FATTORIA DELLE RIPALTE

ALEATICO PASSITO DELL'ELBA DOCG "ALEA LUDENDO" 2024 - FATTORIA DELLE RIPALTE

Prezzo di listino €29,50 Prezzo di vendita€33,00risparmi €3,50

Abbinamenti, La ricchezza aromatica e l’equilibrio tra dolcezza, acidità e sapidità rendono Alea Ludendo 2024 ideale con crostate di frutta rossa, pasticceria secca, cantucci e dessert a base di cioccolato fondente. Particolarmente riuscito l’abbinamento con torta al cioccolato, ganache, pralineria e preparazioni con amarene o frutti di bosco, capaci di richiamarne il profilo aromatico. Molto interessante anche il contrasto con formaggi erborinati e saporiti come Gorgonzola, Roquefort o formaggi ovini stagionati. Può essere degustato anche da solo, come vino da meditazione, soprattutto a fine pasto.
Alcol, 13%
Annata, 2024
Denominazione, Aleatico passito dell'Elba DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.375 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Isola d'Elba (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Aleatico 100%

NOTE SENSORIALI:

L’Aleatico Passito dell’Elba DOCG “Alea Ludendo” 2024 di Fattoria delle Ripalte si presenta con un rosso rubino profondo, percorso da eleganti riflessi granati. Il naso è intenso e seducente, con confettura di ciliegie, mora e piccoli frutti rossi maturi che si intrecciano a rosa appassita, scorza d’arancia candita e leggere note di frutta secca. Con l’ossigenazione emergono sfumature di spezie dolci, erbe mediterranee e frutta leggermente caramellata, in un profilo aromatico ricco ma mai stucchevole. Al palato è dolce, denso e avvolgente, sostenuto però da un’acidità viva e soprattutto da una sorprendente vena sapida che mantiene il sorso dinamico. La concentrazione derivata dall’appassimento si traduce in una trama morbida e profonda, mentre il finale rimane pulito e molto persistente, con ritorni di confettura, agrumi canditi e macchia mediterranea. Un passito intenso ma equilibrato, nel quale dolcezza, freschezza e salinità trovano un’armonia particolarmente riuscita.

CURIOSITÁ:

Alea Ludendo nasce esclusivamente da Aleatico coltivato nel vigneto di Poggio Turco, sulla punta sud-orientale dell’Isola d’Elba, all’interno della Tenuta delle Ripalte. Qui le vigne godono di un’esposizione pienamente meridionale e crescono su terreni di origine vulcanica, caratterizzati da granito metamorfico e da una marcata componente minerale. Le uve vengono raccolte manualmente a completa maturazione nei primi giorni di settembre e adagiate su graticci, dove rimangono per circa una settimana direttamente al sole: un appassimento breve ma intenso che concentra zuccheri, aromi e materia. Segue una breve macerazione sulle bucce e una fermentazione lenta, che si arresta naturalmente lasciando al vino la propria dolcezza residua. L’affinamento avviene esclusivamente in acciaio e l’imbottigliamento nell’estate successiva alla vendemmia. Il 2024 è 100% Aleatico e raggiunge 13% vol. La Fattoria delle Ripalte, fondata originariamente nel 1896 dal conte Oscar Tobler, ha recuperato la propria vocazione viticola nei primi anni Duemila, riportando proprio l’Aleatico al centro del progetto.

