TREDIBERRI

BAROLO DEL COMUNE DI LA MORRA DOCG 2022 - TREDIBERRI

Prezzo di listino €39,90 Prezzo di vendita€45,00risparmi €5,10

Abbinamenti, È un Barolo dalla grande vocazione gastronomica, capace di accompagnare preparazioni importanti senza rinunciare all'eleganza che caratterizza il suo profilo gustativo. Lo consigliamo con brasato al Barolo, guancia di vitello a lenta cottura, arrosto di Fassona e filetto di manzo ai funghi porcini, piatti nei quali la struttura del vino incontra la ricchezza delle carni mantenendo un equilibrio raffinato. Particolarmente interessante con agnolotti del plin al sugo d'arrosto, tajarin al ragù di lepre, risotto ai funghi e preparazioni impreziosite dal tartufo bianco d'Alba, dove le sfumature floreali, speziate e di sottobosco trovano una naturale continuità. Ottimo anche con faraona arrosto, piccione, anatra e selvaggina da piuma, soprattutto quando accompagnati da erbe aromatiche e fondi di cottura delicati. Per un abbinamento territoriale suggeriamo formaggi piemontesi stagionati come Castelmagno, Bra Duro e Toma di lunga maturazione.
Alcol, 14,5%
Annata, 2022
Denominazione, Barolo DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Barolo del Comune di La Morra 2022 di Trediberri è un Nebbiolo che interpreta con grande sensibilità uno dei territori più affascinanti della denominazione, privilegiando eleganza, profondità aromatica e precisione espressiva. Nel calice si presenta con un rosso granato luminoso, di bella trasparenza, attraversato da delicati riflessi rubino. Il bouquet è raffinato e stratificato, con profumi di ciliegia rossa, lampone maturo e ribes, accompagnati da eleganti richiami di rosa appassita, violetta e scorza d'arancia. L'ossigenazione lascia emergere sfumature di liquirizia, tabacco, pepe bianco ed erbe balsamiche, insieme a sottili sensazioni di sottobosco che contribuiscono alla complessità dell'insieme. In bocca è armonioso, profondo e particolarmente dinamico, con una trama tannica fine ma ben definita, sostenuta da una freschezza vivace che conferisce tensione e slancio alla degustazione. La struttura è importante ma mai eccessiva, mentre il frutto conserva precisione e una piacevole componente succosa. Il finale è lungo e persistente, con ritorni floreali, piccoli frutti rossi, spezie e una delicata sensazione sapida. Un Barolo che unisce la grazia tipica di La Morra a una personalità contemporanea, capace di esprimere il territorio attraverso equilibrio, trasparenza e grande piacevolezza.

CURIOSITÁ:

Il Barolo del Comune di La Morra rappresenta una delle espressioni più significative della filosofia di Trediberri, azienda fondata nel 2007 da Nicola Oberto, Federico Oberto e Vladimiro Poggia, con sede nella frazione Annunziata di La Morra. Il vino nasce da una selezione di uve Nebbiolo provenienti da diversi vigneti comunali, con l'obiettivo di raccontare l'identità complessiva di La Morra anziché quella di una singola menzione geografica. I terreni di questa zona, caratterizzati prevalentemente dalle Marne di Sant'Agata Fossili, presentano una significativa componente calcareo-argillosa che contribuisce alla finezza aromatica e alla particolare eleganza dei tannini. La vinificazione segue una filosofia poco interventista, con fermentazioni spontanee e un'attenta gestione delle macerazioni, mentre l'affinamento privilegia grandi contenitori di rovere per accompagnare l'evoluzione del Nebbiolo senza sovrastarne il carattere. L'annata 2022, segnata da condizioni climatiche calde e asciutte, restituisce un Barolo che cerca il proprio equilibrio tra maturità del frutto, freschezza e definizione territoriale, confermando la capacità di Trediberri di interpretare La Morra con uno stile riconoscibile e personale.

