AGRICOLA LANCIANI

MARCHE BIANCO IGT BIO "AGRIKOLIK LEONIK" - AGRICOLA LANCIANI

Prix régulier €9,90 Prix de solde€11,00vous économisez €1,10

Abbinamenti, La freschezza e l’aromaticità del Leonik lo rendono ideale come aperitivo ma anche molto versatile a tavola. È perfetto con crudi di pesce, tartare, crostacei, molluschi e primi piatti di mare, ma accompagna molto bene anche verdure, torte salate e risotti alle erbe aromatiche. Interessante con sushi e cucina asiatica delicatamente speziata, dove le note floreali del Müller-Thurgau trovano una naturale continuità. La componente sapida del Pecorino permette inoltre ottimi abbinamenti con pesci alla griglia e formaggi freschi, mentre la Passerina mantiene il sorso agile anche con preparazioni più cremose.
Alcol, 10,5%
Annata, NV
Denominazione, Marche Bianco IGT
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Marche (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Müller-Thurgau 60%, Passerina 30%, Pecorino 10%

NOTE SENSORIALI:

Il Marche Bianco IGT Bio “Agrikolik Leonik” di Agricola Lanciani si presenta con un giallo paglierino brillante, attraversato da delicati riflessi verdolini. Il naso è fragrante e particolarmente espressivo: il Müller-Thurgau porta note di pesca bianca, agrumi, fiori di sambuco ed erbe aromatiche, mentre la Passerina aggiunge sfumature di mela croccante e fiori di campo. Al palato è fresco, scorrevole e ben equilibrato, con una piacevole componente aromatica che rimane sempre misurata. La Passerina contribuisce alla tensione del sorso, mentre il Pecorino, presente in piccola percentuale, aggiunge struttura e soprattutto una vena sapida che accompagna la progressione gustativa. Il finale è pulito, fresco e persistente, con ritorni agrumati, floreali e leggermente minerali. Un bianco originale e immediato, capace di unire aromaticità, freschezza e sapidità senza perdere facilità di beva.

CURIOSITÁ:

Leonik nasce da un assemblaggio decisamente insolito per le Marche: 60% Müller-Thurgau, 30% Passerina e 10% Pecorino, dove la componente aromatica del vitigno internazionale incontra due varietà profondamente legate alla tradizione regionale. Le vigne di Agricola Lanciani si trovano a Montefiore dell’Aso, a circa 450 metri di altitudine, su colline caratterizzate da argille bianche e costantemente influenzate dalle brezze provenienti dall’Adriatico. La linea Agrikolik nasce con un’identità volutamente anticonvenzionale, costruita attorno a una storia fantastica immaginata da una bambina e trasformata in un vero universo grafico e narrativo. Per Leonik il produttore indica una densità di circa 4.500 ceppi per ettaro e un’esposizione ovest/sud-ovest. La fermentazione avviene in grandi vasche di cemento da 97 ettolitri, mentre l’elevazione prosegue in acciaio, scelta pensata per conservare freschezza, aromaticità e precisione del frutto. L’intera azienda è condotta secondo agricoltura biologica certificata.

