MONTE ROSSA

FRANCIACORTA BRUT FUORISERIE N° 026 "CABOCHON" - MONTE ROSSA

Prix régulier €65,00

Abbinamenti, Un Franciacorta importante come il Cabochon N°026 merita piatti di pari livello: ideale con crudi di alto pregio, plateau di crostacei, astice e scampi, ma perfetto anche con risotti cremosi, pescato al forno, capesante, foie gras e le migliori espressioni della cucina d’autore.
Alcol, 12,5%
Annata, NV
Denominazione, Franciacorta DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 70% e Pinot Nero 30%

NOTE SENSORIALI:

Al naso si apre con una ricchezza aromatica ampia e seducente: frutta gialla matura, pesca e albicocca, seguite da sfumature di agrumi canditi, brioche, pasticceria fine, vaniglia, nocciola tostata e leggere sensazioni speziate. Emergono anche tocchi minerali e di pietra focaia che ne ampliano profondità e dinamica. In bocca è cremoso, strutturato e avvolgente, sostenuto da un perlage finissimo e impeccabile. La freschezza è perfettamente bilanciata dalla morbidezza e dalla complessità aromatica, mentre la mineralità dona slancio e verticalità. Il finale è lunghissimo, elegante, armonioso, con ritorni di frutta matura, agrumi e pasticceria.

CURIOSITÁ:

Il Cabochon Fuoriserie N°026 rappresenta una delle espressioni più iconiche, ricercate e prestigiose della maison Monte Rossa. Nasce come edizione “fuoriserie”, una selezione libera e creativa in cui la cantina esprime il proprio massimo livello qualitativo fuori dagli schemi delle cuvée tradizionali. È ottenuto da una rigorosa selezione di Chardonnay e Pinot Nero provenienti dalle migliori parcelle aziendali, lavorate con un’attenzione maniacale alla maturazione delle uve e alla precisione dell’assemblaggio. Una parte del vino base fermenta in barrique, regalando profondità e rotondità, mentre la lunga sosta sui lieviti – che supera abbondantemente i 40 mesi – dona struttura, complessità e una cremosità avvolgente. “Cabochon” è il simbolo dell’eccellenza Monte Rossa, un Franciacorta che unisce eleganza e potenza, tradizione e innovazione, firmando un profilo gustativo di assoluta personalità.