Trediberri

Trediberri è una giovane realtà di La Morra che, nonostante una storia iniziata soltanto nel 2007, possiede radici profonde in alcuni dei vigneti più importanti del Barolo. Il nome racconta direttamente la sua origine: “Tre di Berri”, ovvero Nicola Oberto, suo padre Federico e l’amico Vladimiro Rambaldi, che nel 2007 decidono di acquistare circa 5 ettari nella borgata Berri, all’estremo occidentale del comune di La Morra, vicino al Tanaro, dando vita alla cantina. La prima annata arriva sul mercato nel 2012 e oggi l’azienda coltiva e vinifica circa 13 ettari, comprendendo i 5 ettari originari di Berri, circa 2,7 ettari nelle MGA Rocche dell’Annunziata e Torriglione e nuovi vigneti nella parte meridionale delle Langhe. Dietro la giovane età di Trediberri esiste però un patrimonio di esperienza molto più lungo: Federico Oberto ha lavorato dal 1970 al 2005 come cantiniere presso Renato Ratti, uno dei protagonisti fondamentali della storia moderna del Barolo, e la famiglia Oberto possiede da generazioni parcelle a Rocche dell’Annunziata e Torriglione. Per molti anni queste vigne venivano affittate o le loro uve vendute ad altri produttori; proprio le parcelle delle Rocche furono a lungo legate a Renato Ratti, prima che Trediberri iniziasse progressivamente a vinificarle direttamente dal 2010. Oggi Nicola Oberto rappresenta il volto e la guida della cantina, affiancato dall’esperienza del padre Federico e da Vladimiro Rambaldi, e ha costruito una filosofia estremamente chiara: la bevibilità non deve significare semplicità, ma equilibrio. I vini devono possedere profondità e capacità di evoluzione senza perdere energia, finezza e soprattutto il desiderio di berne un altro bicchiere. Il Nebbiolo è naturalmente il protagonista e trova interpretazioni molto differenti nelle diverse MGA. Berri rappresenta la grande scommessa iniziale: un terroir situato nella parte più occidentale della zona del Barolo, a ridosso del Tanaro, che i tre soci hanno scelto quando era decisamente meno celebrato rispetto ai cru storici di La Morra. Rocche dell’Annunziata costituisce invece il patrimonio più prestigioso e il vero cuore storico della famiglia Oberto: Trediberri possiede circa 1,3 ettari suddivisi in tre parcelle, tra 242 e 270 metri di altitudine, con vecchie vigne di Nebbiolo e terreni caratterizzati da marne bluastre calcaree, limo, argilla e una componente sabbiosa che aumenta scendendo lungo il versante. È uno dei grandi terroir di La Morra, capace di produrre Barolo riconoscibili per profumi floreali, spezie, estrema finezza e una trama tannica particolarmente elegante. Torriglione, situato proprio di fronte alle Rocche e intorno alla cantina, presenta invece terreni più compatti e argillosi e permette di osservare quanto possano cambiare i vini anche tra vigne geograficamente molto vicine. In vigneto Trediberri segue una viticoltura sostenibile e presta particolare attenzione al controllo delle rese, con potature corte e interventi calibrati secondo varietà e parcella. In cantina l’impostazione evita deliberatamente eccessi di estrazione e legni invasivi. Il Barolo Rocche dell’Annunziata, per esempio, fermenta in cemento per circa 12-14 giorni e prosegue con una macerazione post-fermentativa di altre due settimane circa, raggiungendo complessivamente intorno alle quattro settimane di contatto con le bucce; la malolattica avviene in legno e l’affinamento prosegue per circa 20 mesi in grandi botti di rovere da 25 e 52 ettolitri, prima di un ulteriore passaggio in contenitori neutri e dell’imbottigliamento. È una filosofia che cerca di mantenere il Nebbiolo trasparente e leggibile, privilegiando profumo, slancio ed eleganza rispetto alla concentrazione fine a se stessa. Il Barolo del Comune di La Morra offre una lettura più ampia del territorio, mentre Rocche dell’Annunziata rappresenta la selezione più identitaria e ambiziosa; Langhe Nebbiolo, Barbera d’Alba e Dogliani completano una gamma costruita con lo stesso principio di immediatezza e precisione. Trediberri è quindi un caso particolare nel panorama delle Langhe: una cantina che dichiara apertamente di non possedere secoli di storia aziendale e che proprio di questa giovinezza ha fatto un punto di forza, pur potendo contare sull’esperienza di Federico e su vigne appartenenti agli Oberto da generazioni. Berri racconta la scommessa compiuta nel 2007, Rocche dell’Annunziata custodisce la memoria familiare e Torriglione lega fisicamente vigneti e cantina. Nicola Oberto ha riunito questi elementi in uno stile contemporaneo ma profondamente rispettoso della tradizione del Barolo, nel quale cemento, grandi botti e macerazioni calibrate vengono utilizzati non per imporre una firma tecnica, ma per lasciare emergere le differenze tra le vigne. È proprio questa combinazione tra una cantina giovanissima, l’esperienza maturata da Federico al fianco di Renato Ratti e alcuni terroir straordinari di La Morra ad aver trasformato Trediberri, in pochi anni, in uno dei nomi più riconoscibili della nuova generazione delle Langhe.