CHAMPAGNE NON DOSE "COURCELLES" 2009 - TRISTAN HYEST (762 BOUTEILLES)
Abbinamenti, La profondità raggiunta dal millesimo 2018 rende questo Blanc de Blancs molto più di uno Champagne da semplice aperitivo. È splendido con ostriche, scampi, capesante e crostacei, ma trova grande equilibrio anche con rombo, branzino al forno, baccalà e preparazioni di pesce accompagnate da burro o salse delicate. La componente evolutiva di brioche e frutta secca permette inoltre abbinamenti con risotti ai funghi, pasta ripiena, pollo arrosto e carni bianche non troppo speziate. Molto interessante con formaggi a pasta molle o di media stagionatura, dove acidità e bollicina riescono a riequilibrare la componente grassa. Da provare con capesante scottate al burro oppure con un risotto agli scampi.
Alcol, 12,5%
Annata, 2018
Denominazione, Champagne Premier Cru
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 100%
NOTES SENSORIELLES :
Ce Champagne Courcelles 2009 de Tristan Hyestal offre au nez des notes de fruits mûrs, de croûte de pain et d'agrumes doux et d'épices, en bouche il est frais et avec une belle structure, une belle minéralité et une belle finale.
CURIOSITÉ:
La singularité de ce petit producteur dynamique se retrouve dans la création de différentes micro cuvées parcellaires, majoritairement millésimées, à très faible circulation, souvent issues d'une seule barrique. Ce choix permet donc de caractériser avec une grande précision les particularités des terroirs et des millésimes.Julien Herbert +
Champagne Julien Herbert è una piccola realtà familiare di Rilly-la-Montagne, villaggio Premier Cru della Montagne de Reims, dove la famiglia Herbert coltiva la vite da quattro generazioni. Julien rappresenta oggi una delle diverse anime nate dallo storico patrimonio familiare: insieme ai fratelli Olivier e Stéphane appartiene infatti a una famiglia profondamente radicata nel paese, ma ciascuno ha progressivamente sviluppato un proprio percorso produttivo. Julien costituisce formalmente la propria azienda nel 2010 e sceglie di costruire una gamma personale mantenendo al centro le vigne di Rilly-la-Montagne. Oggi dispone di circa 4,65 ettari Premier Cru, una dimensione estremamente contenuta che gli permette di seguire direttamente vigneto, vinificazione e lunghi affinamenti. Rilly occupa una posizione particolarmente interessante sul versante settentrionale della Montagne de Reims: il sottosuolo conserva la craie tipica della Champagne, ma la presenza di argille, sabbie e differenti esposizioni crea condizioni adatte non soltanto al Pinot Noir, tradizionalmente associato alla Montagne de Reims, ma anche a Chardonnay e Meunier. È proprio l'equilibrio tra i tre vitigni a costituire uno degli elementi distintivi di Julien Herbert. A differenza di molti piccoli produttori contemporanei concentrati su un'unica varietà o su micro-cuvée parcellari, Julien mantiene una forte cultura dell'assemblaggio champenois, utilizzando Chardonnay, Pinot Noir e Meunier per costruire vini nei quali struttura, freschezza e maturità possano completarsi reciprocamente. Parallelamente produce Blanc de Blancs e Blanc de Noirs che consentono di osservare separatamente il comportamento dello Chardonnay e del Pinot Noir nello stesso territorio. In vigneto il lavoro è orientato verso una viticoltura sostenibile e la proprietà ha ottenuto la certificazione Haute Valeur Environnementale, riconoscimento ufficializzato nel 2019. L'obiettivo è ridurre l'impatto delle pratiche agricole e mantenere un maggiore equilibrio tra vite e ambiente, preservando la vitalità dei terreni e la biodiversità. Ma l'elemento che definisce maggiormente lo stile di Julien Herbert emerge soprattutto in cantina: il tempo. Le cuvée vengono vinificate prevalentemente, e per la gamma classica interamente, in acciaio inox, scelta che