Agricola Lanciani

Agricola Lanciani è una realtà vitivinicola marchigiana con sede a Montefiore dell’Aso, in provincia di Ascoli Piceno, in una posizione particolarmente suggestiva tra le colline del Piceno e l’Adriatico, a pochi chilometri dalla Riviera delle Palme. La tenuta si sviluppa in un contesto agricolo articolato, nel quale vigneti, oliveti e strutture ricettive convivono all’interno di un progetto che vuole mantenere un rapporto diretto con il paesaggio e con la tradizione rurale locale. La proprietà si estende complessivamente per circa 35 ettari, dei quali una parte importante dedicata alla vite, con vigneti collocati tra circa 350 e 450 metri di altitudine. Questa posizione rappresenta uno degli elementi fondamentali dell’identità aziendale: la relativa vicinanza del mare garantisce ventilazione e influenza le escursioni termiche, mentre l’altitudine permette alle uve di conservare freschezza e definizione aromatica durante la maturazione. I terreni sono prevalentemente argillosi e vengono interpretati attraverso una viticoltura certificata biologica, scelta che interessa non soltanto la gestione dei vigneti ma più in generale la filosofia agricola della proprietà. Il patrimonio varietale mette al centro le uve tradizionali delle Marche meridionali: Pecorino, Passerina e Trebbiano per i bianchi, Sangiovese e Montepulciano per i rossi, affiancati da varietà internazionali come Chardonnay e Syrah. Proprio Pecorino e Passerina permettono alla cantina di confrontarsi con la denominazione Offida, una delle espressioni più interessanti della rinascita qualitativa del Piceno, mentre Montepulciano e Sangiovese costituiscono la base storica della tradizione rossista locale. Uno degli aspetti più interessanti di Agricola Lanciani è però il patrimonio di vecchie vigne di Trebbiano: alcune parcelle utilizzate per le selezioni aziendali risalgono infatti agli anni Sessanta e Settanta e rappresentano una testimonianza importante della viticoltura precedente alla diffusione dei moderni impianti specializzati. La gestione della cantina cerca di valorizzare queste differenze attraverso vinificazioni che utilizzano acciaio, cemento vetrificato e legno in funzione del vitigno e della parcella. Il cemento riveste un ruolo particolarmente significativo: contenitori da 97 ettolitri vengono impiegati per fermentazione e affinamento di diverse etichette, permettendo un’evoluzione lenta del vino senza cessioni aromatiche e mantenendo quindi in primo piano frutto, freschezza e carattere varietale. Versante Ovest nasce da Passerina in purezza coltivata intorno ai 350 metri e fermenta e affina per circa sei mesi in cemento vetrificato; Versante Sud interpreta invece il Pecorino, sempre da terreni argillosi, attraverso lo stesso tipo di contenitore. Versante Est porta al centro il Trebbiano e cambia radicalmente approccio: le uve provengono anche da vecchie vigne messe a dimora tra gli anni Sessanta e Settanta e la fermentazione avviene in grandi tini di frassino, seguita da circa sei mesi nello stesso legno. È una scelta particolarmente interessante perché il frassino, molto meno comune del rovere nell’enologia contemporanea, permette di accompagnare l’evoluzione del vino mantenendo una firma aromatica differente e generalmente più discreta. La ricerca sulle vecchie vigne raggiunge un livello ancora superiore con Le Vecchie, altra interpretazione del Trebbiano che valorizza il patrimonio storico aziendale. Sul fronte dei rossi, Sangiovese e Montepulciano raccontano invece la tradizione del Piceno e vengono affiancati da selezioni nelle quali la cantina approfondisce struttura, maturità e affinamento. Negli ultimi anni Agricola Lanciani ha sviluppato anche Agrikolik, progetto più libero e contemporaneo che utilizza una comunicazione volutamente anticonvenzionale ma rimane saldamente collegato ai vigneti della proprietà. Polifemik nasce da Sangiovese in purezza coltivato a circa 450 metri e fermentato in cemento, Chukik riunisce Sangiovese e Alicante vinificati in rosato, mentre Leonik combina prevalentemente Passerina con una quota di Pecorino. Dietro l’immagine più irriverente della linea rimangono quindi gli stessi elementi che caratterizzano l’intera azienda: altitudine, terreni argillosi, varietà locali e utilizzo del cemento come strumento per preservare il carattere delle uve. Agricola Lanciani rappresenta così una lettura contemporanea delle Marche meridionali, costruita sul dialogo tra Adriatico e colline dell’entroterra. Pecorino, Passerina, Trebbiano, Sangiovese e Montepulciano costituiscono il nucleo più autentico della produzione, mentre vecchie vigne, agricoltura biologica e sperimentazione con cemento e grandi tini di frassino permettono alla cantina di sviluppare una propria identità senza allontanarsi dalle radici del territorio. È soprattutto il rapporto tra Montefiore dell’Aso e il mare a definire il progetto: vigne poste fino a circa 450 metri di altitudine, ventilazione adriatica e suoli argillosi creano condizioni capaci di combinare maturità mediterranea e freschezza. Lanciani utilizza questo patrimonio attraverso una produzione che alterna interpretazioni tradizionali e progetti più sperimentali, mantenendo però sempre al centro la stessa idea: raccontare il Piceno attraverso le sue varietà storiche e attraverso una viticoltura capace di rispettare e valorizzare il paesaggio da cui provengono.