COCCHI

Cocchi è una delle case storiche più importanti del Piemonte nel mondo dei vini aromatizzati e delle bollicine, fondata ad Asti nel 1891 da Giulio Cocchi, giovane pasticcere originario di Firenze che, trasferitosi in Piemonte alla fine dell’Ottocento, rimase affascinato dalla cultura enologica locale e in particolare dall’abitudine di aromatizzare il vino con erbe, spezie e cortecce. Da questa intuizione nacquero le ricette che ancora oggi costituiscono il cuore della produzione: il Barolo Chinato, l’Americano Bianco e differenti interpretazioni del Vermouth. Giulio non fu però soltanto un formulatore particolarmente brillante, ma un imprenditore sorprendentemente moderno per la propria epoca: brevettò attrezzature destinate alla produzione, realizzò un impianto per lavorare direttamente gli agrumi utilizzati nelle proprie ricette e soprattutto sviluppò una rete di locali nei quali i clienti potevano assaggiare i prodotti Cocchi. Nel 1913 esistevano già sette filiali di degustazione in Piemonte, diventate successivamente dodici, e alcune insegne storiche sono sopravvissute fino a oggi. Il Bar Cocchi di Piazza Alfieri ad Asti rimane ancora uno dei simboli della città. La crescita internazionale iniziò molto presto e fu proseguita soprattutto dal figlio Federico: nel 1935 aprì un Bar Cocchi ad Asmara, successivamente nacque Casa Cocchi de Venezuela a Caracas e negli anni Cinquanta i vermouth raggiunsero New York, continuando un percorso di esportazione che aveva già portato i prodotti della casa in numerosi mercati internazionali. Un nuovo capitolo cominciò negli anni Settanta, quando Adria, figlia di Federico Cocchi, affidò l’azienda a Piero Bava. Dal 1978 Cocchi appartiene infatti alla famiglia Bava, vignaioli piemontesi presenti nel Monferrato fin dal Seicento, che ha modernizzato la produzione senza modificare il patrimonio delle ricette storiche. Oggi sono coinvolte diverse generazioni della famiglia, con Piero e i figli Roberto, Giulio e Paolo, ai quali si stanno progressivamente affiancando Francesca, Giorgio e Andrea. Nel 2026 Cocchi ha raggiunto i 135 anni di attività e i suoi prodotti sono distribuiti in oltre 70 mercati nel mondo. Il principio fondamentale rimane quello stabilito dal fondatore: il vino è sempre la base del prodotto e non un semplice supporto per zucchero, alcol e botaniche. Cocchi produce oggi esclusivamente specialità legate al mondo vinicolo, dai vini aromatizzati alle bollicine piemontesi, mantenendo uno stretto rapporto con Asti, il Monferrato e le Langhe. Nel Barolo Chinato la base è esclusivamente Barolo DOCG, successivamente aromatizzato attraverso una lenta estrazione di china calissaja, rabarbaro, genziana, cardamomo e altre botaniche; equilibrio tra componente amaricante, spezie, struttura del Nebbiolo e dolcezza rappresenta ancora oggi la firma della ricetta. L’Americano Cocchi nasce invece dalla ricetta creata dallo stesso Giulio nel 1891 e prodotta ininterrottamente da allora: vino bianco, genziana, artemisia, china, arancia amara, sambuco e altre erbe costruiscono un aperitivo nel quale componente vinosa, agrumi e amaro rimangono perfettamente riconoscibili. La celebre etichetta con il gallo futurista, introdotta negli anni Trenta, richiama proprio la funzione dell’aperitivo, capace simbolicamente di “svegliare” l’appetito. Lo Storico Vermouth di Torino Cocchi rappresenta un altro pilastro della casa e ha avuto un ruolo importante nella rinascita internazionale del Vermouth di Torino di alta gamma a partire dal 2011, mentre Vermouth di Torino Extra Dry, DopoTeatro Vermouth Amaro e le altre interpretazioni della gamma mostrano quanto la famiglia Bava abbia scelto di sviluppare le ricette tradizionali senza trasformarle in semplici prodotti nostalgici. Cocchi è stata inoltre protagonista della difesa e della valorizzazione del Barolo Chinato e del rilancio della stessa denominazione Vermouth di Torino. Accanto ai vini aromatizzati esiste però un secondo volto altrettanto importante: quello delle bollicine. Cocchi produce Asti e spumanti fin dalle proprie origini e negli anni Ottanta ha sviluppato anche spumanti Brut monovitigno attraverso il Metodo Italiano; successivamente è diventata una delle aziende maggiormente coinvolte nella nascita e nella valorizzazione dell’Alta Langa DOCG, il grande Metodo Classico piemontese ottenuto principalmente da Pinot Nero e Chardonnay coltivati sulle alte colline del Piemonte. È proprio questa doppia competenza a rendere Cocchi una realtà particolare: da una parte oltre un secolo di esperienza nella relazione tra vino e botaniche, dall’altra una cultura spumantistica profondamente legata all’Astigiano e all’evoluzione delle bollicine piemontesi. La famiglia Bava ha rafforzato ulteriormente questo rapporto mettendo a disposizione il proprio patrimonio viticolo e la propria esperienza enologica tra Monferrato e Langhe, con Giulio Bava impegnato nell’enologia e Paolo Bava capace di unire competenze enologiche e botaniche. Cocchi rappresenta così molto più di un marchio storico di vermouth: è una delle aziende che hanno contribuito a costruire e successivamente a riportare al centro della cultura internazionale dell’aperitivo alcune delle più importanti tradizioni piemontesi. Barolo Chinato, Americano, Vermouth di Torino e Alta Langa raccontano mondi apparentemente differenti, ma sono uniti dalla stessa idea: partire da un vino piemontese di qualità e conservarne l’identità anche quando viene aromatizzato o trasformato attraverso la seconda fermentazione. Dal laboratorio aperto da Giulio Cocchi ad Asti nel 1891 fino alla gestione della famiglia Bava e alla presenza contemporanea nei migliori cocktail bar, ristoranti ed enoteche internazionali, 135 anni di storia hanno costruito un’identità nella quale ricette originali, cultura dell’ospitalità, botaniche, vino e innovazione continuano a convivere senza interrompere il legame con il Piemonte.