GIORGI NATENADZE WINE

MESKHETI MESKHURI WHITE DRY UNFILTERED WINE - GIORGI NATENADZE WINE

Prix régulier €39,90 Prix de solde€44,00vous économisez €4,10

Abbinamenti, Perfetto con pesci di lago e di mare, crostacei, carni bianche, cucina caucasica, piatti speziati, funghi, verdure arrosto, formaggi stagionati e preparazioni a base di erbe aromatiche. Si abbina magnificamente anche alla cucina orientale e a piatti complessi grazie alla sua struttura e alla sua spiccata personalità.
Alcol, 11%
Annata, 2020
Denominazione, Georgian Qvevri Wine
Filosofia, Naturale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Georgia
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Varietà Miste Autoctone Georgiane

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un intenso colore giallo dorato, talvolta attraversato da leggere sfumature ambrate dovute alla macerazione. Il bouquet è profondo ed elegante, con sentori di albicocca, mela cotogna, pesca gialla, scorza di agrumi, miele d'acacia, fiori di campo, erbe officinali e delicate note di tè, spezie dolci e pietra focaia. Il sorso è pieno, materico e straordinariamente equilibrato. La struttura importante è sostenuta da una vibrante freschezza e da una marcata sapidità minerale, mentre la lieve trama tannica, tipica dei grandi vini georgiani macerati sulle bucce, accompagna un finale lungo, complesso e persistente, ricco di richiami agrumati, balsamici e minerali.

CURIOSITÁ:

Il Meskhuri White Dry Unfiltered di Giorgi Natenadze è un vino bianco di straordinaria rarità, nato nel cuore della Meskheti, una delle regioni più antiche e affascinanti della viticoltura georgiana. Frutto di un progetto di recupero senza precedenti, rappresenta la rinascita di vitigni autoctoni che per secoli sono sopravvissuti allo stato selvatico tra boschi e montagne, custodendo un patrimonio genetico unico al mondo. È un vino che racconta la storia della Georgia attraverso tecniche ancestrali, biodiversità e un profondo rispetto per la natura. Giorgi Natenadze ha dedicato la propria vita alla riscoperta delle antiche vigne della Meskheti, un territorio dove la coltivazione della vite fu quasi completamente abbandonata nel corso dei secoli. Dopo anni di ricerca ha individuato numerose viti secolari, molte ancora franche di piede e arrampicate sugli alberi delle foreste montane, recuperando varietà autoctone ormai considerate perdute e riportandole al centro della viticoltura georgiana contemporanea. Le uve provengono da vigneti situati tra i 1.000 e i 1.600 metri di altitudine, su terreni vulcanici e calcarei che conferiscono al vino una marcata impronta minerale e una straordinaria tensione gustativa. Il clima continentale di montagna, caratterizzato da importanti escursioni termiche, favorisce una maturazione lenta delle uve, preservandone freschezza, complessità aromatica e naturale acidità. La vinificazione segue fedelmente l'antica tradizione georgiana del qvevri, grandi anfore di terracotta interrate utilizzate da oltre ottomila anni. La fermentazione avviene spontaneamente con lieviti indigeni e il vino rimane a lungo a contatto con le bucce, sviluppando struttura, profondità e un profilo aromatico di grande complessità. L'imbottigliamento avviene senza chiarifica né filtrazione e con interventi minimi in cantina, preservando l'autenticità del vino e la piena espressione del territorio.

Giorgi Natenadze Wine
Quella di Giorgi Natenadze è una storia relativamente recente, visto che i suoi primi vini sono datati 2009. Ci troviamo di fronte a una realtà unica, situata nella regione meridionale di Samtskhe-Javakheti, storicamente nota come Meskheti. Questa zona montuosa (le vigne vanno dai 1.000 ai 1.600 metri di quota) e di origine vulcanica in passato era intensamente coltivata, ma quattro secoli di occupazione ottomana hanno portato alla perdita di buona parte del patrimonio viticolo. Giorgi Natenadze ha così deciso di andare a caccia di vigne tra le foreste, dove la vegetazione aveva ricoperto la traccia dell'intervento umano. Oggi ha riportato in vita piante di oltre un secolo, con alcuni esemplari di addirittura 400 anni di età, ancora produttivi. Nei tradizionali qvevri vinifica con lunghe macerazioni sulle bucce uve di impareggiabile pregio, lavorando su numerose varietà autoctone, alcune delle quali pressoché sconosciute.