BRUNA GRIMALDI

BAROLO DOCG "BRICCO AMBROGIO" 2021 - BRUNA GRIMALDI

Prezzo di listino €42,90 Prezzo di vendita€48,00risparmi €5,10

Abbinamenti, La combinazione tra struttura, freschezza e tannino raffinato rende il Barolo Bricco Ambrogio 2021 ideale per piatti importanti senza richiedere necessariamente preparazioni eccessivamente grasse. È magnifico con brasato, guancia di manzo, arrosti, agnello e selvaggina, mentre nella cucina piemontese trova compagni naturali negli agnolotti del plin al fondo d’arrosto, nei tajarin al ragù e nei piatti a base di funghi porcini o tartufo. Le componenti floreali, speziate e progressivamente balsamiche permettono abbinamenti particolarmente eleganti anche con anatra e piccione, mentre la struttura sostiene senza difficoltà Castelmagno, tome piemontesi e altri formaggi di lunga stagionatura.
Alcol, 14,5%
Annata, 2021
Denominazione, Barolo DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Barolo Bricco Ambrogio 2021 di Bruna Grimaldi nasce a Roddi, nella parte più settentrionale della denominazione, e interpreta il Nebbiolo attraverso un carattere particolarmente elegante, luminoso e raffinato. La collina di Bricco Ambrogio gode di un microclima caldo e di un’esposizione molto favorevole, condizioni che portano generalmente a una maturazione piuttosto precoce delle uve e regalano al vino un frutto maturo senza sacrificarne freschezza e tensione. Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso destinato progressivamente a virare verso il granato. Il naso della 2021 inizialmente richiede qualche minuto per distendersi, poi emergono ribes rosso e nero, lampone e ciliegia, accompagnati da rosa, violetta e scorza d’arancia. Con l’ossigenazione il profilo diventa più complesso e lascia spazio a menta, erbe aromatiche, liquirizia, foglia di tè, tabacco e spezie. In bocca è elegante più che muscolare: la struttura è importante ma perfettamente sostenuta da una freschezza vibrante, mentre i tannini sono fitti, maturi e progressivamente setosi. Il finale è lungo, sapido e preciso, con ritorni floreali, agrumati e speziati. È un Barolo che racconta un volto meno austero della denominazione, nel quale la maturità del frutto incontra la finezza del tannino e una notevole energia.

CURIOSITÀ:

Il Bricco Ambrogio 2021 è un Barolo DOCG prodotto da 100% Nebbiolo proveniente dall’omonima MGA nel comune di Roddi, l’unica Menzione Geografica Aggiuntiva presente nel territorio comunale. Bruna Grimaldi acquistò questo vigneto nel 2006 e iniziò a proporlo separatamente pochi anni dopo, riconoscendone fin da subito una personalità distinta. La collina si sviluppa da sud-est verso sud-ovest passando per un’esposizione pienamente meridionale; la parcella utilizzata per il vino si trova intorno ai 250-270 metri di altitudine. Il pendio è molto accentuato e il terreno, poco profondo, appartiene alle Marne di Sant’Agata Fossili: dominano marne grigio-azzurre, con una buona presenza di calcare, una componente argillosa intermedia e pochissima sabbia. Le uve vengono raccolte manualmente e vinificate separatamente; la fermentazione avviene a temperatura controllata e la macerazione sulle bucce si protrae normalmente tra 20 e 30 giorni, ricorrendo anche al cappello sommerso. Per la 2021 la permanenza sulle bucce è stata di circa 25-30 giorni, mentre la fermentazione malolattica si è svolta tra cemento e acciaio. L’affinamento prosegue per circa 24-30 mesi tra grandi botti di rovere di Slavonia e tonneaux francesi, senza utilizzo di legno nuovo, seguito dal riposo in bottiglia. La 2021 ha dato origine a una produzione particolarmente limitata, appena 5.013 bottiglie. È un’annata che ha ricevuto importanti riconoscimenti dalla critica internazionale, ma ciò che la rende soprattutto interessante è la capacità di mostrare con precisione l’identità di Bricco Ambrogio: una collina calda e molto soleggiata che, nelle mani di Bruna Grimaldi, riesce a dare un Barolo maturo nel frutto ma sorprendentemente fresco ed elegante.

