BANCS DE MENDOCINO - MARTHA STOUMEN
Abbinamenti, La combinazione tra frutto scuro, pepe, freschezza e tannino sottile rende il Sirah 2024 estremamente versatile a tavola. È perfetto con salumi, terrine e pâté, ma trova una dimensione particolarmente naturale con salsiccia alla griglia, costine di maiale, hamburger, pollo arrosto e carni cotte alla brace, dove le caratteristiche note affumicate e pepate della Syrah dialogano con quelle generate dalla cottura. Molto interessante anche con agnello alle erbe aromatiche, anatra, primi piatti con ragù di carne e preparazioni a base di funghi. La sua agilità permette inoltre abbinamenti più informali, dalla pizza con salsiccia fino a taglieri di formaggi di media stagionatura. Non è una Syrah che richiede necessariamente piatti importanti: proprio la freschezza e la grande bevibilità ne fanno un rosso capace di accompagnare facilmente tutto il pasto.
Alcol, 11%
Annata, 2024
Denominazione, Vin de France
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Côte-Rôtie
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Syrah 100%
NOTES SENSORIELLES :
L'utilisation de vieux fûts pour l'élevage accentue les notes de fruits rouges. Un vin facile à boire avec un corps moyen.
POURQUOI ON L'AIME :
Martha Stoumen, après huit années passées à acquérir de l'expérience dans diverses réalités viticoles en Toscane, Californie, France, Allemagne, Sicile et Nouvelle-Zélande, Martha a décidé de nettoyer le bagage des connaissances œnologiques acquises et de faire des vinifications naturelles, en cultivant directement une partie de les raisins utilisés, et s'approvisionner pour le reste auprès de vignerons bio et biodynamiques avec lesquels il partage la philosophie de base
Maison Stéphan +
Maison Stéphan è una delle realtà più affascinanti e anticonvenzionali della Côte-Rôtie, nel cuore della Valle del Rodano settentrionale, una piccola proprietà familiare che ha costruito la propria identità attraverso il rispetto delle vecchie vigne, le fermentazioni spontanee e una concezione del vino profondamente legata alla libertà espressiva del territorio. La storia contemporanea del domaine comincia nel 1991, quando Jean-Michel Stéphan decide di intraprendere il proprio percorso di vignaiolo ad Ampuis, uno dei villaggi simbolo della Côte-Rôtie. Dopo alcune esperienze formative, tra cui quella presso Marcel Guigal, Jean-Michel sceglie una direzione radicalmente differente rispetto all'enologia convenzionale, avvicinandosi alla filosofia dei vini naturali e trovando un importante riferimento nel lavoro di Jules Chauvet. Nel corso degli anni costruisce progressivamente un patrimonio di piccole parcelle distribuite sui ripidissimi pendii della Côte-Rôtie, recuperando vecchie vigne e dedicando particolare attenzione alla conservazione della biodiversità varietale. Oggi il progetto coinvolge anche il figlio Romain Stéphan, che rappresenta la nuova generazione e contribuisce a portare avanti una filosofia produttiva rimasta volutamente indipendente. Il vigneto comprende appezzamenti caratterizzati da pendenze estreme, terrazzamenti sostenuti da muretti a secco e terreni di origine metamorfica, nei quali scisti, micascisti e gneiss contribuiscono alla complessità geologica della denominazione. Il Syrah è naturalmente il protagonista assoluto, ma Maison Stéphan conserva anche vecchie selezioni massali di Sérine, antica popolazione locale di Syrah caratterizzata da una notevole diversità genetica e da grappoli generalmente piccoli e poco produttivi. La Sérine costituisce uno degli elementi più distintivi del domaine, perché permette di preservare un patrimonio viticolo precedente alla diffusione dei moderni cloni selezionati. Accanto alle uve nere trova spazio anche il Viognier, storicamente utilizzato nella Côte-Rôtie per accompagnare il Syrah e contribuire alla complessità aromatica degli assemblaggi.
La conduzione agricola esclude l'utilizzo di diserbanti chimici e privilegia lavorazioni manuali, compost e interventi meccanici, ricorrendo al cavallo dove la pendenza lo consente. È una viticoltura particolarmente impegnativa, perché molti vigneti si sviluppano su versanti talmente ripidi da richiedere l'impiego di argani e attrezzi manuali. Il percorso biologico si è progressivamente evoluto verso la biodinamica, ottenendo anche la certificazione Demeter. In cantina Jean-Michel ha sviluppato fin dal 1997 una filosofia basata sull'assenza di solforosa aggiunta, sull'utilizzo esclusivo dei lieviti indigeni e sul rifiuto di chiarifiche e filtrazioni. Storicamente le vinificazioni erano caratterizzate da macerazioni carboniche e utilizzo del grappolo intero, tecniche ispirate alla scuola del Beaujolais naturale; negli ultimi anni, anche in risposta ai cambiamenti climatici e alla maggiore maturità delle uve, il domaine ha progressivamente adattato questo approccio, introducendo la diraspatura per diverse cuvée e privilegiando estrazioni particolarmente delicate, più vicine all'infusione che alla macerazione tradizionale. Gli affinamenti avvengono principalmente in vecchie barrique, spesso utilizzate per molti anni, così da permettere al vino di evolvere lentamente senza acquisire aromi marcati di legno. Le grandi Côte-Rôtie della maison rappresentano differenti interpretazioni dei versanti familiari. Les Binardes costituisce una delle espressioni più immediate e fragranti, mentre Coteau de Bassenon nasce da un vigneto particolarmente significativo, nel quale convivono Syrah, Sérine e Viognier e dove alcune piante risalgono addirittura al 1896. Coteau de Tupin rappresenta una delle selezioni più ricercate ed è prodotto esclusivamente da Sérine, con lunghi affinamenti in vecchie botti che ne accompagnano la naturale concentrazione. So'Brune proviene invece da una minuscola parcella della celebre Côte Brune, caratterizzata da terreni scistosi e da una produzione estremamente limitata. Con l'ingresso dei figli Romain e Dorian, Maison Stéphan ha inoltre ampliato il proprio orizzonte attraverso nuovi vigneti al di fuori della denominazione Côte-Rôtie, dedicati a Syrah, Marsanne, Roussanne e Viognier, dando vita a una gamma di Vin de France che conserva la stessa filosofia produttiva ma propone interpretazioni generalmente più immediate. È proprio questo passaggio generazionale ad aver portato all'utilizzo del nome Maison Stéphan, sottolineando la continuità tra il lavoro pionieristico di Jean-Michel e la nuova sensibilità dei figli. Oggi la proprietà rappresenta uno dei riferimenti più riconoscibili del vino naturale nel Rodano settentrionale, non soltanto per la scelta di vinificare senza solforosa aggiunta, ma soprattutto per la capacità di coniugare questa filosofia con alcuni dei terroir più prestigiosi della Côte-Rôtie. Le vecchissime vigne di Sérine, i pendii di Tupin e Bassenon, la ricerca sulla biodiversità e gli affinamenti in legni esausti danno origine a vini nei quali profondità, eleganza e intensità aromatica convivono con una sorprendente energia. Maison Stéphan dimostra così come la viticoltura naturale possa diventare uno strumento di interpretazione territoriale e non semplicemente una scelta tecnica: una cantina nata nel 1991 dalla visione indipendente di Jean-Michel e oggi proiettata verso il futuro grazie a Romain e Dorian, mantenendo al centro la convinzione che un grande vino debba esprimere prima di tutto la personalità della propria vigna.