CHAMPAGNE BRUT NATURE "LES COTES CALCAIRES" BASE 2021 - TRISTAN HYEST
Abbinamenti, Perfetto per chi ama gli Champagne senza compromessi, si sposa magnificamente con ostriche, frutti di mare, sashimi e carpacci di pesce bianco.
Alcol, 12,5%
Annata, Base 2021
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Nero 34%, Chardonnay 33%, Meunier 33%
NOTE SENSORIALI:
Nel calice si presenta giallo dorato brillante, con un perlage sottile e continuo. Al naso sprigiona sentori di frutta verde e gialla, agrumi maturi e accenni di crosta di pane. In bocca è teso e minerale, con una freschezza vibrante bilanciata da morbidezza e finezza. Il finale è lungo, elegante e sapido.
CURIOSITÀ:
Un omaggio alla purezza del terroir della Vallée de la Marne, Les Côtes Calcaires è una cuvée Brut Nature che racconta il carattere autentico della Champagne. Nasce da un assemblaggio equilibrato di Chardonnay (33%), Pinot Noir (34%) e Pinot Meunier (33%), provenienti dai vigneti di Trélou-sur-Marne. La base è composta per il 67% dalla vendemmia più recente, mentre il restante 33% proviene da vins de réserve, per un’armonia di freschezza e complessità. Nessun dosaggio (0 g/l) per un’espressione limpida e sincera, con una produzione limitatissima di circa 1.200 bottiglie. Fermentazioni spontanee con lieviti indigeni e un affinamento di oltre 36 mesi sui lieviti esaltano la struttura e la profondità aromatica. Ogni fase è improntata al rispetto della materia prima e alla ricerca di un equilibrio naturale.
Tristan Hyest +

Tristan Hyest è uno dei vigneron più personali di Trélou-sur-Marne, nella Vallée de la Marne, dove ha costruito il proprio domaine partendo dal patrimonio e dall’esperienza trasmessi dal padre. Entra nell’azienda familiare nel 1999 dopo la formazione viticola, nel 2001 assume direttamente la gestione di alcune vigne e nel 2003, con appena 2,5 ettari, decide di iniziare a elaborare le proprie cuvée. Il marchio viene poi sviluppato commercialmente negli anni successivi e oggi il vigneto si estende su circa 10 ettari, frutto di acquisizioni, affitti e nuovi impianti realizzati soprattutto nel primo decennio della sua attività. Il cuore rimane Trélou-sur-Marne, villaggio della Vallée de la Marne nel quale Tristan lavora Chardonnay, Pinot Noir e Meunier attraverso un mosaico di parcelle che rappresenta il vero punto di partenza della sua filosofia. Alcune vigne superano i sessant’anni e l’età media del patrimonio si aggira intorno ai trent’anni; è proprio osservando come appezzamenti differenti producessero vini profondamente diversi che Tristan ha progressivamente abbandonato una lettura uniforme del vigneto, scegliendo di sviluppare cuvée capaci di raccontare suoli e posizioni specifiche. La viticoltura è condotta con grande attenzione al terreno, rese contenute e un approccio orientato al rispetto dell’equilibrio naturale della vigna, mentre in cantina Tristan preferisce interventi misurati e affinamenti lunghi. Storicamente le vinificazioni sono state effettuate soprattutto in vasca, anche se il legno è entrato progressivamente nella cantina e viene utilizzato anche per piccolissime selezioni parcellari; la fermentazione malolattica viene generalmente svolta. Gli Champagne possono rimanere sui lieviti per periodi molto lunghi, indicativamente tra quattro e dieci anni per alcune selezioni, e vengono commercializzati con dosaggi contenuti, fino ad arrivare frequentemente al Brut Nature. La gamma è particolarmente interessante perché funziona quasi come una cartografia personale di Trélou-sur-Marne. Les Vignes de Trélou è un Blanc de Noirs nel quale Meunier e Pinot Noir raccontano il volto più vinoso del territorio e integra anche una quota di réserve perpétuelle; una versione recente è composta da 60% Meunier e 40% Pinot Noir, mentre precedenti basi presentavano proporzioni leggermente differenti, dimostrando come l’assemblaggio venga adattato alla vendemmia. Les Côtes Calcaires riunisce invece in proporzioni equivalenti Chardonnay, Pinot Noir e Meunier e utilizza una parte di vini di riserva provenienti da solera, con dosage nullo, cercando una lettura più tesa e calcarea del territorio. Accanto a queste cuvée compaiono interpretazioni ancora più specifiche come Les Terres Argileuses, Les Longues Fouines, Les Moussiaux Rosé e Le Clos, oltre a vecchie selezioni come Courcelles e Les 5 Vignes: nomi che rivelano immediatamente quanto parcella e natura del terreno siano diventate centrali nel linguaggio del domaine. Tristan Hyest appartiene quindi a quella generazione di produttori che ha contribuito a cambiare la percezione della Vallée de la Marne, trasformando un territorio storicamente associato soprattutto alla produzione di uve destinate agli assemblaggi in una costellazione di lieux-dits capaci di possedere identità autonome. Non ricerca uno Champagne costruito attraverso una formula ripetuta ogni anno, ma utilizza Chardonnay, Pinot Noir e soprattutto Meunier per interpretare le differenze tra argilla, calcare, esposizioni ed età delle vigne. La produzione rimane quella di un autentico récoltant-manipulant e le uve provengono dal patrimonio direttamente coltivato dal domaine. È proprio questa libertà creativa a spiegare l’identità di Tristan Hyest: partito nel 2003 con 2,5 ettari e due prime cuvée parcellari, ha costruito nel tempo un patrimonio di circa dieci ettari senza perdere l’impostazione artigianale originaria. Réserve perpétuelle, lunghi affinamenti, dosaggi minimi, vecchie vigne e vinificazioni sempre più attente alla singola parcella sono gli strumenti attraverso cui racconta Trélou-sur-Marne. Il risultato è una Champagne profondamente personale, nella quale la bollicina non cerca uniformità ma diventa il mezzo per mostrare le diverse anime della Vallée de la Marne.