CANAVESE NEBBIOLO DOC "BATTITO DEL MALETTO" 2023 - MONTE MALETTO
Abbinamenti, Carne rossa e formaggi.
Alcol, 13%
Annata, 2023
Denominazione, Canevese Nebbiolo DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%
NOTE SENSORIALI:
Nel calice si presenta con un colore rubino trasparente e luminoso. Al naso spiccano sentori di piccoli frutti rossi, rosa canina, erbe alpine e una delicata speziatura. Il sorso è snello ma vibrante, sostenuto da tannini sottili e una scia minerale che restituisce l’impronta delle rocce e dei terrazzamenti. “Il Battito del Maletto” è un vino che pulsa di territorio, autenticità e tensione, capace di raccontare una viticoltura difficile ma straordinariamente espressiva. Un piccolo grande Nebbiolo alpino, da seguire con attenzione.
CURIOSITÁ:
Il “Battito del Maletto” è un Nebbiolo del Canavese che racconta la montagna, i suoi silenzi e la sua energia austera. Frutto del lavoro appassionato di Gian Marco Viano – ex sommelier oggi vignaiolo – questo vino nasce tra Settimo Vittone e Carema, nel cuore del Nord Piemonte, da vigneti terrazzati a pergola, coltivati in modo biologico su suoli sabbiosi e ricchi di pietre glaciali. La composizione è 95% Nebbiolo e 5% Ner d’Ala, varietà storica piemontese. Le uve, raccolte a mano a metà ottobre, fermentano spontaneamente in acciaio con una piccola percentuale di grappoli interi (circa il 20%). Nessun legno: l’affinamento di circa 10 mesi avviene in acciaio per conservare freschezza, precisione e verticalità. La produzione è micro: appena 2900 bottiglie all’anno.
Monte Maletto +
Il Nord Piemonte sta vivendo una nuova stagione di attenzione e riscoperta dal punto di vista enologico. Incorniciato dalle montagne e confinante con la Valle d’Aosta, questo territorio si distingue per la viticoltura eroica: vigneti terrazzati, basse rese, lavorazioni manuali e un profilo aromatico intenso e identitario. Per anni queste terre rischiavano di essere dimenticate, ma il crescente interesse verso i vitigni autoctoni ha dato nuova linfa a una zona dalla forte vocazione, oggi sempre più al centro della scena. Accanto ai nomi storici del Carema e dell’Erbaluce si stanno affacciando nuove realtà artigianali, tra cui Monte Maletto, il progetto personale di Gian Marco Viano. Dopo l’esperienza con Dazero Vini e un passato da sommelier in ristoranti stellati, Viano ha deciso di dedicarsi alla viticoltura, inizialmente cercando finanziatori per recuperare vigneti abbandonati, poi prendendo in gestione una piccola parcella, dove ha imparato a vinificare seguendo i consigli dei vignaioli locali. Oggi, insieme a Maurizio Curto, coltiva mezzo ettaro a Carema e una seconda vigna a Parella, dove cresce l’Erbaluce. La produzione attuale si concentra su due etichette: l’"Erbaluce di Caluso Vecchie Tonneau", un bianco teso e minerale, e il "Battito del Maletto", un rosso a prevalenza Nebbiolo (95%) con un piccolo saldo di Ner d’Ala, affinato in legno e destinato a diventare un Carema DOC. Quest’ultimo si distingue per intensità, eleganza balsamica e profondità. Due vini autentici e raffinati, che rappresentano con fierezza la rinascita di uno dei territori più affascinanti e ancora poco esplorati dell’Italia del vino.