BARBALONGA

FRANCIACORTA DOCG DOSAGGIO ZERO - BARBALONGA

Prix régulier €25,90 Prix de solde€29,00vous économisez €3,10

Abbinamenti, Risotti leggeri, ad esempio al limone o con fiori di zucca.
Alcol, 12,5%
Annata,
Denominazione, Franciacorta DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Chardonnay 90%, Pinot Nero 10%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un lum inoso giallo paglierino dai delicati riflessi verdognoli, impreziosito da una spuma soffice e abbondante e da un perlage fine, continuo e persistente. Il bouquet è elegante e raffinato, con profumi di frutta tropicale, mela verde, agrumi e fiori bianchi, accompagnati da delicate note evolutive di crosta di pane, lieviti, mandorla fresca e pietra focaia, che conferiscono profondità e complessità. Al palato è secco, preciso e armonioso. L'assenza di dosaggio mette in evidenza una vivace acidità e una marcata sapidità, mentre la lunga permanenza sui lieviti dona una consistenza cremosa e una notevole profondità gustativa. Il sorso è elegante e dinamico, con un finale lungo, minerale e persistente che richiama fedelmente le sensazioni percepite all'olfatto.

CURIOSITÁ:

Il Franciacorta Dosaggio Zero di Barbalonga rappresenta l'espressione più pura ed essenziale della filosofia produttiva della cantina. Nato nel cuore della Franciacorta, ai piedi del Monte Orfano, questo Metodo Classico viene realizzato senza alcuna aggiunta di zuccheri al momento della sboccatura, lasciando che siano esclusivamente il territorio, le uve e il lungo affinamento sui lieviti a definire il carattere del vino. Il risultato è una bollicina autentica, elegante e vibrante, dedicata agli appassionati che ricercano precisione, mineralità e assoluta trasparenza espressiva. Le uve provengono da vigneti situati tra Rovato ed Erbusco, coltivati su dolci colline moreniche caratterizzate da terreni ricchi di ghiaie, sabbie e depositi glaciali, ideali per la produzione di Franciacorta di grande finezza. La raccolta viene effettuata manualmente e i grappoli sono sottoposti a una pressatura soffice. Il mosto fermenta in vasche di acciaio inox a temperatura controllata, mentre il Pinot Nero viene vinificato in bianco per preservare eleganza e freschezza. Dopo la presa di spuma secondo il Metodo Classico, il vino affina a lungo in bottiglia sui propri lieviti. Al momento del dégorgement non viene aggiunta alcuna liqueur d'expédition: la bottiglia viene semplicemente colmata con lo stesso vino, mantenendo un dosaggio zero (Pas Dosé) e valorizzando così la massima espressione del terroir.

