FRANCIACORTA DOCG DOSAGGIO ZERO BLANC DE NOIRS ROSÉ "NATURE '61" 2018 - BERLUCCHI
Abbinamenti, La struttura del Pinot Nero, la lunga permanenza sui lieviti e il dosaggio zero rendono il Nature ’61 Rosé 2018 una bollicina da vera tavola. È magnifico con salumi importanti, culatello, prosciutto crudo e preparazioni affumicate, ma accompagna con grande efficacia anche primi piatti di terra, paste ripiene e risotti saporiti. La presenza di una sottile trama tannica permette di abbinarlo a carni bianche, anatra, vitello e perfino a preparazioni di carne rossa non troppo concentrate. Molto interessante con tonno scottato, salmone e crostacei alla griglia, dove acidità e sapidità alleggeriscono la componente più grassa. Ottimo infine con formaggi stagionati.
Alcol, 12,5%
Annata, 2018
Denominazione, Franciacorta DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Pinot Nero 100%
NOTES SENSORIELLES :
C'est un 100% Chardonnay d'une grande finesse, délicatesse et sinuosité. Satèn doit rappeler la texture subtile et enveloppante de la soie. La douceur est le protagoniste sans toutefois laisser en arrière-plan l'élégance et la délicatesse qui représentent la principale caractéristique du style de l'entreprise.
CURIOSITÉ:
Vinification blanche traditionnelle avec pressurage doux des raisins, séparation du moût, décantation statique à froid pendant 36-48 heures, fermentation en acier à température contrôlée, stabilisation naturelle à froid.Berlucchi +

Guido Berlucchi è una delle cantine che hanno letteralmente cambiato la storia del vino italiano, perché proprio nelle sue cantine di Borgonato di Corte Franca nasce nel 1961 il primo vino che avrebbe dato origine alla moderna Franciacorta. Tutto comincia alcuni anni prima dall’incontro tra Guido Berlucchi, proprietario di Palazzo Lana e produttore di un vino bianco locale che presentava problemi di stabilità, e il giovane enologo bresciano Franco Ziliani. Chiamato inizialmente per trovare una soluzione tecnica, Ziliani intuisce le potenzialità del territorio e propone a Berlucchi una sfida allora quasi rivoluzionaria: produrre uno spumante rifermentato in bottiglia secondo il metodo utilizzato in Francia. All’avventura si unisce Giorgio Lanciani e, dopo alcune sperimentazioni, nel 1961 vengono prodotte circa 3.000 bottiglie di “Pinot di Franciacorta”. Il risultato segna un passaggio fondamentale non soltanto per l’azienda, ma per l’intero territorio: nel 1967 la Franciacorta ottiene il riconoscimento della DOC, mentre nel 1995 arriverà la DOCG, consolidando definitivamente l’identità di una delle più importanti denominazioni italiane dedicate al Metodo Classico. Da quella prima intuizione Berlucchi è cresciuta mantenendo uno stretto rapporto con il territorio compreso tra il Lago d’Iseo e le colline moreniche bresciane, un'area nella quale il clima relativamente mite influenzato dal lago incontra le correnti più fresche provenienti dalla Val Camonica. Chardonnay e Pinot Nero rappresentano oggi i principali protagonisti della produzione, affiancati dal Pinot Bianco dove previsto dalla denominazione, e provengono sia dai vigneti aziendali sia da una rete consolidata di viticoltori della Franciacorta. La famiglia Ziliani ha progressivamente orientato l’azienda verso una gestione sempre più attenta alla sostenibilità e alla valorizzazione delle singole provenienze, mentre la vinificazione mantiene al centro pressature soffici e frazionate, fermentazioni controllate e un importante patrimonio di vini di riserva. È proprio il tempo a costituire uno degli strumenti fondamentali dello stile Berlucchi: dalle cuvée più immediate, che trascorrono almeno 24 mesi sui lieviti, si arriva alle selezioni millesimate e alle Riserve capaci di affrontare affinamenti molto più lunghi. La linea Berlucchi ’61 richiama direttamente l’anno della prima storica bottiglia e rappresenta oggi il cuore della produzione: Extra Brut nasce da Chardonnay e Pinot Nero e integra una quota significativa di vini di riserva, mentre il Satèn è prodotto esclusivamente da Chardonnay e sfrutta la minore pressione caratteristica della tipologia per ottenere una tessitura particolarmente cremosa. Con la linea Nature la ricerca diventa più rigorosa e territoriale: il Vintage Nature è un Franciacorta millesimato da Chardonnay e Pinot Nero provenienti da vigneti di proprietà ad alta densità d’impianto, viene prodotto esclusivamente con vini della stessa vendemmia, affronta almeno cinque anni sui lieviti ed esce senza dosage. Ancora più esclusiva è la linea Palazzo Lana, dedicata alle interpretazioni di maggiore profondità e maturità della maison e legata simbolicamente alla dimora cinquecentesca nella quale avvenne l’incontro tra Guido Berlucchi e Franco Ziliani. Proprio il rapporto con il tempo ha permesso alla cantina di costruire negli anni una vasta esperienza sui lunghi affinamenti: la Cuvée Franco Ziliani 2008, realizzata per celebrare i novant’anni del fondatore, nasce dallo Chardonnay del vigneto Arzelle, rimane undici anni in bottiglia ed è proposta senza dosage, rappresentando una delle espressioni più estreme della filosofia aziendale. Oggi l’eredità di Franco Ziliani continua attraverso i figli Cristina, Arturo e Paolo, che hanno sviluppato le linee ’61, Nature e Palazzo Lana e accompagnato Berlucchi verso una nuova fase nella quale sostenibilità, precisione e valorizzazione del territorio assumono un ruolo sempre maggiore. Ma al di là delle dimensioni raggiunte e della notorietà internazionale, l’importanza di Berlucchi rimane soprattutto storica: prima del 1961 la Franciacorta non possedeva ancora l’identità spumantistica con cui oggi viene riconosciuta nel mondo. L’incontro tra Guido Berlucchi e Franco Ziliani trasformò una sperimentazione di appena tremila bottiglie nel punto di partenza di un intero territorio vitivinicolo. Per questo Berlucchi non rappresenta semplicemente una delle grandi aziende della denominazione: è il luogo nel quale la Franciacorta moderna ha avuto inizio, e ancora oggi il 1961 riportato sulle etichette non è soltanto un elemento del marchio, ma il riferimento preciso all’anno in cui una visione destinata a cambiare la storia delle bollicine italiane diventò realtà.