancia di manzo, arrosti e agnello, ma accompagna altrettanto bene tajarin al ragù, agnolotti del plin e risotti ai porcini o al tartufo. La trama tannica permette ottimi abbinamenti con selvaggina, cervo e carni alla brace, mentre la componente agrumata e balsamica crea un interessante contrasto con preparazioni lungamente cotte e particolarmente succulente. Molto riuscito anche con Castelmagno, Parmigiano Reggiano e tome di lunga stagionatura.
Alcol, 15%
Annata, 2020
Denominazione, Barolo DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%
NOTES SENSORIELLES :
Rubis profond à l'oeil, le profil olfactif est composé de sensations de fruits rouges, d'herbes aromatiques et de notes florales. La bouche charnue se caractérise par une sapidité décisive, avec des tanins intégrés et une finale balsamique.CURIOSITÉ:
Le Barbera d'Alba Aves de Burlotto est plus puissant que le Barbera d'entrée de gamme, avec des notes de fruits noirs, de poivre et de terre. Structuré et tendu; excellent avec les sauces traditionnelles.Cogli L'attimo +
Cogli l’Attimo è la piccola azienda vitivinicola di Serena Anselma a Novello, uno degli undici comuni della denominazione Barolo, nata nel 2016 dal desiderio di riportare a nuova vita le terre appartenute ai nonni e trasformare finalmente in vino un patrimonio familiare che per generazioni era stato coltivato senza imbottigliare direttamente. La storia della famiglia su queste colline è però molto più antica e affonda le proprie radici in terreni lavorati da secoli. Un episodio particolarmente importante risale al 1962, quando una frana distrugge la casa della famiglia Giachino e mette i nonni di Serena in una situazione economica estremamente difficile. La nonna si dedica alla ricerca dei tartufi per contribuire al sostentamento familiare, mentre il nonno Antonio, conosciuto come “Tunen”, lavora come muratore. Nonostante le difficoltà, la famiglia decide di non vendere la terra sulla collina di Novello, conservando quel patrimonio che molti anni più tardi sarebbe diventato il punto di partenza di Cogli l’Attimo. Serena arriva al vino attraverso un percorso insolito rispetto alla tradizionale successione generazionale delle Langhe: studia Lingue e Letterature Straniere all’Università di Torino e lavora come insegnante di francese, ma nel 2016 decide di recuperare i vigneti dei nonni e avviare un progetto proprio. Inizialmente spera di poter contare su finanziamenti europei per giovani agricoltori, ma quando questi non arrivano sceglie comunque di proseguire, reimpiantando e recuperando le parcelle familiari. Dal 2020-2021 comincia la vera vinificazione, lavorando insieme alla madre Grazia e con il supporto della famiglia, mentre il padre interviene soprattutto nei lavori più pesanti e nell’utilizzo dei mezzi agricoli. La produzione rimane volutamente minuscola, intorno alle 15.000 bottiglie annue, e tutte le uve provengono direttamente dai vigneti aziendali: non vengono acquistate uve esterne e l’intero percorso, dalla vigna all’imbottigliamento, rimane sotto il controllo della famiglia. Il patrimonio si trova sulle colline di Novello e comprende Nebbiolo, Barbera, Dolcetto e soprattutto Nas-cëtta, l’antico vitigno bianco autoctono strettamente legato a questo comune e riscoperto soltanto negli ultimi decenni dopo aver rischiato quasi completamente la scomparsa. Proprio la Nas-cëtta rappresenta uno degli elementi più identitari di Cogli l’Attimo. Serena ne produce differenti interpretazioni, mostrando quanto una varietà ancora poco conosciuta possa cambiare secondo vinificazione e contatto con le bucce. Nella è la versione più classica della Langhe DOC Nas-cëtta del Comune di Novello e proviene da vigne situate nel territorio comunale, tra cui parcelle in località Tarditi; la vinificazione avviene in acciaio, con breve macerazione iniziale e fermentazione avviata attraverso pied de cuve, seguita da un lungo affinamento sulle fecce fini che può raggiungere circa quindici mesi prima del riposo in bottiglia. Ne nasce un bianco nel quale la naturale componente floreale e agrumata della varietà viene accompagnata da erbe aromatiche, sapidità e una struttura capace di evolvere nel tempo. Goi esplora invece la Nas-cëtta attraverso una macerazione più marcata sulle bucce e rappresenta il volto più libero e sperimentale del progetto, avvicinandosi al mondo dei vini macerati senza perdere il legame con la varietà. La gamma si è ampliata ulteriormente con Farinela, altra interpretazione bianca che testimonia la curiosità di Serena verso vinificazioni meno convenzionali. Accanto alla Nas-cëtta rimangono naturalmente i grandi vitigni rossi piemontesi. Il Dolcetto d’Alba Tunen è dedicato proprio al nonno Antonio e trasforma il suo soprannome in un omaggio diretto alla generazione che decise di conservare quelle terre nei momenti più difficili. Barbera d’Alba e Nebbiolo d’Alba vengono vinificati attraverso fermentazioni spontanee o pied de cuve e affinamenti tra acciaio e legno usato, cercando di preservare il carattere dell’uva senza sovrapporre una marcata impronta del rovere. La Barbera, ad esempio, può affrontare macerazioni nell’ordine di circa venticinque giorni e successivamente maturare tra acciaio e barrique, mentre il Nebbiolo viene accompagnato verso una lettura più territoriale e tradizionale. Il vertice della produzione è rappresentato dal Barolo DOCG Cerviano-Merli, proveniente da una delle aree vitate di Novello e prodotto in quantità estremamente limitate. È il punto di arrivo simbolico della storia familiare: quelle uve che per generazioni venivano coltivate e vendute ad altri produttori diventano finalmente un Barolo con il nome del progetto di Serena. In cantina la consulenza è affidata all’enologo Sergio Molino, ma l’impostazione rimane coerente con la dimensione artigianale dell’azienda: fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, utilizzo del pied de cuve, acciaio, tonneaux e barrique usate vengono scelti secondo il carattere della singola varietà e della vendemmia. L’obiettivo non è costruire vini estremi o deliberatamente irregolari, ma ridurre le manipolazioni mantenendo al centro la qualità dell’uva e l’identità delle colline di Novello. Cogli l’Attimo rappresenta così una storia profondamente personale all’interno delle Langhe contemporanee: non una grande proprietà tramandata già completa da molte generazioni, ma la decisione di Serena Anselma di recuperare un patrimonio familiare che aveva rischiato di essere perso e dargli finalmente una voce propria. Dietro le circa 15.000 bottiglie annue ci sono una madre e una figlia che lavorano direttamente le vigne, un nonno muratore chiamato Tunen, una nonna che cercava tartufi per sostenere la famiglia e una terra che nessuno volle vendere nonostante le difficoltà. Nas-cëtta, Nebbiolo, Barbera e Dolcetto diventano oggi il modo attraverso cui quella scelta continua a vivere. È proprio questo intreccio tra memoria familiare e nuova generazione a rendere Cogli l’Attimo particolarmente autentica: una piccolissima cantina di Novello nata nel 2016, costruita senza grandi capitali e cresciuta passo dopo passo, con la convinzione che il modo migliore per rispettare il sacrificio delle generazioni precedenti fosse trasformare finalmente quelle uve in vini capaci di portare in bottiglia il nome e il carattere della loro terra.