FATTORIA SAN LORENZO

MARCHE ROSSO IGT "LA GATTARA" 2019 - FATTORIA SAN LORENZO

Prix régulier €19,50 Prix de solde€23,00vous économisez €3,50

Abbinamenti, La struttura e la maturità della Gattara 2019 richiedono una cucina saporita e sufficientemente intensa. È ideale con brasati, arrosti, guancia di manzo, cinghiale e selvaggina, dove tannino e freschezza riescono a confrontarsi con la succulenza della carne, ma funziona magnificamente anche con pappardelle al ragù, paste al forno e primi piatti con sughi importanti. Molto interessante con una tartare di manzo ben condita, capace di valorizzare il carattere fruttato e speziato del vino, così come con funghi, carni alla brace e formaggi stagionati.
Alcol, 14,5%
Annata, 2019
Denominazione, Marche Rosso IGT
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Marche (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Montepulciano 70%, Sangiovese 30%

NOTE SENSORIALI:

La Gattara 2019 è uno dei rossi più profondi e personali di Fattoria San Lorenzo, nato dall’incontro tra Montepulciano e Sangiovese e interpretato da Natalino Crognaletti con il suo approccio artigianale, fatto di fermentazioni spontanee, tempi lunghi e interventi ridotti al minimo. Nel calice si presenta con un rosso rubino scuro e concentrato. Il naso è intenso e progressivo: amarena, prugna, mora e frutti rossi maturi si intrecciano a erbe aromatiche, spezie scure e leggere sensazioni vegetali, mentre l’evoluzione porta in primo piano sfumature balsamiche, terrose e delicatamente tostate. In bocca mostra materia e carattere, ma senza perdere dinamismo: il frutto è maturo e succoso, la freschezza mantiene vivo il sorso e la trama tannica è fitta, presente ma ormai ben distesa dall’evoluzione. La lunga maturazione in legno aggiunge profondità senza trasformare il vino in un rosso costruito sull’aromaticità del rovere. Il finale è persistente, caldo e speziato, con ritorni di frutta scura e una piacevole componente balsamica. Un rosso marchigiano di grande personalità, capace di coniugare rusticità, profondità e una sorprendente vitalità.

CURIOSITÁ:

La Gattara 2019 nasce da un assemblaggio di circa 70% Montepulciano e 30% Sangiovese ed è prodotto in quantità estremamente limitata, nell’ordine di appena 1.500 bottiglie. Le uve provengono dal territorio marchigiano nel quale Natalino Crognaletti porta avanti Fattoria San Lorenzo, realtà familiare di Montecarotto oggi estesa su circa 25 ettari vitati. La vinificazione rispecchia pienamente la filosofia della cantina: la fermentazione parte spontaneamente grazie ai lieviti presenti naturalmente sulle uve e avviene in acciaio, accompagnata da una macerazione molto prolungata, indicata per la 2019 intorno ai 25-30 giorni. Dopo la svinatura il vino affronta una lunga maturazione in piccoli recipienti di legno già utilizzati; le fonti dedicate all’annata riportano periodi compresi tra circa 24 e 30 mesi. È importante proprio l’utilizzo di legni non invasivi, coerente con la volontà di Crognaletti di non sovrapporre aromi estranei all’identità delle uve. Anche l’impiego della solforosa rimane estremamente contenuto, con valori riportati intorno ai 25 mg/l. La Gattara rappresenta così perfettamente il lato rosso di Fattoria San Lorenzo: la stessa ricerca di spontaneità e autenticità che ha reso celebri i Verdicchio della cantina viene applicata a Montepulciano e Sangiovese attraverso lunghe macerazioni, affinamenti pazienti e una produzione volutamente lontana dalla standardizzazione.