Fattoria Delle Ripalte

Fattoria delle Ripalte è una delle realtà più affascinanti dell’Isola d’Elba, situata all’estremità sud-orientale dell’isola, sul promontorio di Capo Calamita nel comune di Capoliveri, all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. La proprietà si estende complessivamente per circa 450 ettari, quasi interamente occupati da macchia mediterranea, boschi e ambienti naturali affacciati sul mare, mentre soltanto 16 ettari sono oggi destinati alla vite. La storia agricola della tenuta comincia ufficialmente nel 1896, quando Oscar Tobler, imprenditore di origine svizzera profondamente appassionato d’Italia e agricoltura, acquista e sviluppa queste terre con l’ambizione di creare una grande fattoria moderna nella quale la viticoltura occupasse una posizione centrale. All’inizio del Novecento la proprietà rappresentava la più grande azienda agricola dell’Elba e la produzione vinicola raggiungeva dimensioni considerevoli, con il vino trasportato via mare e commercializzato anche fuori dall’isola. Dopo la Prima guerra mondiale la tenuta passa a Umberto Quintavalle, importante figura dell’industria italiana, e progressivamente la produzione agricola perde centralità a favore dell’utilizzo residenziale e turistico della proprietà. L’attuale gestione subentra nel 1977 e inizialmente sviluppa soprattutto la vocazione ricettiva del luogo, ma all’inizio degli anni Duemila decide di recuperare la grande tradizione viticola delle Ripalte. Il rilancio prende concretamente forma nel 2002 grazie anche all’ingresso nel progetto di Piermario Meletti Cavallari, figura fondamentale della viticoltura italiana contemporanea e fondatore di Grattamacco a Bolgheri, che dopo circa trent’anni di esperienza sulla costa toscana individua nell’Elba e soprattutto nell’Aleatico un nuovo straordinario terreno di ricerca. Vengono così impiantati nuovi vigneti nelle migliori posizioni della proprietà, scegliendo soprattutto varietà mediterranee capaci di adattarsi al clima caldo, alla siccità, alla ventilazione marina e ai terreni difficili di Capo Calamita. L’Aleatico diventa inevitabilmente il simbolo della rinascita aziendale, ma accanto a esso trovano spazio Vermentino, Alicante, Carignano e Fiano. I vigneti sono distribuiti in quattro aree principali e si trovano tutti oltre i 170 metri di altitudine, condizione particolarmente importante in un ambiente così vicino al mare perché garantisce ventilazione e limita l’umidità notturna. Poggio Turco, esposto pienamente a sud, è dedicato soprattutto all’Aleatico e permette alle uve di raggiungere la concentrazione necessaria alla produzione del celebre passito; Gorgaccio guarda invece verso levante e riceve il sole del mattino, condizione favorevole per asciugare rapidamente le uve dopo la notte e proteggerle dalla maggiore calura pomeridiana, ed è destinato principalmente a Vermentino e Alicante. I Pascoli Alti raggiungono circa 300 metri di altitudine e rappresentano il settore più fresco della proprietà: qui la maturazione più lenta permette soprattutto alle varietà bianche di conservare acidità e finezza anche nelle annate più calde. I terreni sono poveri, sassosi e fortemente drenanti, legati alla complessa origine geologica di Monte Calamita e caratterizzati da granito metamorfico e da un'importante componente minerale. La scarsità d’acqua è una delle condizioni determinanti della viticoltura delle Ripalte: i vigneti non vengono irrigati e le viti devono quindi adattarsi naturalmente alla siccità e approfondire il proprio apparato radicale. La conduzione segue principi di agricoltura sostenibile attraverso concimazioni organiche, sovescio con leguminose, controllo meccanico delle infestanti e lotta integrata con un impiego limitato di prodotti fitosanitari. La presenza della fauna selvatica è talmente importante che i vigneti devono essere recintati per proteggerli da cinghiali, lepri e capre selvatiche attratti dall’uva durante la maturazione. Anche la cantina rappresenta un elemento distintivo del progetto: entrata in funzione nel 2010, è stata progettata dal celebre architetto e designer Tobia Scarpa e costruita sul Colle di Gianni utilizzando anche la pietra locale di Calamita, con una struttura sviluppata su tre livelli che sfrutta la gravità durante le diverse fasi di lavorazione dell’uva. Il tetto della cantina viene utilizzato durante la vendemmia anche per l’appassimento delle uve destinate all’Aleatico, creando un collegamento diretto tra architettura, paesaggio e produzione. È proprio l’Aleatico Passito dell’Elba DOCG Alea Ludendo a rappresentare il vino simbolo della proprietà: le uve maturate sotto il sole di Capo Calamita vengono ulteriormente concentrate attraverso l’appassimento, dando origine a un vino intensamente aromatico nel quale frutti rossi, macchia mediterranea, spezie e dolcezza vengono sostenuti dalla naturale freschezza e dalla sapidità del territorio. Lo stesso Aleatico viene però utilizzato anche in maniera completamente differente per il Rosato delle Ripalte e per il Brut Rosato, dimostrando la versatilità di una varietà normalmente associata quasi esclusivamente ai vini passiti. Il Bianco delle Ripalte mette invece al centro il Vermentino, interpretato attraverso la freschezza e la componente salina che derivano dalla vicinanza del mare, mentre il Rosso delle Ripalte nasce prevalentemente da Alicante, nome locale della Grenache, completato dal Carignano: due varietà diffuse in tutto il Mediterraneo e particolarmente adatte alle condizioni aride e ventilate dell’Elba. Nelle selezioni Bianco Mediterraneo e Rosso Mediterraneo la ricerca si concentra ulteriormente sulla maturità e sulla profondità delle migliori uve, con il Vermentino affiancato dal Fiano nel bianco e l’Alicante protagonista assoluto nel rosso. Anche le vinacce dell’Aleatico vengono valorizzate attraverso una piccolissima produzione di grappa, storicamente affidata alla distillazione di Vittorio Capovilla. Fattoria delle Ripalte rappresenta così molto più di una semplice cantina elbana: è il recupero contemporaneo di un progetto agricolo iniziato nel 1896 e quasi completamente scomparso nel corso del Novecento. Oscar Tobler aveva immaginato Capo Calamita come una grande tenuta viticola; oltre un secolo dopo Piermario Meletti Cavallari ne ha recuperato la vocazione scegliendo di non imitare i modelli della Toscana continentale, ma di lavorare sulle varietà più coerenti con un'isola mediterranea. Aleatico, Vermentino, Alicante, Carignano e Fiano, sedici ettari immersi in una proprietà naturale di 450, vigneti senza irrigazione, altitudini che raggiungono i 300 metri, vento marino e terreni poverissimi costituiscono oggi gli elementi fondamentali del progetto. È proprio questo isolamento, apparentemente difficile, a definire la personalità dei vini delle Ripalte: vini mediterranei ma non pesanti, maturi ma sostenuti dalla freschezza, nei quali sole, vento, mare e mineralità di Capo Calamita diventano parte integrante dell’identità dell’Isola d’Elba.