permette di mantenere nitidezza aromatica e precisione senza introdurre la componente del rovere. Gli Champagne vengono poi lasciati maturare molto più a lungo rispetto ai requisiti minimi della denominazione. Brut Tradition e Brut Réserve trascorrono circa cinque anni nelle cantine; Extra Brut e Blanc de Noirs arrivano a circa sei anni; Brut Nature raggiunge circa sette anni, mentre il Blanc de Blancs viene conservato addirittura per circa dieci anni prima della commercializzazione. Alcune selezioni speciali possono spingersi ancora oltre, arrivando a oltre un decennio di affinamento. Questa scelta rappresenta probabilmente la vera firma della maison: non utilizzare tecniche particolarmente invasive per costruire complessità, ma lasciare che siano la permanenza sui lieviti e la lenta evoluzione in bottiglia a trasformare il vino. Brut Tradition costituisce il punto di partenza della gamma ed è composto indicativamente da 50% Chardonnay, 30% Pinot Noir e 20% Meunier. La vinificazione avviene interamente in acciaio, l'affinamento in cantina dura cinque anni e il dosage si colloca intorno a 5,6 g/l. Extra Brut nasce dallo stesso equilibrio varietale ma prolunga la permanenza in cantina fino a sei anni e riduce il dosage a circa 2,5 g/l, offrendo una lettura più tesa e verticale. Brut Nature porta questa ricerca alla sua espressione più essenziale: stesso assemblaggio dei tre vitigni, sette anni di affinamento e nessun dosage. Brut Réserve modifica invece le proporzioni, con circa 40% Pinot Noir, 30% Chardonnay e 30% Meunier, accentuando la componente vinosa e strutturale. Particolarmente interessante è il confronto tra le due cuvée monovarietali. Blanc de Noirs nasce esclusivamente da Pinot Noir, viene vinificato in acciaio, rimane circa sei anni in cantina e viene commercializzato come Extra Brut con un dosage intorno a 2,5 g/l: è l'interpretazione più direttamente legata alla tradizione della Montagne de Reims. Blanc de Blancs è invece Chardonnay in purezza e affronta ben dieci anni di maturazione, scelta decisamente rara per una cuvée di questo livello e capace di trasformare la freschezza originaria del vitigno in note progressivamente più complesse, mantenendo però la tensione conferita dal terroir. Anche il Rosé segue una concezione tradizionale: parte dalla base del Brut Tradition, che costituisce circa l'85% dell'assemblaggio, alla quale viene aggiunto circa il 15% di vino rosso ottenuto esclusivamente da Pinot Noir; trascorre quattro anni in cantina e mantiene il dosage intorno a 5,6 g/l. Al vertice della produzione compaiono selezioni molto più rare, tra cui Cœur de Cuvée, attraverso le quali Julien approfondisce ulteriormente il rapporto tra vecchie annate e lunghissimo affinamento. Champagne Julien Herbert rappresenta così un volto particolarmente classico ma tutt'altro che immobile della Montagne de Reims. Non cerca necessariamente la spettacolarità della vinificazione in legno, delle macerazioni o di una moltiplicazione esasperata dei lieux-dits: la sua identità nasce soprattutto da 4,65 ettari Premier Cru, dai tre vitigni storici della Champagne e da una pazienza ormai poco comune. Cinque, sei, sette, dieci e in alcuni casi oltre dieci anni di cantina trasformano il tempo in un vero elemento produttivo. Dietro il nome Julien Herbert rimane inoltre una storia familiare che continua a ramificarsi a Rilly-la-Montagne attraverso più fratelli e differenti sensibilità. Julien ha scelto una strada precisa: acciaio, dosaggi progressivamente contenuti e lunghissime permanenze sui lieviti per ottenere Champagne maturi e complessi senza perdere freschezza. Una filosofia apparentemente semplice, ma proprio per questo estremamente coerente, nella quale non è la tecnica a cercare di impressionare, bensì il lento sviluppo del vino nelle cantine di Rilly-la-Montagne.