Bruna Grimaldi

Bruna Grimaldi è una storica realtà familiare delle Langhe, profondamente legata alle colline comprese tra Grinzane Cavour e Serralunga d’Alba e costruita attraverso quattro generazioni di viticoltori. La storia moderna comincia nel 1957, quando Giacomo Grimaldi vende le uve prodotte dalla famiglia; negli anni Sessanta il figlio Giovanni compie il primo passaggio decisivo iniziando a vinificare e commercializzare il vino sfuso e, nelle annate migliori, a imbottigliare alcune selezioni, creando nel tempo anche una preziosa memoria storica della produzione. La vera trasformazione arriva però nel 1990 con Bruna Grimaldi e il marito Franco Fiorino, entrambi enologi: vengono acquistate nuove parcelle accuratamente selezionate, viene costruita una nuova cantina e la famiglia sceglie di lavorare esclusivamente uve provenienti dai propri vigneti, costruendo progressivamente un patrimonio che oggi comprende circa 15 ettari. Dal 2013 sono entrati stabilmente in azienda anche i figli Simone e Martina Fiorino: Simone, laureato in Viticoltura ed Enologia, affianca il padre nel lavoro tra vigna e cantina, mentre Martina, dopo gli studi in amministrazione aziendale e un’esperienza professionale all’estero nel settore del vino, segue insieme alla famiglia lo sviluppo commerciale e aziendale.  Il patrimonio viticolo è distribuito in differenti comuni delle Langhe e permette alla famiglia di confrontarsi con alcune delle più importanti espressioni del Nebbiolo, ma il luogo simbolo rimane Badarina, MGA situata all’estremità meridionale della lunga dorsale di Serralunga d’Alba. Qui la storia personale della famiglia si intreccia direttamente con quella del territorio: Clara, madre di Bruna, viveva già da bambina nella borgata di Badarina e nel 1947 la sua famiglia si trasferì nella caratteristica casa di mattoni rossi costruita sulla sommità del crinale. Oggi i vigneti si trovano tra circa 350 e 450 metri di altitudine e poggiano sulla Formazione di Lequio, una delle più antiche della zona del Barolo, caratterizzata da marne bianche, calcare, argille e strati di arenaria. Il Nebbiolo sviluppa qui bucce spesse, tannini importanti e una struttura naturalmente predisposta ai lunghi affinamenti. All’interno della MGA si trova Vigna Regnola, storica parcella esposta a pieno sud, caratterizzata da suolo poco profondo e roccia marnosa vicina alla superficie, dalla quale nasce nelle annate migliori il Barolo Badarina Riserva. La cartografia aziendale non si esaurisce però a Serralunga: Bricco Ambrogio offre una diversa interpretazione del Barolo, mentre Camilla conserva nel nome la memoria di una delle antiche cascine appartenute ai possedimenti del Castello di Grinzane Cavour all’epoca di Camillo Benso di Cavour. Oggi il Barolo Camilla nasce dall’assemblaggio di Nebbiolo proveniente da diversi vigneti familiari e mette in relazione due importanti matrici geologiche delle Langhe, le Marne di Sant’Agata Fossili e la Formazione di Lequio, ricercando soprattutto eleganza, finezza ed equilibrio. In vigneto l’approccio è costruito intorno al rispetto dei cicli naturali e alla conoscenza delle singole parcelle: esposizione, portinnesto, profondità del terreno e rapporto tra pianta e suolo vengono analizzati per suddividere gli appezzamenti in lotti omogenei, che possono essere raccolti e vinificati separatamente. La vendemmia è manuale e la selezione delle uve comincia già durante la stagione vegetativa. Anche in cantina l’impostazione rimane profondamente legata alla tradizione langarola, soprattutto per il Nebbiolo: fermentazioni controllate, macerazioni lunghe che per il Barolo Badarina raggiungono indicativamente 25-35 giorni e, quando necessario, utilizzo del tradizionale cappello sommerso. La malolattica si svolge tra acciaio e cemento, mentre l’affinamento dei Barolo privilegia grandi botti di rovere di Slavonia e una quota di tonneaux francesi, senza ricorrere a legni nuovi che possano sovrapporre aromi alla personalità del vino. Il Badarina, per esempio, matura circa 24-30 mesi in legno prima di un lungo riposo in bottiglia, mentre la Riserva proveniente da Vigna Regnola affronta un percorso ancora più lungo. La gamma racconta in maniera estremamente chiara questa filosofia: Barolo Badarina, Badarina Riserva, Bricco Ambrogio e Camilla rappresentano quattro differenti letture del Nebbiolo e dei terroir familiari, mentre Nebbiolo d’Alba Bonurei, Barbera d’Alba Superiore Scassa, Dolcetto d’Alba San Martino e Langhe Arneis completano il racconto delle varietà tradizionali delle Langhe. Bruna Grimaldi rappresenta quindi una cantina nella quale il passaggio generazionale non ha comportato una rottura stilistica, ma una progressiva crescita della precisione. Giacomo ha iniziato vendendo le uve, Giovanni ha trasformato quelle uve in vino, Bruna e Franco hanno costruito la moderna azienda imbottigliatrice e ampliato il patrimonio viticolo, mentre Simone e Martina stanno oggi portando nuove competenze all’interno dello stesso progetto. Al centro rimane il vigneto, e soprattutto Badarina: una collina che appartiene contemporaneamente alla storia del Barolo e a quella personale della famiglia Grimaldi. È proprio questa continuità, unita a lunghe macerazioni, grandi botti, assenza di legno nuovo e valorizzazione delle singole MGA, a definire lo stile della cantina: Barolo tradizionali, profondi e longevi, nei quali la potenza di Serralunga viene accompagnata dalla ricerca di precisione, equilibrio e leggibilità del territorio.