TARLANT

CHAMPAGNE BRUT NATURE MILLÉSIME "L'ÉTICELANTE" 2002 - TARLANT

Prezzo di listino €198,90 Prezzo di vendita€220,00risparmi €21,10

Abbinamenti, La profondità e la straordinaria freschezza dell’Étincelante 2002 permettono abbinamenti da grande cucina. È magnifico con ostriche, caviale, capesante, astice e crostacei alla griglia, ma sostiene senza difficoltà rombo, baccalà, pesci arrosto e preparazioni al burro o con salse cremose. La componente tostata e la lunga evoluzione sui lieviti creano splendidi accostamenti con funghi porcini, tartufo bianco, pollame nobile e formaggi stagionati, soprattutto Comté e Parmigiano Reggiano di lunga maturazione. Interessante anche con una preparazione semplicissima di pomodoro, burrata e basilico, abbinamento suggerito da Gault&Millau per valorizzarne la complessità senza sovraccaricarla.
Alcol, 12%
Annata, 2002
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 57%, Pinot Nero 29%, Meunier 14%

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Brut Nature Millésime “L’Étincelante” 2002 di Tarlant si presenta con un giallo dorato luminoso, percorso da un perlage finissimo e perfettamente integrato. Il naso è profondo e straordinariamente complesso: mela cotta, pera matura e albicocca si intrecciano a scorza di limone sotto sale, frutta secca, nocciola e mandorla tostata. Con l’ossigenazione emergono brioche, pane a lievitazione naturale, camomilla e leggere sfumature di caramello salato, accompagnate da una componente minerale netta di gesso e selce. Al palato sorprende soprattutto per l’energia: è intenso e vinoso, ma attraversato da un’acidità ancora vibrante e da una salinità profonda che mantengono il sorso tesissimo. La lunghissima permanenza sui lieviti ha reso la tessitura cremosa senza attenuarne la precisione. Il finale è interminabile, asciutto e affilato, con ritorni tostati, agrumati e minerali. Un 2002 monumentale, maturo nella complessità ma ancora sorprendentemente giovane nell’energia.

CURIOSITÀ:

L’Étincelante 2002 è uno degli Champagne più rari e importanti della famiglia Tarlant, vignaioli a Œuilly dal 1687. Nasce da 57% Chardonnay, 29% Pinot Noir e 14% Meunier provenienti da sei lieux-dits distribuiti tra Œuilly e Celles-lès-Condé, con sottosuoli molto differenti: selce, craie campanienne e calcare lutetiano. Benoît Tarlant considera il 2002 il primo millesimo davvero “mitico” della propria generazione, grazie a una vendemmia eccezionalmente luminosa, concentrata ma sostenuta da notti fresche. Le uve furono raccolte tra il 19 e il 29 settembre, pressate delicatamente per gravità e vinificate parcella per parcella con fermentazioni spontanee in botti borgognone. Nessuna malolattica provocata, nessuna chiarifica e nessuna filtrazione. Il tiraggio avvenne il 22 luglio 2003 e il dosaggio finale è pari a 0 g/l: autentico Brut Nature. Ne sono state prodotte appena 5.000 bottiglie. Esistono diverse sboccature dello stesso 2002, alcune rimaste sui lieviti per oltre diciannove anni.