Fattoria San Lorenzo

Fattoria San Lorenzo è una delle realtà più rappresentative del Verdicchio contemporaneo e nasce a Montecarotto, nel cuore dei Castelli di Jesi, dalla storia agricola della famiglia Crognaletti. L’identità moderna della cantina prende forma nel 1995 con Natalino Crognaletti, terza generazione di una famiglia che aveva già costruito un rapporto profondo con vite e vino: il nonno Enrico era vignaiolo, vinificatore e bottaio, mentre il padre Gino era un esperto potatore e si dedicò a un importante lavoro di selezione delle piante di Verdicchio, patrimonio che Natalino avrebbe successivamente valorizzato nei propri vigneti.  Oggi Fattoria San Lorenzo lavora circa 24 ettari vitati e produce nell’ordine delle 80.000 bottiglie, con vigneti concentrati nell’area di Montecarotto e nelle colline circostanti, in un paesaggio caratterizzato da terreni prevalentemente argilloso-calcarei e dalla significativa influenza climatica dell’Adriatico. Il Verdicchio è il centro assoluto del progetto e viene interpretato non come un bianco da consumare necessariamente giovane, ma come una varietà capace di struttura, profondità e soprattutto di lunghissime evoluzioni. Il lavoro agricolo segue principi biologici e pratiche di ispirazione biodinamica, evitando la chimica di sintesi e privilegiando un rapporto diretto con la fertilità naturale del terreno; questa impostazione prosegue in cantina attraverso fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, interventi ridotti, aggiunte molto contenute di solforosa e lunghi affinamenti sulle fecce. Cemento, acciaio e vecchie botti vengono utilizzati come strumenti di affinamento senza ricercare un'impronta aromatica del contenitore, lasciando invece che siano vitigno, annata e tempo a determinare il carattere finale del vino. È proprio il tempo uno dei concetti fondamentali per comprendere Natalino Crognaletti: i suoi Verdicchio vengono spesso lasciati maturare a lungo prima dell’imbottigliamento e possiedono una capacità evolutiva che ha contribuito a modificare la percezione stessa della varietà. La gamma costruisce una sorta di progressione attraverso differenti interpretazioni del Verdicchio. Il Bianco di Gino è dedicato al padre e rappresenta l’espressione più immediata e quotidiana della filosofia aziendale; Le Oche nasce dalla Vigna delle Oche a Montecarotto e affronta un lungo affinamento sulle proprie fecce, mostrando maggiore struttura e profondità; Campo delle Oche porta ulteriormente avanti questa ricerca attraverso selezione, concentrazione e lunghi tempi di maturazione, mentre Il San Lorenzo rappresenta una delle interpretazioni più rare e ambiziose della cantina, prodotta nelle annate considerate particolarmente adatte a un'evoluzione prolungata. Accanto ai bianchi, Natalino lavora anche varietà rosse come Montepulciano, Sangiovese e Syrah, dando origine a vini come Rosso di Gino, Artù e Solleone, nei quali la stessa filosofia viene applicata attraverso fermentazioni spontanee, macerazioni importanti e affinamenti capaci di accompagnare la naturale struttura delle uve. Fattoria San Lorenzo rimane però indissolubilmente legata al Verdicchio e alla Vigna delle Oche, diventata nel tempo quasi un simbolo della proprietà. Dietro questi vini esiste una continuità familiare estremamente concreta: Enrico costruiva le botti, Gino selezionava e potava le migliori piante e Natalino ha raccolto entrambe le esperienze trasformandole in una propria visione del vino. Non si tratta di una ricerca della naturalità fine a se stessa, ma della volontà di ridurre progressivamente la distanza tra vigneto e bottiglia, lasciando che fermentazioni spontanee, lunghe soste sulle fecce e affinamenti pazienti restituiscano il carattere dell’annata e delle colline di Montecarotto. È proprio questa combinazione tra cultura contadina, vecchie selezioni di Verdicchio e una vinificazione volutamente poco interventista ad aver reso Fattoria San Lorenzo una delle firme più riconoscibili dei Castelli di Jesi: vini energici, profondi e spesso sorprendentemente longevi, attraverso i quali Natalino Crognaletti continua il lavoro iniziato dalle generazioni precedenti senza trasformarlo in nostalgia, ma utilizzandolo come base per una delle interpretazioni più personali del Verdicchio marchigiano.