ETNA ROUGE DOC 2017 - BENANTI
Abbinamenti, La struttura e la complessità del Calderara Sottana 2025 permettono abbinamenti decisamente più importanti rispetto a quelli generalmente riservati ai bianchi giovani. È magnifico con pesci di grande consistenza come rombo, dentice, ricciola e cernia, soprattutto quando preparati al forno o accompagnati da salse delicate. La componente minerale e la freschezza creano un equilibrio particolarmente riuscito con crostacei, aragosta, astice e preparazioni a base di frutti di mare, mentre la maggiore morbidezza acquisita durante l'affinamento permette di accompagnarlo anche a risotti cremosi, pasta con bottarga e primi piatti di pesce strutturati. Interessante anche con carni bianche, coniglio, faraona e pollo arrosto, soprattutto quando impreziositi da erbe aromatiche mediterranee. Un abbinamento particolarmente affascinante è quello con un risotto allo zafferano oppure con una bisque di crostacei, dove la ricchezza del piatto viene bilanciata dalla tensione del Carricante. Ottimo anche con formaggi di media stagionatura e preparazioni a base di funghi, capaci di richiamare le sfumature più profonde e leggermente tostate del vino.
Alcol, 13,5%
Annata, 2025
Denominazione, Etna Bianco DOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Carricante 100%
NOTES SENSORIELLES :
Rouge rubis d'une bonne transparence, il se caractérise par un profil olfactif fruité de cerises et de groseilles, qui s'agrémente de notes épicées, balsamiques et minérales. La bouche est ample et élégante, qui met en valeur des tanins fins et une agréable fraîcheur avant la finale saline.
CURIOSITÉ:
Etna Rosso DOC 2017 est produit avec une prédominance de Nerello Mascalese combinée à un plus petit pourcentage de Nerello Cappuccino. Les grappes sont récoltées à la main dans différents vignobles situés à des altitudes comprises entre 450 et 800 mètres d'altitude. Les deux variétés sont vinifiées séparément en acier et seule une partie du vin obtenu à partir de Nerello Mascalese est élevée en barrique. À la fin de la période d'affinage, l'assemblage idéal est créé, choisi en fonction des caractéristiques du millésime.
Tenuta Delle Terre Nere +
Tenuta delle Terre Nere è una delle realtà più importanti della rinascita vitivinicola dell’Etna e uno dei produttori che maggiormente hanno contribuito a trasformare il vulcano siciliano in un territorio di riferimento internazionale per i grandi vini di terroir. La cantina nasce nel 2002 dall’intuizione di Marco de Grazia, profondo conoscitore del vino italiano e protagonista della sua diffusione sui mercati internazionali, che dopo una lunga carriera nel commercio e nella selezione di grandi etichette decide di dedicarsi direttamente alla produzione. La scelta ricade sul versante settentrionale dell’Etna, tra Solicchiata e Randazzo, un territorio che all’epoca non godeva ancora della notorietà attuale, ma nel quale Marco riconosce immediatamente caratteristiche straordinarie: vigneti antichissimi, altitudini elevate, una geologia estremamente complessa e soprattutto un patrimonio di Nerello Mascalese capace di esprimere eleganza, profondità e una sorprendente somiglianza stilistica con i grandi Pinot Noir della Borgogna. Fin dalla prima vendemmia, nel 2002, decide di vinificare separatamente le uve provenienti dalle differenti contrade, introducendo una concezione del vino etneo fondata sulla valorizzazione delle singole origini. Questa scelta rappresenta una vera rivoluzione per il territorio, perché fino ad allora la maggior parte dei produttori tendeva a riunire uve provenienti da vigneti differenti, mentre De Grazia comprende che ogni contrada possiede una propria identità, determinata dalla composizione delle colate laviche, dall'altitudine, dall'esposizione e dall'età delle vigne. Il lavoro di Tenuta delle Terre Nere contribuisce anche al riconoscimento ufficiale delle contrade all'interno della denominazione Etna DOC, ottenuto nel 2012 dopo un lungo percorso di valorizzazione e delimitazione delle sottozone storiche. Oggi la proprietà comprende circa 45 ettari suddivisi in 29 appezzamenti distribuiti in nove contrade, principalmente sul versante settentrionale del vulcano, con ulteriori vigneti sui versanti orientale e meridionale. Le altitudini variano indicativamente tra 600 e 1.000 metri sul livello del mare, creando condizioni climatiche molto differenti rispetto alla Sicilia costiera. Le forti escursioni termiche, le precipitazioni relativamente abbondanti e le maturazioni tardive permettono di ottenere vini caratterizzati da freschezza, tensione e grande precisione aromatica. Anche la geologia assume un'importanza fondamentale: l'Etna è un vulcano attivo e i suoi terreni derivano da colate laviche di epoche differenti, progressivamente trasformate dall'erosione e dall'attività biologica. Sabbie vulcaniche, lapilli, ceneri, rocce basaltiche e materiali ricchi di minerali si alternano anche a breve distanza, creando un mosaico di suoli nel quale il comportamento della vite cambia sensibilmente da una parcella all'altra. Il patrimonio viticolo è altrettanto straordinario. Fatta eccezione per alcuni impianti più recenti, numerose vigne hanno un'età compresa