SORPASSO

Sorpasso è la piccola azienda vitivinicola di Martina Ghirardo e Vittorio Garda, nata a Carema con l’obiettivo di recuperare e valorizzare uno dei paesaggi viticoli più estremi e affascinanti dell’Alto Piemonte. L’avventura comincia nel 2012 con l’affitto della prima vigna e prende forma concretamente negli anni successivi attraverso il recupero dei terrazzamenti storici, mentre la prima vendemmia vinificata è la 2014. Martina e Vittorio sono entrambi originari del Canavese e hanno scelto Carema non soltanto come luogo di produzione, ma come luogo nel quale costruire la propria vita: qui si trovano la loro casa, la cantina e le vigne che seguono personalmente dalla potatura fino all’imbottigliamento. La superficie aziendale è minuscola, circa 1,2 ettari, composta da piccole parcelle sparse sui ripidissimi versanti che circondano il paese, tra circa 300 e 700 metri di altitudine. Si tratta di autentica viticoltura eroica: gran parte dei vigneti è stata letteralmente strappata alla montagna attraverso terrazzamenti sostenuti da muri in pietra e i lavori vengono svolti manualmente a causa delle pendenze e della frammentazione. Circa due terzi delle vigne conservano la tradizionale pergola di Carema, costruita con strutture in castagno e i caratteristici “pilun” in pietra, mentre la parte restante è allevata a spalliera. Il protagonista assoluto è il Nebbiolo, localmente conosciuto come Picotendro, che in questo ambiente alpino assume un'identità profondamente differente rispetto alle Langhe: altitudine, forti escursioni termiche e condizioni montane favoriscono vini sottili, floreali, speziati e caratterizzati da una trama tannica particolarmente fine. Ma uno degli aspetti più interessanti di Sorpasso è la volontà di conservare la biodiversità storica di Carema. Accanto al Nebbiolo sopravvivono infatti varietà autoctone come Neretto e Ner d’Ala, tradizionalmente presenti nei vecchi vigneti promiscui e utilizzate anche negli assemblaggi del Carema. Nella concezione originaria dell’azienda queste varietà potevano rappresentare complessivamente circa il 15% del vino, non come semplice complemento, ma come parte dell’identità ampelografica del territorio. Anche la storia delle prime annate racconta bene quanto Sorpasso sia nato praticamente da zero: il 2014 e il 2015 vengono commercializzati come Canavese Nebbiolo perché la vinificazione avveniva a Settimo Vittone, mentre dalla vendemmia 2016, una volta completata la cantina a Carema, il vino può finalmente riportare in etichetta la denominazione Carema DOC. Negli anni il progetto si è ampliato senza perdere la propria dimensione artigianale e alla produzione storica si sono affiancate differenti interpretazioni del territorio, tra cui Carema, Vigne Alte, Tachìss e Suflin, attraverso le quali Martina e Vittorio approfondiscono parcelle, esposizioni e possibilità espressive del Nebbiolo di montagna. La ricerca ha inoltre superato i confini di Carema con l’ingresso dell’Erbaluce: dal 2020 Sorpasso produce Caluso DOCG da una vigna di Piverone, sulla Serra di Ivrea, dove i terreni morenici ricchi di sabbia, limo e argilla conferiscono al vitigno una struttura importante e una notevole capacità di evoluzione. L’Erbaluce viene allevato a pergola, affronta una breve macerazione di circa tre ore durante la pressatura e successivamente un lungo affinamento in acciaio seguito da almeno un anno in bottiglia. La filosofia produttiva rimane però profondamente legata alla lentezza, tanto che la maison utilizza come metafora la favola di Esopo della lepre e della tartaruga e la frase “Non serve correre, bisogna partire in tempo”: un'immagine particolarmente adatta a un territorio nel quale ogni metro di vigneto richiede lavoro manuale, manutenzione dei terrazzamenti e una quantità di tempo difficilmente compatibile con una viticoltura industriale. Sorpasso rappresenta così una delle espressioni più autentiche della rinascita contemporanea di Carema: non una proprietà ereditata già strutturata, ma un progetto costruito progressivamente da Martina e Vittorio attraverso il recupero di piccoli appezzamenti storici. Pergole sostenute dai pilun, vecchi terrazzamenti, Picotendro, Neretto e Ner d’Ala diventano gli elementi di una viticoltura che conserva il paesaggio prima ancora di produrre vino. Poco più di un ettaro può sembrare una superficie insignificante, ma a Carema significa lavorare un mosaico di minuscole vigne sospese sulla montagna, dove praticamente ogni operazione deve essere compiuta a mano. È proprio questa scala, insieme alla volontà di preservare le varietà tradizionali e produrre Nebbiolo profondamente riconoscibili, a definire Sorpasso: una piccola cantina nata da zero nel Canavese e diventata interprete di quella viticoltura eroica che rende Carema uno dei territori più singolari dell’intero Piemonte.