Monte Rossa

Monte Rossa è una delle cantine che hanno contribuito in maniera decisiva alla costruzione dell’identità moderna della Franciacorta, una storia iniziata nel 1972 quando Paolo Rabotti e la moglie Paola Rovetta si trasferiscono sulla collina di Monte Rossa, a Bornato di Cazzago San Martino, scegliendo di trasformare una proprietà storica in un progetto vitivinicolo. La sede originaria è un luogo particolarmente suggestivo: sulla sommità della collina convivono una torre di avvistamento del XIII secolo, una villa padronale di origine quattrocentesca, una scenografica scalinata settecentesca in marmo bianco e antichi giardini. È soprattutto Paola a dedicarsi con grande determinazione alle prime vinificazioni Metodo Classico, mentre Paolo comprende molto presto che il futuro del territorio deve essere costruito attraverso una forte identità collettiva. Nel 1978 è già tra coloro che immaginano un sistema capace di riunire i produttori attorno al nome Franciacorta e, quando nel 1990 viene costituito il Consorzio per la tutela del Franciacorta, ne diventa il primo presidente. Questo ruolo rende la storia di Monte Rossa strettamente intrecciata a quella della denominazione stessa. Parallelamente la famiglia compie una scelta altrettanto significativa: abbandonare progressivamente la produzione di vini fermi per concentrarsi sul Metodo Classico, quando la Franciacorta non possiede ancora il prestigio che raggiungerà negli anni successivi. Oggi la seconda generazione è rappresentata da Emanuele Rabotti, che ha trasformato questa intuizione iniziale in una delle realtà più riconoscibili del territorio, mentre anche la terza generazione ha iniziato a entrare nella vita aziendale. Monte Rossa governa circa 70 ettari di vigneti e produce nell’ordine delle 500.000 bottiglie all’anno. Il patrimonio viticolo è distribuito in differenti zone della Franciacorta e proprio la varietà delle esposizioni, delle altitudini e delle caratteristiche dei terreni rappresenta uno degli strumenti fondamentali della maison. La Franciacorta nasce infatti da un complesso anfiteatro morenico formatosi attraverso le glaciazioni, nel quale ghiaie, sabbie, limi, argille e depositi calcarei cambiano anche a distanze relativamente brevi. Monte Rossa utilizza questa diversità come una vera tavolozza: le parcelle vengono selezionate e vinificate in funzione del ruolo che potranno successivamente svolgere negli assemblaggi, con Chardonnay e Pinot Nero come principali protagonisti e una filosofia che attribuisce alla cuvée un'importanza centrale. La viticoltura segue un modello di produzione integrata, con una progressiva attenzione alla sostenibilità e alla gestione razionale delle risorse. In cantina l’identità della casa è costruita sull’incontro tra precisione tecnologica e lunghi affinamenti. Acciaio e legno vengono utilizzati secondo la destinazione delle basi, mentre i vini di riserva costituiscono una componente fondamentale per dare continuità e complessità alle cuvée non millesimate. La gamma racconta differenti interpretazioni del Franciacorta: Sansevé è uno dei Satèn più rappresentativi della casa e mette al centro la morbidezza e l’eleganza dello Chardonnay; Coupé esplora invece un registro più secco e contemporaneo attraverso un dosage estremamente contenuto; Flamingo interpreta il Franciacorta Rosé, mentre P.R., dedicato proprio ai fondatori Paola Rovetta e Paolo Rabotti, rappresenta uno dei simboli storici dell’azienda. A queste etichette si affiancano le selezioni millesimate e le lunghe permanenze sui lieviti, attraverso le quali Monte Rossa ricerca maggiore profondità e capacità evolutiva. Un capitolo fondamentale della storia aziendale è Cabochon, progetto nato dalla volontà di spingersi oltre la produzione ordinaria e diventato nel tempo un marchio autonomo all’interno dell’universo della famiglia Rabotti: selezioni delle migliori basi, affinamenti prolungati e una ricerca stilistica orientata alla complessità hanno reso Cabochon una delle etichette storicamente più riconoscibili della Franciacorta. Nel 2022, esattamente cinquant’anni dopo la fondazione, Monte Rossa inaugura una nuova cantina a Barco di Cazzago San Martino, progettata direttamente a partire dalle esigenze specifiche della produzione di Franciacorta. È una struttura ipogea di circa 8.000 metri quadrati distribuita su tre livelli, frutto di un investimento superiore ai dieci milioni di euro e concepita secondo criteri di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e razionalità dei flussi produttivi. La villa di Bornato rimane il cuore storico e simbolico, mentre la nuova cantina rappresenta la visione futura di Emanuele Rabotti e permette di gestire con maggiore precisione ogni fase, dall’arrivo delle uve fino ai lunghi affinamenti delle bottiglie. Monte Rossa rappresenta quindi molto più di una cantina specializzata nelle bollicine: la sua storia coincide in parte con quella della Franciacorta moderna. Paolo Rabotti ha contribuito alla nascita del sistema consortile diventandone il primo presidente, Paola Rovetta è stata protagonista delle prime vinificazioni della famiglia ed Emanuele ha trasformato quell’esperienza in un progetto capace di coniugare dimensione importante, ricerca e riconoscibilità stilistica. Settant’ettari, circa mezzo milione di bottiglie, una sede storica sulla collina di Bornato e una nuova cantina interamente progettata per il Metodo Classico raccontano oggi un'azienda arrivata alla terza generazione senza perdere il legame con l’intuizione del 1972: credere nel potenziale della Franciacorta quando la sua storia, così come la conosciamo oggi, era ancora tutta da scrivere.