DOMAINE KOJI ET JAE HWA

BOURGOGNE HAUTES-CÔTES DE NUITS PINOT NOIR BIO "LA VIOLETTE" 2023 - DOMAINE KOJI ET JAE HWA

Prix régulier €390,00 Prix de solde€450,00vous économisez €60,00

Abbinamenti, L'eleganza e la freschezza del La Violette 2023 lo rendono un Pinot Noir particolarmente raffinato a tavola, ideale con preparazioni capaci di valorizzarne la complessità senza sovrastarne la struttura. È magnifico con anatra arrosto, piccione, faraona, coniglio e carni bianche, soprattutto quando accompagnate da erbe aromatiche, funghi o fondi di cottura delicati. La componente floreale e le leggere sfumature affumicate trovano un incontro particolarmente riuscito con risotti ai porcini, tartufo, funghi saltati e preparazioni a base di verdure arrosto. Per rimanere nella tradizione borgognona, è splendido con il coq au vin, purché preparato con un fondo non eccessivamente concentrato, oppure con un filetto di vitello ai funghi. Interessante anche con formaggi a pasta molle e di media stagionatura, come Brie, Camembert e alcuni formaggi borgognoni non troppo intensi.
Alcol, 13%
Annata, 2023
Denominazione, Appellation Bourgogne Hautes Cotes de Nuits Controlée
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Borgogna (Francia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

La Violette 2023 di Domaine Koji et Jae Hwa è un Pinot Noir di straordinaria finezza, nato sulle colline delle Hautes-Côtes de Nuits e capace di raccontare una Borgogna fatta di delicatezza, precisione e sensibilità artigianale. Dietro questa piccola produzione si trova la visione di Koji Nakada e Jae Hwa Park, una coppia che ha saputo interpretare il territorio borgognone attraverso un approccio profondamente rispettoso della natura e dell'identità dei singoli vigneti. Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso e trasparente, dalla tonalità delicata. Il profilo aromatico è raffinato e stratificato: lampone, fragolina di bosco, ciliegia rossa e ribes incontrano violetta, petali di rosa e sottili sfumature di spezie. Con l'ossigenazione emergono richiami di sottobosco, una delicata nota affumicata e leggere sensazioni minerali, mentre il frutto conserva sempre una notevole purezza espressiva. Al palato è elegante, vibrante e sorprendentemente profondo, con una trama tannica finissima che accompagna il sorso senza appesantirlo. La freschezza è viva e ben integrata, mentre la componente fruttata si sviluppa con naturalezza verso un finale lungo, floreale e leggermente speziato. La 2023 privilegia la grazia alla concentrazione, mostrando quella particolare combinazione di leggerezza apparente e complessità che rende i migliori Pinot Noir della Borgogna così affascinanti.

CURIOSITÁ: 

La Violette 2023 nasce da 100% Pinot Noir biologico proveniente da una piccola parcella situata nelle Hautes-Côtes de Nuits, con viti di circa 30 anni. La prima vendemmia realizzata dalla coppia su questo vigneto risale soltanto al 2022, rendendo la 2023 una delle primissime interpretazioni di questa selezione. La storia del Domaine è particolarmente interessante: Koji Nakada, originario del Giappone, e Jae Hwa Park, sua compagna di origine coreana, hanno costruito inizialmente la propria reputazione attraverso la maison Lou Dumont, prima di sviluppare dal 2012 un patrimonio di vigneti di proprietà tra Prémeaux-Prissey, Marsannay, Gevrey-Chambertin e le Hautes-Côtes de Nuits. La conduzione è biologica certificata e comprende anche pratiche ispirate alla biodinamica, con particolare attenzione alla vitalità dei suoli e alla riduzione degli interventi in cantina. Per La Violette la vinificazione privilegia una percentuale importante di grappoli interi e un'estrazione particolarmente delicata, scelte che contribuiscono alla finezza aromatica e alla leggerezza della struttura. L'affinamento della 2023 viene descritto attraverso l'utilizzo combinato di botti di rovere per circa due terzi del vino e recipienti in ceramica per il restante terzo, cercando un equilibrio tra profondità, micro-ossigenazione e purezza del frutto. Il vino non viene chiarificato né filtrato. La produzione dichiarata per questa annata è di appena 1.861 bottiglie, un numero che racconta bene la dimensione artigianale del progetto. Rispetto al Bourgogne Rouge Vieilles Vignes della stessa cantina, La Violette si distingue per una maggiore delicatezza e una trama più sottile, privilegiando la complessità floreale e la precisione del frutto rispetto alla concentrazione.