tra 50 e 100 anni, mentre nella contrada Calderara Sottana sopravvive una piccolissima superficie di viti prefillosseriche, con oltre 140 anni di età e ancora coltivate a piede franco. Da questo vigneto nasce La Vigna di Don Peppino, una delle etichette più prestigiose della cantina, dedicata al contadino che per circa settant'anni si è preso cura di quelle piante, permettendo loro di attraversare oltre un secolo di storia. Il Nerello Mascalese rappresenta il protagonista assoluto dei rossi, generalmente accompagnato da piccole percentuali di Nerello Cappuccio, mentre il Carricante costituisce il riferimento principale per i bianchi, affiancato secondo le cuvée da Catarratto, Inzolia, Grecanico e Minnella. La conduzione dei vigneti segue i principi dell'agricoltura biologica, certificata dal 2010, con una particolare attenzione alla conservazione dei suoli e alla gestione delle vecchie vigne ad alberello, che richiedono un lavoro manuale estremamente impegnativo. La filosofia di Marco de Grazia parte dalla convinzione che la qualità debba essere costruita soprattutto in vigneto, attraverso una cura meticolosa delle piante e una raccolta effettuata al giusto livello di maturazione, così da ridurre al minimo gli interventi successivi. In cantina le differenti parcelle vengono vinificate separatamente, privilegiando fermentazioni controllate e affinamenti capaci di accompagnare il vino senza sovrapporsi al carattere dell'uva. Acciaio e legno vengono utilizzati secondo la struttura e la provenienza delle singole cuvée, con un impiego del rovere orientato soprattutto alla maturazione e all'evoluzione del vino. La gamma rappresenta una vera cartografia dell'Etna. L'Etna Rosso costituisce l'introduzione allo stile della tenuta e nasce dall'assemblaggio di uve provenienti da differenti vigneti, offrendo una lettura complessiva del Nerello Mascalese del versante settentrionale. Le selezioni di contrada permettono invece di approfondire le differenze tra territori vicini ma profondamente distinti. Calderara Sottana, caratterizzata da suoli particolarmente pietrosi e da antiche colate laviche, produce generalmente vini strutturati, austeri e capaci di lunghissime evoluzioni. San Lorenzo, con terreni ricchi di materiale vulcanico e una maggiore componente sabbiosa, esprime Nerello di grande profondità, concentrazione e complessità aromatica. Santo Spirito offre interpretazioni generalmente più eleganti e floreali, mentre Guardiola, situata ad altitudini elevate, si distingue per freschezza, tensione e una particolare precisione espressiva. Feudo di Mezzo e Moganazzi completano il mosaico delle grandi contrade settentrionali, mostrando ulteriori sfumature del rapporto tra Nerello Mascalese e territorio vulcanico. Anche i bianchi occupano un ruolo fondamentale nella produzione. L'Etna Bianco nasce prevalentemente dal Carricante, vitigno capace di mantenere acidità e freschezza anche nelle condizioni mediterranee, mentre le selezioni più ambiziose approfondiscono il rapporto tra vecchie vigne, altitudine e differenti versanti del vulcano. Particolarmente significativo è il lavoro sul Carricante della contrada Salice, sul versante orientale, dove le condizioni climatiche più umide e fresche permettono di ottenere vini di grande tensione e potenziale evolutivo. Accanto alla produzione principale trova spazio anche Le Vigne di Eli, progetto nato nel 2006 e dedicato alla figlia Elena, che realizza personalmente i disegni delle etichette. Questa piccola selezione, oggi parte integrante dell'universo Terre Nere, nasce da vigneti particolarmente vocati e conserva anche una dimensione solidale attraverso il sostegno alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Nel 2025 la storia aziendale ha conosciuto un ulteriore passaggio con l'ingresso della famiglia Frescobaldi nella proprietà, attraverso un accordo che mantiene Marco de Grazia coinvolto nel progetto e ne accompagna lo sviluppo futuro. Tenuta delle Terre Nere rappresenta quindi molto più di una cantina di successo: è una delle realtà che hanno contribuito a cambiare profondamente la percezione dell'Etna e del suo patrimonio viticolo. Marco de Grazia ha riconosciuto nel Nerello Mascalese la capacità di raccontare le differenze tra singole contrade con una precisione paragonabile a quella dei grandi vitigni borgognoni, costruendo fin dal 2002 una produzione fondata sulla separazione delle parcelle e sulla valorizzazione delle vecchie vigne. Calderara Sottana, San Lorenzo, Santo Spirito, Guardiola e le altre contrade non rappresentano semplicemente nomi geografici sulle etichette, ma differenti interpretazioni di un vulcano nel quale ogni colata lavica ha contribuito a creare condizioni irripetibili. Agricoltura biologica, vigneti centenari, alberelli prefillosserici, vinificazioni parcellari e una filosofia di cantina rispettosa della materia prima costituiscono oggi le fondamenta di una produzione riconosciuta a livello internazionale. È proprio questa capacità di trasformare la complessità geologica dell'Etna in vini eleganti, profondi e territorialmente riconoscibili ad aver reso Tenuta delle Terre Nere uno dei nomi fondamentali della viticoltura siciliana contemporanea.