Barbalonga

Barbalonga è una giovane realtà della Franciacorta nata dal progetto personale di Angelo Martinazzi, ingegnere e architetto soprannominato proprio “Barbalonga” per la sua caratteristica lunga barba, diventata nel tempo parte dell’identità della cantina. La storia comincia nel 1988, quando Martinazzi acquista un appezzamento alle pendici del Monte Orfano, a Rovato, inizialmente attratto soprattutto dalla bellezza e dalla particolare posizione del luogo. Soltanto negli anni successivi matura l’idea di trasformare quei terreni in un progetto vitivinicolo e nel 2008 impianta il primo vigneto di Chardonnay accanto alla propria cascina. La prima vendemmia arriva nel 2011 e rappresenta il vero punto di partenza produttivo di Barbalonga: non disponendo ancora di una cantina propria, Martinazzi utilizza inizialmente strutture e attrezzature in affitto nell’area di Erbusco, reinvestendo progressivamente nel progetto e acquisendo nuovi appezzamenti. Oggi l’azienda dispone di circa 12 ettari di vigneto e produce intorno alle 40.000 bottiglie all’anno, mantenendo quindi dimensioni relativamente contenute e una produzione interamente concentrata sul Franciacorta.  Il cuore del progetto rimane il Monte Orfano, rilievo isolato che chiude a sud la Franciacorta e costituisce una delle sue zone geologicamente più particolari. A differenza delle aree settentrionali della denominazione, fortemente influenzate dai depositi morenici lasciati dai ghiacciai, il Monte Orfano possiede origini molto più antiche e presenta terreni particolari, con una significativa componente argillosa e una stratificazione differente dal resto della Franciacorta. Il versante meridionale beneficia inoltre di un’esposizione particolarmente favorevole e della protezione dalle correnti più umide provenienti dal Lago d’Iseo, creando condizioni che permettono alle uve di raggiungere una maturazione completa mantenendo la freschezza necessaria alla produzione di Metodo Classico. È proprio questa specificità territoriale che Martinazzi ha progressivamente cercato di trasformare nella firma di Barbalonga. I diversi appezzamenti possiedono morfologie, stratificazioni ed esposizioni differenti e vengono quindi considerati singolarmente, perché ogni vendemmia possa conservare una propria personalità. Lo Chardonnay rappresenta il vitigno centrale della proprietà ed è la varietà dalla quale è iniziato l’intero progetto, affiancato dal Pinot Nero nelle cuvée in cui viene ricercata maggiore struttura. Il lavoro in vigneto è oggi condotto secondo principi di agricoltura biologica, come riportato dal Consorzio Franciacorta, con una gestione orientata alla salvaguardia dei terreni e alla qualità delle uve. La vendemmia viene effettuata manualmente e le uve vengono trasportate in piccole cassette, scelta resa inizialmente necessaria anche dalle caratteristiche degli stretti accessi ai vigneti ma divenuta parte della cura riservata alla materia prima. In cantina la produzione segue integralmente il Metodo Classico: pressatura soffice, frazionamento dei mosti, prima fermentazione in acciaio a temperatura controllata, preparazione delle cuvée nella primavera successiva alla vendemmia e seconda fermentazione direttamente in bottiglia. Anche per le cuvée d’ingresso l’affinamento sui lieviti raggiunge almeno 24 mesi, seguito da un ulteriore periodo di riposo dopo la sboccatura, mentre le selezioni più importanti prolungano sensibilmente la maturazione per acquisire maggiore complessità. La gamma è volutamente concentrata e permette di osservare differenti interpretazioni dello Chardonnay e del Pinot Nero del Monte Orfano. Il Franciacorta Brut costituisce la lettura più immediata dello stile aziendale, mentre il Dosaggio Zero elimina completamente l’apporto zuccherino dopo la sboccatura e punta su tensione, verticalità e carattere del vino base. Il Satèn, tipologia esclusiva della Franciacorta, mette invece al centro la componente più morbida e cremosa dello Chardonnay attraverso una pressione in bottiglia inferiore rispetto agli altri Franciacorta. Il Brut Millesimato nasce soltanto dalle uve di una singola vendemmia e approfondisce il rapporto tra annata e territorio, mentre il Rosé introduce il Pinot Nero con maggiore evidenza. Al vertice della produzione trova spazio anche il Brut Riserva Millesimato, destinato a un affinamento più lungo e pensato per mostrare la capacità evolutiva delle migliori basi della proprietà. Il Consorzio Franciacorta indica oggi cinque etichette principali e una produzione annuale di circa 40.000 bottiglie, numeri che collocano Barbalonga tra le realtà di dimensione artigianale della denominazione. Barbalonga rappresenta quindi una storia relativamente recente rispetto alle grandi aziende storiche franciacortine, ma proprio questa origine personale costituisce uno degli aspetti più interessanti del progetto: non nasce da una cantina tramandata per generazioni, bensì dalla decisione di un ingegnere-architetto di trasformare un terreno acquistato nel 1988 in una propria interpretazione del Franciacorta. Dalla prima vigna di Chardonnay impiantata nel 2008 e dalla prima vendemmia del 2011, Angelo Martinazzi ha progressivamente costruito una proprietà di circa 12 ettari interamente dedicata alle bollicine Metodo Classico. Il Monte Orfano rimane il vero filo conduttore: esposizioni favorevoli, terreni antichi e differenti dal resto della denominazione e un microclima particolare diventano la base di una gamma che attraversa Brut, Satèn, Dosaggio Zero, Millesimato, Rosé e Riserva. Il nome stesso Barbalonga mantiene infine qualcosa di volutamente personale e lontano dall’impostazione più formale delle maison tradizionali: è il soprannome del suo fondatore, diventato simbolo di un progetto nato prima come sogno privato e trasformato, vendemmia dopo vendemmia, in una piccola realtà della Franciacorta contemporanea.