Domaine Koji Et Jae Hwa

Domaine Koji et Jae Hwa è una delle realtà più affascinanti e ricercate della Borgogna contemporanea, nata dall’incontro tra due culture apparentemente lontane dalla tradizione vitivinicola francese: quella giapponese di Koji Nakada e quella coreana della moglie Jae Hwa Park. La loro storia comincia nel 1996, quando Koji lascia il Giappone per trasferirsi in Francia e studiare enologia a Beaune. Prima di iniziare la formazione deve però imparare il francese e si stabilisce a Digione, dove incontra Jae Hwa, insegnante di lingua francese di origine coreana. Da quell’incontro nasce un legame personale destinato a trasformarsi anche in un progetto professionale. Koji approfondisce la propria conoscenza del vino attraverso esperienze in Borgogna, Bordeaux, Alsazia e Champagne, maturando una sensibilità che unisce il rigore tecnico francese alla precisione e all’attenzione per i dettagli tipiche della cultura giapponese. Nel 2000 la coppia fonda a Gevrey-Chambertin Maison Lou Dumont, una piccola attività di négoce destinata a conquistare progressivamente un posto importante tra gli appassionati di Borgogna. Il nome richiama Lou, la loro figlioccia, e il termine francese mont, omaggio alle montagne dei rispettivi paesi d’origine. Sulle etichette compare un ideogramma giapponese che richiama l’armonia tra cielo, terra e uomo, principio che sintetizza perfettamente la filosofia produttiva di Koji: il grande vino nasce dall’equilibrio tra natura, territorio e intervento umano. Dopo oltre dieci anni dedicati alla selezione e alla vinificazione di uve provenienti da differenti denominazioni borgognone, nel 2012 Koji e Jae Hwa realizzano il desiderio di diventare proprietari delle vigne, acquistando i primi appezzamenti a Prémeaux-Prissey e nel Clos La Brunelle. Nasce così Domaine Koji et Jae Hwa, progetto distinto dall’attività di négoce Lou Dumont e interamente dedicato alla valorizzazione dei vigneti di proprietà. Nel 2016 il patrimonio viene ampliato attraverso nuove acquisizioni a Marsannay, nelle Hautes-Côtes de Nuits e a Gevrey-Chambertin, arrivando progressivamente a circa sei ettari. La cantina si trova a Gevrey-Chambertin, negli edifici storicamente utilizzati dalla famiglia Fourrier, e rappresenta il centro di una produzione estremamente limitata, costruita intorno a parcelle selezionate per età delle viti e qualità del terroir. Uno degli elementi più importanti del domaine è proprio l’età del patrimonio viticolo: numerose vigne di Pinot Noir superano i cinquant’anni, alcune raggiungono o oltrepassano il secolo di vita e una parte delle piante più antiche risale addirittura al 1908. Accanto al Pinot Noir vengono coltivati Chardonnay e Aligoté, quest’ultimo presente anche attraverso una parcella centenaria. I terreni sono quelli caratteristici della Côte de Nuits, con differenti combinazioni di calcare, marne e argille che cambiano sensibilmente secondo altitudine, esposizione e posizione del vigneto. A Gevrey-Chambertin il Pinot Noir può esprimere maggiore profondità e struttura, mentre Marsannay e le Hautes-Côtes de Nuits offrono interpretazioni generalmente più tese, fresche e delicate. Koji ha scelto di valorizzare queste differenze attraverso una viticoltura estremamente rispettosa dell’ambiente, ottenendo nel 2016 la certificazione biologica Ecocert e introducendo progressivamente pratiche biodinamiche. I vigneti vengono lavorati senza erbicidi di sintesi, utilizzando preparati vegetali, tisane e interventi destinati a favorire la vitalità dei suoli. La vendemmia è manuale e la selezione delle uve particolarmente rigorosa, con una preferenza per rese contenute e maturazioni capaci di conservare freschezza e precisione aromatica. In cantina l’approccio è