MOSER

TRENTO DOC BRUT BLANC DE BLANCS "51,151" - MOSER

Prix régulier €23,90 Prix de solde€26,50vous économisez €2,60

Abbinamenti, La freschezza e la sapidità del 51,151 lo rendono estremamente versatile, dall’aperitivo fino a buona parte del pasto. È ideale con crudi di mare, ostriche, crostacei, tartare di pesce e fritti, ma accompagna molto bene anche risotti, primi piatti delicati di mare e pesci alla griglia. Interessante con trota e salmerino, in un abbinamento particolarmente coerente con l’origine trentina, oppure con formaggi freschi e di media stagionatura. La cremosità acquisita durante i 30 mesi sui lieviti permette anche l’incontro con preparazioni leggermente più ricche, come capesante scottate o pesce accompagnato da salse delicate.
Alcol, 12,5%
Annata, NV
Denominazione, Trento DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Trento DOC Brut “51,151” di Moser si presenta con un giallo paglierino brillante e un perlage fine, continuo e ben integrato. Il naso è fresco e preciso, con mela croccante, pera, scorza di limone e delicati fiori bianchi, ai quali la permanenza sui lieviti aggiunge progressivamente sfumature di crosta di pane, lievito e mandorla. Con qualche minuto nel calice emergono note più mature di frutta gialla e leggere sensazioni minerali. Al palato è asciutto, cremoso e dinamico, sostenuto da un’acidità vivace e da una componente sapida particolarmente evidente. La bollicina accompagna il sorso con eleganza, mentre la materia rimane equilibrata e mai pesante. Il finale è persistente, fresco e minerale, con ritorni agrumati e delicatamente tostati. Un Blanc de Blancs di montagna immediato e raffinato, nel quale piacevolezza di beva e precisione tecnica convivono con grande naturalezza.

CURIOSITÀ:

Il 51,151 è il Metodo Classico simbolo della famiglia Moser ed è prodotto per la prima volta nel 1984. Il nome celebra i 51,151 chilometri percorsi in un’ora da Francesco Moser a Città del Messico proprio quell’anno, misura diventata uno dei numeri più celebri della storia del ciclismo. Il vino è ottenuto esclusivamente da Chardonnay raccolto a mano in tre differenti aree: l’anfiteatro di Maso Warth a circa 350 metri, le colline di Lavis intorno ai 250 metri e i ripidi terrazzamenti della Valle di Cembra, tra circa 500 e 650 metri. Le vigne hanno mediamente 15-25 anni e poggiano prevalentemente su terreni calcarei. I grappoli vengono pressati interi e si utilizza il mosto della prima spremitura; le diverse basi vengono vinificate separatamente tra acciaio e grandi botti di rovere, quindi assemblate prima della seconda fermentazione in bottiglia. Seguono almeno 30 mesi sui lieviti. La produzione dichiarata è di circa 60.000 bottiglie.

