BRUNA GRIMALDI

BAROLO DOCG "CAMILLA" 2022 - BRUNA GRIMALDI

Prezzo di listino €31,50 Prezzo di vendita€35,00risparmi €3,50

Abbinamenti, L’eleganza tannica e la struttura del Barolo Camilla 2022 permettono di spaziare dalla grande cucina piemontese ai secondi piatti più importanti. È perfetto con agnolotti del plin al fondo d’arrosto, tajarin al ragù, brasato al Barolo, guancia di manzo e carni rosse a lunga cottura, dove freschezza e tannino riescono a bilanciare perfettamente succulenza e componente grassa. Molto interessante anche con anatra, agnello e selvaggina, mentre le note floreali, speziate e progressivamente terrose trovano un’affinità naturale con funghi porcini e tartufo. Castelmagno, tome piemontesi e formaggi di lunga stagionatura completano gli abbinamenti più classici.
Alcol, 15%
Annata, 2022
Denominazione, Barolo DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Barolo Camilla 2022 rappresenta l’interpretazione più classica del Barolo secondo Bruna Grimaldi: non l’espressione di un singolo cru, ma l’incontro tra Nebbiolo provenienti da vigneti differenti della denominazione, assemblati per ricercare equilibrio, finezza e completezza. Nel calice mostra un rosso rubino luminoso già attraversato dalle prime sfumature granate. Il naso è elegante e particolarmente fragrante, con ciliegia, fragolina di bosco e piccoli frutti rossi che si intrecciano a rosa canina e fiori secchi; seguono scorza d’arancia amara, rabarbaro, erbe officinali, anice, noce moscata e leggere sensazioni di sottobosco e cuoio. In bocca la 2022 sorprende per l’armonia già raggiunta: il sorso è succoso e disteso, sostenuto da una freschezza viva e da tannini avvolgenti ma finemente cesellati. La struttura tipica del Barolo rimane ben presente, senza trasformarsi in austerità, e lascia spazio a una progressione elegante nella quale frutto, spezie e note balsamiche continuano ad alternarsi. Il finale è persistente, fresco e saporito, con richiami di amarena, arancia sanguinella e spezie. È un Barolo capace di concedersi relativamente presto, ma possiede equilibrio e struttura per sviluppare una complessità decisamente maggiore con alcuni anni di bottiglia.

CURIOSITÀ:

Il Camilla 2022 è un Barolo DOCG da 100% Nebbiolo proveniente da più appezzamenti distribuiti in diversi comuni della denominazione, una scelta che recupera l’antica tradizione del Barolo di assemblaggio prima dell’affermazione delle singole MGA. I vigneti si trovano tra circa 250 e 450 metri di altitudine, sono tutti esposti a sud e poggiano su due delle formazioni geologiche fondamentali delle Langhe: le Marne di Sant’Agata Fossili, maggiormente argillose con presenza di calcare e poca sabbia, e la più antica Formazione di Lequio, ricca di calcare, argille e strati di arenaria. Anche il nome possiede una storia particolare. In origine Camilla nasceva da appezzamenti di Grinzane Cavour e soprattutto da una vigna sul crinale della collina che i contadini chiamavano “la Camila”; il nome rimanda a una delle quattro cascine che nell’Ottocento appartenevano ai possedimenti del Castello di Grinzane Cavour ai tempi di Camillo Benso Conte di Cavour. Oggi quella memoria è stata mantenuta, anche se il vino è diventato una sintesi di territori differenti. La vendemmia è manuale e la vinificazione prevede fermentazione a temperatura controllata e lunghe macerazioni sulle bucce di circa 20-30 giorni, talvolta condotte a cappello sommerso. La malolattica si svolge tra acciaio e cemento, mentre la maturazione prosegue per circa 24-30 mesi tra grandi botti di rovere di Slavonia e tonneaux di rovere francese, senza utilizzare legni nuovi. Segue un lungo riposo in bottiglia. È proprio questa combinazione tra territori differenti, vinificazione tradizionale e legni non invasivi a definire l’identità di Camilla: un Barolo pensato non per esaltare una singola parcella, ma per restituire una visione più ampia e armoniosa della denominazione.

