DOMAINE D'HÉLÈNE

CHAMPAGNE BLANC DE BLANCS AVIZE GRAND CRU MILLÉSIME LIEU-DIT "LES AVATS VIEILLES VIGNES" 2014 - DOMAINE D'HÉLÈNE

Prix régulier €84,00 Prix de solde€94,00vous économisez €10,00

Abbinamenti, La profondità raggiunta dal Les Avats 2014 permette di trattarlo come un grande vino bianco prima ancora che come uno Champagne. È magnifico con ostriche, coquilles Saint-Jacques, scampi e crostacei, ma la lunga permanenza sui lieviti consente di spingersi verso piatti decisamente più strutturati come rombo al forno, sogliola al burro, aragosta, risotti ai frutti di mare e pesci accompagnati da salse cremose. Le sfumature di nocciola, brioche e burro trovano un incontro particolarmente raffinato con pollame arrosto e carni bianche, mentre la componente gessosa e salina permette di accompagnarlo a Parmigiano Reggiano e Comté di buona stagionatura.
Alcol, 12,5%
Annata, 2014
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTES SENSORIELLES :

Robe jaune paille aux nuances dorées. Le nez présente des arômes vifs de fleurs, des plus délicats aux plus intenses. De petites notes de fruits frais suivent, avec de la pomme verte et de la pêche blanche. Enfin des traits marins exprimés par des notes iodées. En bouche l'attaque est fraîche et surtout minérale. Il s'élargit agréablement en exprimant un bon volume apporté par la douceur. En rétrolfation, les arômes de beurre, de miel et la connotation saline du territoire d'origine atteignent les récepteurs nasaux. Dans l'ensemble, c'est un champagne agréable, savoureux et séduisant.

CURIOSITÉ:

Le Champagne Joyeuse de Pinot - Chevauchet est le résultat de l'assemblage de 80% Meunier et 20% Chardonnay récoltés sur de vieilles vignes situées près de Pierry. Les raisins qui composent cette cuvée ont été vendangés en 2008, 2009 et 2010. La refermentation a commencé au printemps 2011, elle est donc restée sur lie pendant 72 mois et après dégorgement pendant une année supplémentaire.

Domaine D'hélène

Domaine d’Hélène è il giovanissimo e rarissimo progetto personale di Pierre Hugot, vigneron di Cramant profondamente legato alla Côte des Blancs e a una famiglia che coltiva queste terre da generazioni. Le origini del patrimonio risalgono almeno all’inizio del Novecento, quando i bisnonni Georges Wanner ed Hélène svilupparono il domaine familiare; proprio a Hélène, figura centrale nella conservazione di queste vigne attraverso una parte complessa della storia della Champagne, Pierre ha scelto di dedicare il nome della nuova cantina. Dopo essersi formato attraverso esperienze in importanti domaines francesi, Pierre ritorna a Cramant con un’idea estremamente precisa: non costruire uno Champagne riconoscibile attraverso una ricetta stilistica, ma utilizzare ogni bottiglia per raccontare la provenienza dello Chardonnay. Il progetto parte da appena circa un ettaro di vigne ereditate dalla famiglia, distribuito tra Cramant, Oiry e Chouilly, tutti Grand Cru della Côte des Blancs, e Cuis, Premier Cru; a questo patrimonio è previsto che si aggiungano dal 2027 altri circa due ettari appartenuti ai bisnonni, ampliando sensibilmente una produzione che oggi rimane minuscola, nell’ordine di appena 2.000 bottiglie.  Lo Chardonnay è inevitabilmente il centro assoluto del progetto e trova nella craie della Côte des Blancs il proprio interprete naturale. Pierre lavora parcelle differenti cercando di preservarne individualmente il carattere e conduce le vigne attraverso principi biologici e biodinamici, con potature tardive, lavorazioni superficiali del terreno e pratiche pensate per aumentare la vita microbiologica e favorire un apparato radicale profondo. L’obiettivo non è semplicemente eliminare la chimica di sintesi, ma ricostruire un rapporto diretto tra pianta e sottosuolo calcareo, lasciando che siano esposizione, età delle vigne e composizione della craie a determinare il carattere del vino. In cantina questa filosofia si traduce in vinificazioni separate per cru, interventi estremamente contenuti, impiego minimo della solforosa e lunghi affinamenti sui lieviti; acciaio e legno vengono utilizzati secondo la personalità della singola origine, senza cercare nel contenitore una firma aromatica dominante. Il Blanc de Blancs Vieilles Vignes Grand Cru rappresenta perfettamente questa impostazione: nasce da Chardonnay proveniente da vecchie vigne di Cramant, Avize e Oger, con piante che superano i cinquant’anni e radici capaci di penetrare profondamente nella craie. La produzione è limitata a circa 2.000 bottiglie e il dosage rimane volutamente contenuto per conservare tensione, componente salina e leggibilità del terroir. Ancora più radicale è Les Avats, Champagne proveniente da un singolo lieu-dit Grand Cru di Avize e concepito come incontro tra una sola parcella, una sola vendemmia e lo Chardonnay. Il millesimo 2011, nonostante un’annata complessa in Champagne, è stato conservato per oltre dieci anni sui lieviti prima del dégorgement e proposto con un dosage minimo: una scelta che mostra quanto il tempo sia parte integrante della filosofia di Pierre. Domaine d’Hélène rappresenta quindi una delle espressioni più piccole e personali della nuova Côte des Blancs: non una maison costruita sulla quantità o sulla continuità di un assemblaggio, ma un progetto nato per recuperare e interpretare un patrimonio familiare attraverso lo Chardonnay. Cramant costituisce il centro emotivo e operativo, mentre Avize, Oiry, Chouilly, Cuis e gli altri grandi terroir familiari permettono a Pierre Hugot di costruire progressivamente una vera cartografia della craie. Agricoltura biologica e biodinamica, vecchie vigne, vinificazioni separate, solforosa ridotta, lunghissimi affinamenti e dosaggi misurati sono gli strumenti utilizzati per raggiungere un obiettivo estremamente semplice nella sua formulazione ma difficile nella pratica: intervenire il meno possibile tra il vigneto e il bicchiere. È proprio questa dimensione quasi microscopica, insieme alla storia delle vigne ereditate e alla volontà di Pierre di far parlare ogni cru individualmente, a rendere Domaine d’Hélène una delle realtà emergenti più affascinanti della Côte des Blancs contemporanea.