Moser

Moser è una storica realtà familiare trentina nata nel 1979 dall’iniziativa dei fratelli Diego e Francesco Moser, ma le sue radici viticole affondano molto più indietro nella tradizione contadina della famiglia e nella Valle di Cembra, dove i Moser coltivano la terra da generazioni. La cantina nasce inizialmente a Palù di Giovo, paese d’origine della famiglia posto su una terrazza naturale a circa 550 metri di altitudine, e proprio qui vengono prodotte le prime bottiglie. Francesco Moser porta nel progetto la stessa determinazione che ne ha segnato la straordinaria carriera ciclistica, ma il legame con il vino precede i suoi successi sportivi e appartiene alla storia agricola familiare. Negli anni Ottanta la proprietà si amplia oltre la Valle di Cembra con l’acquisizione di Maso Warth, antica tenuta vescovile situata sulle colline sopra Trento e circondata da un anfiteatro naturale di vigneti. Oggi Maso Warth rappresenta il cuore produttivo dell’azienda: qui si trovano la moderna cantina, gli spazi di affinamento, la sala degustazione e un piccolo museo dedicato alle imprese sportive della famiglia. La gestione è passata progressivamente alla nuova generazione, con Carlo impegnato nella conduzione aziendale e Matteo Moser responsabile della parte enologica, mantenendo Francesco come figura simbolica di una storia nella quale viticoltura e ciclismo sono diventati inevitabilmente intrecciati. I vigneti si distribuiscono tra due ambienti profondamente differenti e complementari: la Valle di Cembra e le colline della Valle dell’Adige comprese tra Trento e San Michele all’Adige. In Valle di Cembra la viticoltura assume caratteristiche quasi eroiche, con filari posti su pendii ripidissimi e terrazzamenti sostenuti dai tradizionali muri a secco, ad altitudini che possono raggiungere i 600-700 metri. I terreni sono fortemente segnati dal porfido, mentre l’altitudine e le importanti escursioni termiche tra giorno e notte permettono alle uve di maturare lentamente conservando acidità e precisione aromatica. Sulle colline di Trento cambia invece completamente la matrice geologica: a Maso Warth dominano calcare e dolomia e i vigneti, posti intorno ai 350 metri, sono esposti prevalentemente a sud-est e attraversati durante l’estate dall’Ora del Garda, il vento che risale la Valle dell’Adige contribuendo a ventilare i grappoli e moderare le temperature. È proprio l’incontro tra questi due territori a costituire uno dei principali elementi dello stile Moser. Chardonnay e Pinot Nero sono protagonisti della produzione Trentodoc, mentre Müller-Thurgau, Riesling Renano, Gewürztraminer, Moscato Giallo, Sauvignon Blanc, Lagrein e Teroldego compongono il patrimonio dedicato ai vini fermi. La vendemmia viene effettuata manualmente e le uve vengono trasportate in piccoli contenitori per conservarne l’integrità; per le basi spumante i grappoli vengono pressati interi e delicatamente, selezionando esclusivamente il mosto fiore. La cantina di Maso Warth è stata progettata su differenti livelli per sfruttare la gravità e ridurre gli spostamenti meccanici delle uve e dei mosti, mentre acciaio e grandi botti di legno vengono utilizzati secondo la provenienza e la destinazione delle singole basi. Il Metodo Classico rappresenta l’eccellenza aziendale fin dal 1984 ed è proprio in quell’anno che nasce la bottiglia destinata a diventare il simbolo assoluto della cantina: il Trentodoc 51,151. Il nome richiama i 51 chilometri e 151 metri percorsi da Francesco Moser il 23 gennaio 1984 a Città del Messico durante il celebre Record dell’Ora. Il 51,151 è prodotto esclusivamente da Chardonnay raccolto nei vigneti di Maso Warth, sulle colline intorno a Trento e nei terrazzamenti della Valle di Cembra; le diverse basi vengono vinificate separatamente e affinate prevalentemente in acciaio, con una piccola parte in legno, prima dell’assemblaggio e della seconda fermentazione in bottiglia. La permanenza sui lieviti è di almeno 30 mesi e permette di combinare la freschezza delle uve di montagna della Valle di Cembra con la componente sapida e minerale delle colline calcaree di Trento. Accanto al 51,151 la collezione Trentodoc comprende Rosé, Brut Nature, Blauen e Tracce, cuvée attraverso le quali la famiglia approfondisce differenti interpretazioni di Chardonnay e Pinot Nero, giocando su tempi di affinamento, dosage e provenienza delle uve. Parallelamente la linea Warth raccoglie i vini fermi e permette di osservare un altro volto del Trentino: Müller-Thurgau e Riesling raccontano soprattutto altitudine e freschezza, Gewürztraminer e Moscato Giallo valorizzano la componente aromatica, mentre Teroldego e Lagrein rappresentano il versante rosso e più profondamente territoriale della produzione. Oggi Moser è quindi molto più della cantina legata al nome di uno dei più grandi ciclisti italiani: è un progetto familiare nel quale la nuova generazione ha progressivamente rafforzato la componente tecnica e territoriale, mantenendo però intatto il legame con la Valle di Cembra. Carlo e Matteo hanno raccolto l’eredità di Diego e Francesco portando maggiore precisione in vigneto e in cantina e sviluppando soprattutto il potenziale del Metodo Classico. Il 51,151 rimane inevitabilmente l’etichetta iconica e il collegamento più immediato con Francesco Moser, ma dietro quel numero esiste un lavoro costruito su territori estremamente differenti: porfido, forti pendenze ed escursioni termiche in Valle di Cembra; calcare, dolomia e ventilazione dell’Ora del Garda a Maso Warth. È proprio l’incontro tra questi elementi, insieme alla raccolta manuale, alla pressatura soffice e ai lunghi affinamenti sui lieviti, a definire l’identità contemporanea della famiglia Moser: una cantina nata nel 1979 dalle radici contadine di Palù di Giovo e diventata oggi una delle realtà più riconoscibili del Trentodoc, capace di trasformare la propria storia sportiva in un simbolo senza permettere che questa prenda il posto del vero protagonista, il territorio trentino.