JEAN COLLET

CHABLIS PREMIER CRU "MONTMAINS" 2024 - JEAN COLLET

Prezzo di listino €33,90 Prezzo di vendita€46,00risparmi €12,10

Abbinamenti, La maggiore rotondità di Montmains rispetto alle interpretazioni più affilate dello Chablis lo rende un eccellente vino da tavola. È splendido con ostriche, coquilles Saint-Jacques, scampi, crostacei e pesci delicatamente cucinati, ma possiede struttura sufficiente per accompagnare anche rombo, branzino, risotti di mare e pollame in salsa bianca.
Alcol, 12,5%
Annata, 2024
Denominazione, Appellation Chablis 1er Cru Controlée
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Borgogna (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Montmains 2024 esprime un volto particolarmente generoso dello Chablis, senza rinunciare alla precisione che contraddistingue il territorio. Nel calice è giallo paglierino luminoso, mentre al naso si apre con eleganti sensazioni di fiori bianchi, mela matura e frutta a polpa bianca, seguite da agrumi e da una nitida impronta calcarea. Il palato è più ricco e avvolgente di quanto ci si potrebbe aspettare: il Domaine descrive Montmains come uno Chablis strutturato, ricco e ampio, caratterizzato da un'acidità meno tagliente e da una notevole persistenza di frutto maturo. Nel 2024 questa materia incontra una bella energia minerale, creando un sorso morbido nell'ingresso ma progressivamente più teso e asciutto. La chiusura è lunga, pulita e calcarea, con una delicata presa gustativa e continui ritorni di frutta bianca e fiori. Un Premier Cru che conquista più attraverso equilibrio e profondità che attraverso un'acidità estrema.

CURIOSITÁ:

Lo Chablis Premier Cru "Montmains" 2024 di Domaine Jean Collet & Fils nasce sulla riva sinistra del Serein, da uno dei climat storici della denominazione, caratterizzato da un'esposizione sud-est e dai grandi suoli calcarei del Kimmeridgiano. Qui la roccia conserva ancora numerosi fossili marini, in particolare le piccole ostriche Exogyra virgula, autentica firma geologica dello Chablisien. Le vigne del Domaine hanno un'età media di circa 35 anni, sono piantate con una densità di 6.000 ceppi per ettaro e producono rese nell'ordine dei 50 hl/ha. La famiglia Collet lavora queste parcelle attraverso un'agricoltura ragionata, evitando i diserbanti inquinanti e privilegiando la lavorazione meccanica e l'aratura dei suoli, con l'obiettivo di mantenere vivo il rapporto tra vite e terroir. In cantina la vinificazione è volutamente essenziale: pressatura pneumatica, sfecciatura statica a freddo e fermentazione alcolica spontanea, lasciando quindi che siano i lieviti naturalmente presenti a dare avvio alla fermentazione. A differenza di altre cuvée del Domaine affinate in pièces borgognone, Montmains viene vinificato e affinato interamente in vasche di acciaio inox termoregolate per 10-12 mesi. Nessun legno interviene quindi a modificare il carattere dello Chardonnay: ciò che rimane nel bicchiere è l'espressione diretta del frutto, del calcare e del climat.

Jean Collet

Domaine Jean Collet & Fils è una delle storiche realtà familiari di Chablis, profondamente legata a questo territorio e alla sua interpretazione più classica dello Chardonnay. La famiglia Collet coltiva la vite nella regione dalla fine del XVIII secolo, mentre il domaine viene fondato nel 1952 da Jean Collet, che decide di vinificare e commercializzare direttamente i vini provenienti dai vigneti di famiglia. Da allora diverse generazioni hanno contribuito alla crescita della proprietà, mantenendo un'identità indipendente e artigianale. Oggi il progetto è portato avanti dalla famiglia Collet, con Romain Collet protagonista della nuova generazione e di un percorso sempre più orientato alla valorizzazione delle singole parcelle. Il patrimonio viticolo del domaine si estende su circa 40 ettari, distribuiti attraverso differenti settori della denominazione Chablis. Questa frammentazione rappresenta una straordinaria ricchezza: esposizioni, età delle vigne e composizioni dei terreni cambiano da parcella a parcella, permettendo alla famiglia di raccontare numerose sfumature dello stesso territorio. Al centro rimane naturalmente il celebre suolo kimmeridgiano, formato da marne e calcari ricchi di fossili marini, elemento fondamentale nell'identità minerale, salina e verticale che caratterizza i grandi Chardonnay di Chablis. Una delle evoluzioni più significative introdotte dalla nuova generazione riguarda il lavoro in vigneto. Diverse parcelle sono condotte secondo i principi dell'agricoltura biologica, con una crescente attenzione alla biodiversità, alla vitalità microbiologica dei terreni e alla riduzione degli interventi. Per Romain Collet il vigneto non deve semplicemente produrre uva, ma raggiungere un proprio equilibrio naturale: solo attraverso una pianta sana e profondamente radicata è possibile ottenere vini capaci di trasmettere realmente le differenze tra i diversi climat. La produzione attraversa praticamente tutta la gerarchia di Chablis, dal Petit Chablis allo Chablis, passando attraverso numerosi Premier Cru fino ad arrivare ai Grand Cru. È proprio attraverso le vinificazioni parcellari che emerge l'aspetto più affascinante del domaine: lo Chardonnay diventa uno strumento attraverso cui leggere il territorio, mostrando caratteri differenti a seconda dell'esposizione, dell'altitudine e della composizione dei suoli. In cantina non esiste una formula identica per tutti i vini. Acciaio inox, vasche di cemento, botti e barrique vengono utilizzati in funzione dell'identità della singola parcella, evitando che il contenitore diventi protagonista. Le fermentazioni e gli affinamenti sono pensati per accompagnare il vino e non per costruirne artificialmente lo stile. Questa libertà permette di ottenere Chardonnay nei quali freschezza, tensione, profondità e componente salina rimangono sempre al centro dell'espressione. Particolarmente importante è il lavoro sui Premier Cru, attraverso climat storici come Montmains, Vaillons, Mont de Milieu, Les Forêts e Butteaux, capaci di mostrare anime profondamente differenti di Chablis. Ai vertici della produzione si trovano poi le interpretazioni dei Grand Cru, vini più profondi e strutturati ma sempre costruiti attorno alla precisione e alla naturale acidità dello Chardonnay. Lo stile di Jean Collet & Fils rimane infatti lontano dalla ricerca della potenza fine a sé stessa. I vini puntano soprattutto su energia, purezza aromatica, mineralità e capacità di evoluzione, mantenendo quella sensazione salina e quasi rocciosa che costituisce una delle firme più affascinanti di Chablis. Anche nelle cuvée più importanti il legno viene utilizzato come strumento di affinamento e complessità, senza sacrificare la riconoscibilità del terroir. Domaine Jean Collet & Fils rappresenta così l'incontro tra oltre due secoli di storia familiare e una nuova sensibilità viticola. Romain Collet ha raccolto un patrimonio costruito dalle generazioni precedenti senza limitarsi a conservarlo, scegliendo di approfondire ulteriormente il rapporto tra vigneto, suolo e vino. Il risultato è una delle realtà più interessanti di Chablis: una cantina capace di interpretare lo Chardonnay con precisione e personalità, lasciando che siano soprattutto i grandi terroir dello Yonne a parlare nel bicchiere.