DOMAINE LABRUYERE

CHAMPAGNE BLANC DE BLANCS GRAND CRU BRUT NATURE "PAGE BLANCHE" - DOMAINE J.M. LABRUYÈRE

Prezzo di listino €90,50 Prezzo di vendita€108,00risparmi €17,50

Abbinamenti, La tensione, la sapidità e la profondità del Page Blanche ne fanno uno Champagne dalla forte vocazione gastronomica, capace di andare molto oltre l'aperitivo. È magnifico con ostriche, plateau di frutti di mare, crostacei, tartare e carpacci di pesce, dove acidità e mineralità accompagnano perfettamente la componente iodica. La stessa maison suggerisce pesce, crostacei e sushi, ma la lunga permanenza sui lieviti permette di spingersi verso preparazioni più complesse: capesante, rombo arrosto, sogliola al burro, risotti di mare e pesci accompagnati da salse cremose trovano nella freschezza dello Champagne un contrappunto ideale. Molto interessante anche con tempura e fritti raffinati, perché il carattere asciutto e verticale ripulisce continuamente il palato.
Alcol, 12,5%
Annata, Sans Année
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Page Blanche di J.M. Labruyère è uno Champagne Blanc de Blancs decisamente particolare, perché porta lo Chardonnay nel cuore di Verzenay, Grand Cru della Montagne de Reims conosciuto soprattutto per la straordinaria qualità del Pinot Noir. Ne nasce una cuvée tesa, raffinata e profondamente minerale, nella quale la ricchezza dello Chardonnay viene interpretata con grande precisione. Nel calice si presenta con un luminoso colore dorato dai riflessi verdolini e argentati, attraversato da un perlage finissimo e continuo. Il naso è nitido e progressivo: limone, lime e scorza di pompelmo incontrano pesca bianca e frutta a polpa chiara, per lasciare poi spazio a fiori bianchi, delicate sfumature burrose, frutta secca e richiami di pasticceria e tostatura sviluppati durante la lunga permanenza sui lieviti. Al palato cambia registro e mostra soprattutto energia: è verticale, incisivo e salino, con una freschezza quasi tagliente che attraversa una materia elegante e cremosa. La componente agrumata ritorna con forza nel finale, accompagnata da pesca bianca, frutta secca e una persistente sensazione minerale. Uno Champagne che non ricerca morbidezza o immediatezza, ma purezza, tensione e profondità, mostrando un volto dello Chardonnay di Verzenay decisamente fuori dagli schemi.

CURIOSITÀ:

Page Blanche nasce da 100% Chardonnay Grand Cru di Verzenay, una scelta già di per sé insolita perché questo villaggio della Montagne de Reims è storicamente uno dei grandi territori del Pinot Noir. Il cuore della cuvée proviene dalle parcelle Sous-Pisse Renard e Les Rochelles, coltivate su terreni argillo-calcarei e con viti che raggiungono mediamente circa 50 anni di età. J.M. Labruyère è un domaine storico di Verzenay le cui origini risalgono al XIX secolo, rilanciato dalla famiglia Labruyère nel 2012; la stessa famiglia possiede anche Domaine Jacques Prieur a Meursault, Domaine Labruyère a Moulin-à-Vent e Château Rouget a Pomerol, e proprio questa esperienza borgognona e bordolese influenza fortemente il modo di interpretare la Champagne. Le uve vengono raccolte e selezionate manualmente, ogni parcella viene pressata e vinificata separatamente e vengono utilizzate esclusivamente le frazioni più nobili della pressatura. La fermentazione malolattica viene svolta completamente e una parte dei vini base viene affinata in rovere. La versione attualmente proposta dal domaine è costruita sulla vendemmia 2016, con il 20% del vino elaborato in fusti di rovere; il tiraggio è avvenuto il 28 aprile 2017 e il dégorgement nel marzo 2025, dopo una permanenza eccezionalmente lunga sui lieviti. Il dosaggio è 0 g/l, quindi Brut Nature, scelta resa possibile dalla maturità delle uve e dall'equilibrio naturale raggiunto dal vino. È proprio questa combinazione tra vecchie vigne di Chardonnay, terroir tradizionalmente vocato al Pinot Noir, lunghissimo affinamento e assenza di dosaggio a rendere Page Blanche una delle cuvée più originali di J.M. Labruyère.