altrettanto personale e si distingue per una ricerca quasi assoluta della purezza del frutto. Le fermentazioni vengono affidate ai lieviti indigeni e, per numerose cuvée di Pinot Noir, Koji utilizza una percentuale importante di grappoli interi, tecnica che contribuisce a costruire vini dalla struttura delicata, con tannini sottili e una componente aromatica particolarmente complessa. Le estrazioni vengono condotte con grande moderazione, privilegiando infusioni delicate e pressature leggere anziché rimontaggi aggressivi. La solforosa viene evitata durante gran parte della vinificazione e utilizzata soltanto quando strettamente necessario, spesso in quantità minime prima dell’imbottigliamento. Anche la scelta dei contenitori è diventata uno degli aspetti più interessanti della ricerca contemporanea del domaine. Accanto alle tradizionali pièces borgognone, generalmente utilizzate senza ricercare un’impronta marcata del legno nuovo, Koji ha introdotto recipienti ceramici Clayver, capaci di accompagnare l’evoluzione del vino senza apportare aromi di rovere. In alcune cuvée l’affinamento viene suddiviso tra ceramica e legno, permettendo di modulare il rapporto tra ossigenazione, struttura e integrità del frutto. La gamma riflette questa filosofia attraverso vini prodotti in quantità estremamente limitate. Il Bourgogne Pinot Noir Vieilles Vignes rappresenta una delle etichette più emblematiche e nasce da vecchie vigne selezionate, mostrando quanto un'appellazione regionale possa raggiungere profondità e complessità quando viene interpretata attraverso piante molto anziane e vinificazioni particolarmente attente. Il Marsannay En Leautier approfondisce il carattere di una singola provenienza, mentre il Gevrey-Chambertin Village esprime il volto più classico e strutturato della Côte de Nuits. La Violette, nelle Hautes-Côtes de Nuits, costituisce un'altra interpretazione particolarmente ricercata del Pinot Noir, caratterizzata da una produzione minuscola e da un affinamento che può combinare contenitori ceramici e rovere. Sul versante dei bianchi, Bourgogne Blanc Dijon, Marsannay Le Désert Blanc e le altre selezioni di Chardonnay mostrano una ricerca orientata verso freschezza, tensione e precisione, mentre l’Aligoté proveniente da vecchie vigne rappresenta un ulteriore elemento di valorizzazione della biodiversità borgognona. Negli ultimi anni Koji e Jae Hwa hanno inoltre ampliato i propri interessi verso la Champagne, sviluppando piccole produzioni nella Côte des Bar e applicando anche alla spumantizzazione la stessa attenzione riservata alle singole vigne. Domaine Koji et Jae Hwa rappresenta quindi un caso particolare nel panorama della Borgogna: una proprietà nata nel 2012 dall’esperienza di due persone arrivate in Francia da Giappone e Corea del Sud, cresciuta senza perdere la propria dimensione artigianale e diventata progressivamente un nome ricercato dagli appassionati internazionali. Il patrimonio di circa sei ettari, le vecchie vigne talvolta centenarie, la certificazione biologica, le fermentazioni spontanee, l’utilizzo dei grappoli interi, le estrazioni delicate e la sperimentazione tra legno e ceramica costituiscono gli strumenti di una filosofia estremamente riconoscibile. Koji non cerca Pinot Noir concentrati o costruiti sulla potenza, ma vini trasparenti, fragranti, profondi e capaci di lasciare emergere il carattere delle singole parcelle. È proprio questa combinazione tra precisione giapponese, sensibilità artigianale e rispetto della tradizione borgognona a definire il domaine: una delle interpretazioni più personali della Côte de Nuits contemporanea, nella quale il lavoro dell’uomo cerca soprattutto di accompagnare, senza sovrastarlo, l’equilibrio tra cielo, terra e vite.