Bruna Grimaldi

Bruna Grimaldi è una storica realtà familiare delle Langhe, profondamente legata alle colline comprese tra Grinzane Cavour e Serralunga d’Alba e costruita attraverso quattro generazioni di viticoltori. La storia moderna comincia nel 1957, quando Giacomo Grimaldi vende le uve prodotte dalla famiglia; negli anni Sessanta il figlio Giovanni compie il primo passaggio decisivo iniziando a vinificare e commercializzare il vino sfuso e, nelle annate migliori, a imbottigliare alcune selezioni, creando nel tempo anche una preziosa memoria storica della produzione. La vera trasformazione arriva però nel 1990 con Bruna Grimaldi e il marito Franco Fiorino, entrambi enologi: vengono acquistate nuove parcelle accuratamente selezionate, viene costruita una nuova cantina e la famiglia sceglie di lavorare esclusivamente uve provenienti dai propri vigneti, costruendo progressivamente un patrimonio che oggi comprende circa 15 ettari. Dal 2013 sono entrati stabilmente in azienda anche i figli Simone e Martina Fiorino: Simone, laureato in Viticoltura ed Enologia, affianca il padre nel lavoro tra vigna e cantina, mentre Martina, dopo gli studi in amministrazione aziendale e un’esperienza professionale all’estero nel settore del vino, segue insieme alla famiglia lo sviluppo commerciale e aziendale.  Il patrimonio viticolo è distribuito in differenti comuni delle Langhe e permette alla famiglia di confrontarsi con alcune delle più importanti espressioni del Nebbiolo, ma il luogo simbolo rimane Badarina, MGA situata all’estremità meridionale della lunga dorsale di Serralunga d’Alba. Qui la storia personale della famiglia si intreccia direttamente con quella del territorio: Clara, madre di Bruna, viveva già da bambina nella borgata di Badarina e nel 1947 la sua famiglia si trasferì nella caratteristica casa di mattoni rossi costruita sulla sommità del crinale. Oggi i vigneti si trovano tra circa 350 e 450 metri di altitudine e poggiano sulla Formazione di Lequio, una delle più antiche della zona del Barolo, caratterizzata da marne bianche, calcare, argille e strati di arenaria. Il Nebbiolo sviluppa qui bucce spesse, tannini importanti e una struttura naturalmente predisposta ai lunghi affinamenti. All’interno della MGA si trova Vigna Regnola, storica parcella esposta a pieno sud, caratterizzata da suolo poco profondo e roccia marnosa vicina alla superficie, dalla quale nasce nelle annate migliori il Barolo Badarina Riserva. La cartografia aziendale non si esaurisce però a Serralunga: Bricco Ambrogio offre una diversa interpretazione del Barolo, mentre Camilla conserva nel nome la memoria di una delle antiche cascine appartenute ai possedimenti del Castello di Grinzane Cavour all’epoca di Camillo Benso di Cavour. Oggi il Barolo Camilla nasce dall’assemblaggio di Nebbiolo proveniente da diversi vigneti familiari e mette in relazione due importanti matrici geologiche delle Langhe, le Marne di Sant’Agata Fossili e la Formazione di Lequio, ricercando soprattutto eleganza, finezza ed equilibrio. In vigneto l’approccio è costruito intorno al rispetto dei cicli naturali e alla conoscenza delle singole parcelle: esposizione, portinnesto, profondità del terreno e rapporto tra pianta e suolo vengono analizzati per suddividere gli appezzamenti in lotti omogenei, che possono essere raccolti e vinificati separatamente. La vendemmia è manuale e la selezione delle uve comincia già durante la stagione vegetativa. Anche in cantina l’impostazione rimane profondamente legata alla tradizione langarola, soprattutto per il Nebbiolo: fermentazioni controllate, macerazioni lunghe che per il Barolo Badarina raggiungono indicativamente 25-35 giorni e, quando necessario, utilizzo del tradizionale cappello sommerso. La malolattica si svolge tra acciaio e cemento, mentre l’affinamento dei Barolo privilegia grandi botti di rovere di Slavonia e una quota di tonneaux francesi, senza ricorrere a legni nuovi che possano sovrapporre aromi alla personalità del vino. Il Badarina, per esempio, matura circa 24-30 mesi in legno prima di un lungo riposo in bottiglia, mentre la Riserva proveniente da Vigna Regnola affronta un percorso ancora più lungo. La gamma racconta in maniera estremamente chiara questa filosofia: Barolo Badarina, Badarina Riserva, Bricco Ambrogio e Camilla rappresentano quattro differenti letture del Nebbiolo e dei terroir familiari, mentre Nebbiolo d’Alba Bonurei, Barbera d’Alba Superiore Scassa, Dolcetto d’Alba San Martino e Langhe Arneis completano il racconto delle varietà tradizionali delle Langhe. Bruna Grimaldi rappresenta quindi una cantina nella quale il passaggio generazionale non ha comportato una rottura stilistica, ma una progressiva crescita della precisione. Giacomo ha iniziato vendendo le uve, Giovanni ha trasformato quelle uve in vino, Bruna e Franco hanno costruito la moderna azienda imbottigliatrice e ampliato il patrimonio viticolo, mentre Simone e Martina stanno oggi portando nuove competenze all’interno dello stesso progetto. Al centro rimane il vigneto, e soprattutto Badarina: una collina che appartiene contemporaneamente alla storia del Barolo e a quella personale della famiglia Grimaldi. È proprio questa continuità, unita a lunghe macerazioni, grandi botti, assenza di legno nuovo e valorizzazione delle singole MGA, a definire lo stile della cantina: Barolo tradizionali, profondi e longevi, nei quali la potenza di Serralunga viene accompagnata dalla ricerca di precisione, equilibrio e leggibilità del territorio.