BOURGOGNE PINOT NOIR 2024 - JEAN COLLET
Abbinamenti, La sua eleganza e la trama tannica delicata lo rendono un rosso estremamente gastronomico. Perfetto con carne cruda, vitello, pollame arrosto, faraona, anatra e coniglio, accompagna magnificamente anche taglieri di salumi, pâté, funghi, primi piatti con ragù delicati e formaggi a pasta morbida.
Alcol, 12,5%
Annata, 2024
Denominazione, Bourgogne Pinot Noir AOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Borgogna (Francia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Pinot Nero 100%
NOTE SENSORIALI:
Nel calice si presenta con un rosso rubino brillante e trasparente, tipico delle interpretazioni più fini del Pinot Noir. Il naso è immediatamente invitante, dominato da ciliegia fresca, lampone, fragolina di bosco e ribes rosso, ai quali si aggiungono gradualmente leggere sfumature di spezie, sottobosco e terra, insieme a un delicato accenno tostato proveniente dall'affinamento. Il sorso è agile, croccante e succoso, sostenuto da una freschezza vivace e da tannini sottili che accompagnano il frutto senza appesantirlo. La struttura rimane elegante e misurata, mentre il finale lascia emergere nuovamente piccoli frutti rossi, spezie e una delicata sensazione minerale. È proprio questa combinazione tra leggerezza, precisione e tensione a renderlo estremamente piacevole: un Pinot Noir che non cerca potenza, ma purezza del frutto e naturalezza di beva.
CURIOSITÁ:
Il Bourgogne Pinot Noir 2024 di Domaine Jean Collet & Fils è una piccola e affascinante deviazione dal percorso di una famiglia conosciuta soprattutto per alcuni dei più rappresentativi Chablis della regione. La storia dei Collet nella viticoltura risale al 1792, mentre il domaine viene fondato ufficialmente da Jean Collet nel 1952; oggi è Romain Collet a portare avanti il lavoro familiare, con una particolare attenzione alla viticoltura biologica e a pratiche sempre meno invasive. La proprietà conta circa 40 ettari e, accanto alle numerose espressioni di Chardonnay, produce anche questo raro rosso da 100% Pinot Noir. Le uve provengono dal settore settentrionale della Borgogna, nell'area dello Chablisien e dell'Auxerrois, dove il clima fresco e i terreni argillo-calcarei imprimono al Pinot Noir un carattere particolarmente fine, fresco e verticale. L'annata 2024 viene proposta come Bourgogne AOC, è certificata biologica e raggiunge appena 12,5% vol.: numeri che anticipano perfettamente la filosofia del vino, tutta giocata sull'eleganza e sulla bevibilità piuttosto che sulla concentrazione. L'affinamento prevede il passaggio in legno, utilizzato con misura per accompagnare il frutto senza snaturarne la fragranza. È un Pinot Noir borgognone essenziale e autentico, capace di raccontare il lato meno conosciuto di un grande domaine di Chablis.
Jean Collet +
Domaine Jean Collet & Fils è una delle storiche realtà familiari di Chablis, profondamente legata a questo territorio e alla sua interpretazione più classica dello Chardonnay. La famiglia Collet coltiva la vite nella regione dalla fine del XVIII secolo, mentre il domaine viene fondato nel 1952 da Jean Collet, che decide di vinificare e commercializzare direttamente i vini provenienti dai vigneti di famiglia. Da allora diverse generazioni hanno contribuito alla crescita della proprietà, mantenendo un'identità indipendente e artigianale. Oggi il progetto è portato avanti dalla famiglia Collet, con Romain Collet protagonista della nuova generazione e di un percorso sempre più orientato alla valorizzazione delle singole parcelle. Il patrimonio viticolo del domaine si estende su circa 40 ettari, distribuiti attraverso differenti settori della denominazione Chablis. Questa frammentazione rappresenta una straordinaria ricchezza: esposizioni, età delle vigne e composizioni dei terreni cambiano da parcella a parcella, permettendo alla famiglia di raccontare numerose sfumature dello stesso territorio. Al centro rimane naturalmente il celebre suolo kimmeridgiano, formato da marne e calcari ricchi di fossili marini, elemento fondamentale nell'identità minerale, salina e verticale che caratterizza i grandi Chardonnay di Chablis. Una delle evoluzioni più significative introdotte dalla nuova generazione riguarda il lavoro in vigneto. Diverse parcelle sono condotte secondo i principi dell'agricoltura biologica, con una crescente attenzione alla biodiversità, alla vitalità microbiologica dei terreni e alla riduzione degli interventi. Per Romain Collet il vigneto non deve semplicemente produrre uva, ma raggiungere un proprio equilibrio naturale: solo attraverso una pianta sana e profondamente radicata è possibile ottenere vini capaci di trasmettere realmente le differenze tra i diversi climat. La produzione attraversa praticamente tutta la gerarchia di Chablis, dal Petit Chablis allo Chablis, passando attraverso numerosi Premier Cru fino ad arrivare ai Grand Cru. È proprio attraverso le vinificazioni parcellari che emerge l'aspetto più affascinante del domaine: lo Chardonnay diventa uno strumento attraverso cui leggere il territorio, mostrando caratteri differenti a seconda dell'esposizione, dell'altitudine e della composizione dei suoli. In cantina non esiste una formula identica per tutti i vini. Acciaio inox, vasche di cemento, botti e barrique vengono utilizzati in funzione dell'identità della singola parcella, evitando che il contenitore diventi protagonista. Le fermentazioni e gli affinamenti sono pensati per accompagnare il vino e non per costruirne artificialmente lo stile. Questa libertà permette di ottenere Chardonnay nei quali freschezza, tensione, profondità e componente salina rimangono sempre al centro dell'espressione. Particolarmente importante è il lavoro sui Premier Cru, attraverso climat storici come Montmains, Vaillons, Mont de Milieu, Les Forêts e Butteaux, capaci di mostrare anime profondamente differenti di Chablis. Ai vertici della produzione si trovano poi le interpretazioni dei Grand Cru, vini più profondi e strutturati ma sempre costruiti attorno alla precisione e alla naturale acidità dello Chardonnay. Lo stile di Jean Collet & Fils rimane infatti lontano dalla ricerca della potenza fine a sé stessa. I vini puntano soprattutto su energia, purezza aromatica, mineralità e capacità di evoluzione, mantenendo quella sensazione salina e quasi rocciosa che costituisce una delle firme più affascinanti di Chablis. Anche nelle cuvée più importanti il legno viene utilizzato come strumento di affinamento e complessità, senza sacrificare la riconoscibilità del terroir. Domaine Jean Collet & Fils rappresenta così l'incontro tra oltre due secoli di storia familiare e una nuova sensibilità viticola. Romain Collet ha raccolto un patrimonio costruito dalle generazioni precedenti senza limitarsi a conservarlo, scegliendo di approfondire ulteriormente il rapporto tra vigneto, suolo e vino. Il risultato è una delle realtà più interessanti di Chablis: una cantina capace di interpretare lo Chardonnay con precisione e personalità, lasciando che siano soprattutto i grandi terroir dello Yonne a parlare nel bicchiere.