Domaine Labruyere

La storia vitivinicola della famiglia Labruyère nasce nel 1850 a Romanèche-Thorins, nel cuore di quello che sarebbe diventato il cru Moulin-à-Vent, quando Jean-Marie Labruyère si stabilisce nel borgo di Les Thorins e acquista i primi vigneti. Da allora sette generazioni hanno progressivamente costruito uno dei patrimoni familiari più interessanti del vino francese, partendo dal Beaujolais e arrivando successivamente in Borgogna, a Bordeaux e infine in Champagne. Il passaggio fondamentale della storia contemporanea avviene nel 2008, quando Jean-Pierre Labruyère affida al figlio Édouard la guida delle proprietà viticole di famiglia. Édouard intraprende un profondo lavoro di valorizzazione dei singoli terroir insieme all’enologa Nadine Gublin, figura centrale anche al Domaine Jacques Prieur di Meursault, applicando a Moulin-à-Vent una filosofia fortemente ispirata alla precisione parcellare borgognona. Domaine Labruyère rappresenta ancora oggi la culla della famiglia e possiede alcuni dei terroir più significativi della denominazione. Il protagonista assoluto è il Gamay, coltivato sui caratteristici terreni granitici ricchi di quarzo che distinguono Moulin-à-Vent e che permettono alla varietà di raggiungere una struttura e una capacità di invecchiamento decisamente superiori all’immagine più semplice e immediata spesso associata al Beaujolais. Il patrimonio comprende parcelle come Le Carquelin e Champ de Cour, ma il vero gioiello della proprietà è Le Clos du Moulin-à-Vent, circa un ettaro situato immediatamente ai piedi dello storico mulino e unico monopole dell’intera appellation. Ogni parcella viene vinificata separatamente con un approccio più vicino alla grande Borgogna che alla tradizionale vinificazione del Beaujolais: vendemmia manuale in piccole cassette, doppia selezione delle uve, fermentazioni in vasche di cemento termoregolate e affinamenti prolungati in legno, generalmente tra 16 e 20 mesi. L’obiettivo è mostrare quanto il Gamay, quando proviene da grandi terroir e viene lavorato senza scorciatoie, possa generare vini profondi, minerali e longevi. Questa stessa concezione del vino porta la famiglia nel 2012 ad aprire un nuovo capitolo in Champagne, scegliendo la Montagne de Reims e in particolare Verzenay, uno dei diciassette villaggi classificati Grand Cru e uno dei territori storicamente più prestigiosi per il Pinot Noir. Nasce così Champagne J.M. Labruyère, nome scelto da Édouard come omaggio al fondatore Jean-Marie, suo antenato di sei generazioni prima. Il progetto viene costruito insieme a Nadine Gublin e al tecnico champenois Vincent Van Waesberghe, applicando alle vigne di Champagne la stessa attenzione parcellare maturata tra Moulin-à-Vent, Meursault e Pomerol. Tra il 2012 e il 2014 la famiglia acquisisce circa sei ettari nei Grand Cru di Verzenay e Verzy, con un patrimonio composto indicativamente per il 70% da Pinot Noir e per il 30% da Chardonnay. Le vigne comprendono lieux-dits particolarmente interessanti come Les Rochelles, Les Champs Saint-Martin, Les Longues Raies, Les Champs Romés e Les Potences. A Verzenay la Montagne de Reims crea condizioni climatiche particolari e la craie costituisce la matrice fondamentale dei suoli, permettendo al Pinot Noir di sviluppare contemporaneamente struttura, tensione e grande capacità evolutiva. La vendemmia è manuale e la selezione comincia direttamente in vigneto; le parcelle vengono lavorate separatamente e la vinificazione utilizza acciaio e legno secondo l’identità delle uve, con un'impostazione volutamente ispirata alla Borgogna. Il progetto non nasce infatti con l’obiettivo di costruire semplicemente uno Champagne riconoscibile attraverso un assemblaggio costante, ma di leggere le differenze tra i singoli terroir Grand Cru e produrre vini capaci di esprimere la personalità delle vigne di Verzenay e Verzy. Anche per questo la produzione rimane estremamente selettiva e la famiglia controlla direttamente tutte le fasi, dalla coltivazione alla vinificazione e all’affinamento. Champagne J.M. Labruyère e Domaine Labruyère rappresentano quindi due anime dello stesso pensiero: da una parte il Gamay di Moulin-à-Vent, dall’altra Pinot Noir e Chardonnay della Montagne de Reims, ma in entrambi i casi la parcella viene considerata l’unità fondamentale attraverso cui interpretare il territorio. Il filo conduttore è la famiglia Labruyère, presente nel vino dal 1850 e capace nel tempo di costruire un patrimonio che comprende anche Domaine Jacques Prieur in Borgogna e Château Rouget a Pomerol. Édouard Labruyère e Nadine Gublin hanno trasferito tra queste proprietà una stessa ricerca di precisione, adattandola però alle caratteristiche di ogni regione: granito e Gamay a Moulin-à-Vent, craie e Pinot Noir a Verzenay. Le Clos du Moulin-à-Vent e i lieux-dits Grand Cru della Montagne de Reims diventano così due espressioni apparentemente lontane ma unite dalla medesima filosofia: partire da grandi vigneti, vinificarli individualmente e lasciare che sia il terroir, più che una ricetta di cantina, a costruire l’identità del vino.