BURLOTTO

Comm. G.B. Burlotto è una delle cantine storiche di Verduno e dell’intera denominazione Barolo, fondata nel 1850 da Giovan Battista Burlotto, figura determinante nella storia vitivinicola del paese e tra i primi produttori delle Langhe a imbottigliare e commercializzare il proprio vino con il nome della famiglia. In un periodo nel quale gran parte del vino piemontese veniva ancora venduto sfuso, Giovan Battista comprese l’importanza di controllare direttamente produzione e imbottigliamento, costruendo una reputazione che portò i suoi vini anche alla corte dei Savoia e sulle tavole dell’aristocrazia piemontese. Dopo oltre 175 anni la proprietà è ancora nelle mani della stessa famiglia ed è oggi guidata da Fabio Alessandria, pronipote del fondatore, affiancato dalla famiglia nella gestione del domaine. Fabio entra a tempo pieno in azienda nel 1999 e porta avanti una filosofia profondamente tradizionale, senza trasformarla in una semplice riproduzione del passato: l’obiettivo rimane interpretare Verduno attraverso fermentazioni poco invasive, lunghi affinamenti e un rapporto estremamente preciso con le singole vigne. Il patrimonio aziendale è concentrato soprattutto a Verduno, il comune più settentrionale della zona del Barolo, con parcelle anche nel comune di Barolo. Qui i terreni appartengono a differenti formazioni geologiche: nel Monvigliero prevalgono le Marne di Sant’Agata Fossili laminate, mentre Neirane, Boscatto e parte di Rocche Olmo poggiano sulla Formazione di Cassano Spinola; sono suoli calcarei nei quali argilla, sabbia e limo convivono in proporzioni equilibrate, contribuendo alla particolare finezza aromatica che caratterizza storicamente i Nebbiolo di Verduno. Il vigneto simbolo è naturalmente Monvigliero, una delle MGA più prestigiose del comune e uno dei cru che meglio raccontano la personalità di Burlotto. Il Barolo Monvigliero viene ancora oggi vinificato con grappolo intero, senza diraspatura, secondo una pratica storica diventata una delle firme più riconoscibili della cantina: lunghe macerazioni e affinamento in grandi botti permettono al Nebbiolo di sviluppare una trama tannica finissima e un profilo fortemente floreale, speziato e balsamico. Accanto a Monvigliero, Burlotto possiede parcelle in Neirane, Rocche Olmo, Boscatto e Breri, utilizzate per il Barolo classico e per Acclivi, selezione costruita attraverso alcune delle migliori vigne di Verduno. Fuori dal comune si trovano invece due terroir di enorme prestigio: Cannubi, nel comune di Barolo, e Castelletto a Monforte d’Alba. Quest’ultimo comprende una parte alta piantata nel 1973 attraverso selezione massale e destinata al Barolo Castelletto. La filosofia produttiva rimane saldamente ancorata a una concezione tradizionale del Barolo. La vendemmia viene effettuata manualmente, le uve vengono trasportate in piccole cassette e il mosto viene movimentato per gravità; per gran parte dei Barolo i grappoli vengono diraspati e fermentano in tini aperti di rovere francese, con rimontaggi e follature delicate, mentre Monvigliero mantiene la sua particolare fermentazione a grappolo intero. La maturazione avviene principalmente in grandi botti di rovere, generalmente per periodi compresi tra 20 e 33 mesi secondo vino e vendemmia, seguita da un ulteriore affinamento in bottiglia. La ricerca non è orientata alla concentrazione o all’impronta del legno, ma alla trasparenza del Nebbiolo e alla capacità di ogni MGA di mantenere una propria fisionomia. Questa impostazione attraversa l’intera gamma e non riguarda soltanto i Barolo. Il Langhe Nebbiolo viene ottenuto da vigneti di livello qualitativo elevato che, per età delle piante o caratteristiche della vendemmia, Fabio considera più adatti a un'espressione giovane e immediata del vitigno; fermenta tra tini aperti di rovere e acciaio e affina successivamente in grandi botti. Barbera, Dolcetto e Freisa completano il patrimonio tradizionale delle Langhe, ma uno dei vini più identitari della cantina è il Verduno Pelaverga, prodotto dall’antico Pelaverga Piccolo, varietà rarissima intimamente legata a Verduno e capace di dare vini fragranti, speziati e caratterizzati dalla tipica nota di pepe. Burlotto ha avuto un ruolo fondamentale nella conservazione e valorizzazione di questo vitigno, oggi diventato uno dei simboli del paese. La produzione comprende inoltre vini bianchi, tra cui interpretazioni del Sauvignon che rappresentano un capitolo meno conosciuto ma ormai consolidato della storia aziendale. Ciò che rende Burlotto particolarmente significativo nel panorama delle Langhe è però la straordinaria continuità tra passato e presente. Molte tecniche oggi riscoperte dalla nuova generazione di produttori – grandi botti, fermentazioni poco interventiste, macerazioni prolungate, utilizzo del grappolo intero e attenzione alle singole vigne – qui non sono state recuperate come risposta a una tendenza contemporanea, ma appartengono alla memoria produttiva della famiglia. Fabio Alessandria ha saputo custodirle introducendo allo stesso tempo una precisione moderna nel lavoro di vigneto e cantina. Monvigliero rimane l’espressione più emblematica di questa filosofia, mentre Cannubi, Castelletto, Acclivi e il Barolo classico mostrano quanto il Nebbiolo possa cambiare anche all’interno della stessa impostazione produttiva. Comm. G.B. Burlotto rappresenta così una delle testimonianze più autentiche della storia del Barolo: una cantina fondata nel 1850, ancora appartenente alla famiglia del fondatore e profondamente legata a Verduno, nella quale Nebbiolo, Pelaverga, Barbera, Dolcetto e Freisa continuano a essere interpretati attraverso un linguaggio tradizionale, elegante e territoriale. Più che inseguire uno stile, Burlotto continua a raccontare le proprie vigne, lasciando che siano Monvigliero, Cannubi, Castelletto e le colline di Verduno a determinare l’identità dei vini.