TAPPERO MERLO

CALUSO SPUMANTE DOCG "CUVEE DES PALADINS" 2018 - TAPPERO MERLO

Prix régulier €33,50 Prix de solde€37,00vous économisez €3,50

Abbinamenti, Ottimo in abbinamento ai secondi di pesce, si sposa bene con i crostacei.
Alcol, 13%
Annata, 2018
Denominazione, Caluso Spumante DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 8/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Erbaluce 100%

NOTE SENSORIALI:

Si presenta con un giallo paglierino luminoso e una spuma fine e persistente. Al naso offre note di frutta bianca matura, fiori delicati e accenni di crosta di pane, derivanti dall’affinamento sui lieviti. Al palato è fresco, armonico e strutturato, con una piacevole acidità e un finale elegante e persistente, in cui emergono frutta e sfumature minerali.

CURIOSITÀ:

La Cuvée des Paladins prende il nome dai 12 fedelissimi cavalieri del grande Re dei Franchi e successivamente primo Imperatore dei Romani: Carlo Magno. Verso la fine del 700, con la riforma agraria, egli promosse un rapido rinnovamento della viticoltura decaduta con la crisi dell’impero romano. Questo grande processo innovatore potrebbe aver fatto giungere l’Erbaluce dalla Valle del Rodano o viceversa averla fatta migrare dal Canavese fin là al seguito delle truppe longobarde. Una leggenda affascinante che meritava essere ricordata con questa Cuvée des Paladins. 

Tappero Merlo
"Ho sempre creduto che se una persona opera nel rispetto dell’ambiente che lo circonda, integrandosi con esso, senza compromettere quegli equilibri e quelle relazioni che in natura spontaneamente esistono, non necessiti di alcuna certificazione che attesti la bontà del suo operato. La lealtà al territorio è quindi fondamentale per ottenere risultati che siano testimonianza di autenticità e tipicità. Proteggere e conservare ciò che per generazioni si è tramandato in una comunità, in un luogo, diventa l’atto più “estremo” e “rivoluzionario” che oggi si possa compiere.

Ed è così che ho applicato in chiave moderna le tecniche agronomiche che erano adottate dai vignaioli canavesani nel passato, ponendo particolare attenzione alla struttura organica dei suoli, praticando il sovescio mirato (con leguminose, graminacee, asteracee) per migliorare la fertilità dei terreni molto acidi. I trattamenti sono a basso impatto ambientale, con prodotti alternativi a base di edera, equiseto, yucca, propoli, un ridotto impiego di rame, zolfo in polvere e latte vaccino. Si favorisce lo sviluppo della flora spontanea e della fauna tipica del luogo per favorire il naturale equilibrio tra le specie. I vigneti sono abitati da lombrichi, maggiolini, api, scarabei, ognuno dei quali contribuisce all’equilibrio del vigneto. Il concime organico viene autoprodotto con la tecnica del compostaggio in cumulo.  Anche la produzione delle barbatelle è controllata direttamente. Le marze sono selezionate dai migliori ceppi dei vigneti e fatte innestare da un vivaista di fiducia. L’attività in vigna è così una continua ricerca, riscoperta e rielaborazione di tecniche del passato recuperando quanto di valido si praticava storicamente in loco."