Tarlant

Tarlant è una delle famiglie storiche della Champagne e una delle realtà che più hanno contribuito, con largo anticipo rispetto alle tendenze contemporanee, alla diffusione di Champagne a dosaggio zero e fortemente legati alla singola parcella. La storia viticola della famiglia viene fatta risalire al 1687 e attraversa oggi dodici generazioni; il cuore del domaine si trova a Œuilly, nella Vallée de la Marne, dove la proprietà ha sede e dove Benoît e Mélanie Tarlant rappresentano l’attuale generazione alla guida dell’azienda.  Il patrimonio comprende circa 14 ettari e si sviluppa principalmente intorno a Œuilly e nei territori vicini della Vallée de la Marne, attraverso un mosaico di parcelle estremamente differenti per esposizione e composizione geologica. È proprio la diversità dei suoli a costituire uno dei punti centrali del pensiero Tarlant: craie, argille, marne, sabbie e componenti silicee vengono considerate elementi capaci di modificare profondamente il carattere del vino, tanto che molte cuvée sono costruite per isolare e rendere riconoscibile uno specifico lieu-dit. In vigneto l’approccio è orientato alla vitalità naturale del terreno, con inerbimento spontaneo tra i filari, lavorazioni superficiali sottofila, concimazioni organiche, sovescio e utilizzo di preparati vegetali ed erboterapia; la potatura viene inoltre affrontata con particolare attenzione ai flussi linfatici della pianta. Un elemento distintivo è il patrimonio ampelografico: accanto a Pinot Noir, Meunier e Chardonnay, Tarlant conserva varietà storiche ormai rarissime come Pinot Blanc, Arbanne e Petit Meslier. Nel lieu-dit Four à Chaux, per esempio, queste tre varietà sono state preservate attraverso selezioni massali piantate nel 2003 e costituiscono la base di BAM!, una delle cuvée più originali del domaine. In cantina la filosofia segue la stessa logica di precisione. Le parcelle vengono vinificate separatamente, la pressatura è delicata e le fermentazioni possono partire spontaneamente, mentre una parte importante dei vini viene lavorata in fûts di rovere borgognoni. La fermentazione malolattica non viene ricercata sistematicamente, così da conservare tensione e acidità naturale; chiarifiche e filtrazioni vengono evitate nelle cuvée più identitarie e gli affinamenti sui lieviti possono diventare estremamente lunghi. BAM!, per esempio, fermenta spontaneamente in legno, rimane sei mesi sulle fecce della vendemmia e utilizza una réserve perpétuelle della stessa parcella avviata nel 2007; un’edizione basata sulla vendemmia 2012 è rimasta oltre dieci anni sui lieviti ed è stata dégorgiata senza dosage. La scelta del Brut Nature è infatti uno dei tratti storicamente più riconoscibili della maison. La celebre Cuvée Zéro nasce dalla volontà della famiglia di dimostrare che uno Champagne ottenuto da uve sufficientemente mature e da vini equilibrati non necessita necessariamente dell’aggiunta di zucchero dopo il dégorgement; da questa impostazione è nata nel tempo un’intera famiglia di Champagne non dosati, compreso Rosé Zéro. Accanto alle cuvée di assemblaggio, Tarlant ha sviluppato una straordinaria collezione di vini parcellari. La Vigne d’Antan nasce da Chardonnay coltivato su sabbie non innestato su portainnesto americano, una condizione rarissima nella Champagne contemporanea; La Vigne d’Or porta invece al centro il Meunier e ne mostra la capacità di produrre vini profondi e longevi; La Vigne Royale esplora il Pinot Noir, mentre Cuvée Louis rappresenta una delle interpretazioni più complesse e storiche della maison. BAM! costituisce infine quasi un manifesto della biodiversità champenoise: Pinot Blanc, Petit Meslier e Arbanne vengono riuniti in uno Champagne Brut Nature proveniente da una singola parcella di Œuilly caratterizzata da calcare e sabbie silicee del Lutetiano. La forza di Tarlant sta proprio nella capacità di mettere insieme due concetti che oggi sembrano modernissimi ma che la famiglia pratica da decenni: memoria e sperimentazione. Da una parte esiste una storia iniziata nel 1687, dodici generazioni e un patrimonio familiare profondamente radicato nella Vallée de la Marne; dall’altra troviamo vinificazioni parcellari, fermentazioni spontanee, réserve perpétuelle, dosaggio zero, recupero dei vitigni dimenticati e un lavoro agronomico orientato alla biodiversità. Benoît e Mélanie Tarlant continuano oggi questa ricerca senza trasformarla in una formula unica: ogni parcella può richiedere una vinificazione differente e ogni vendemmia viene interpretata secondo il proprio equilibrio. È per questo che Tarlant rappresenta una delle espressioni più personali dello Champagne de vigneron: non una maison costruita intorno a uno stile standardizzato, ma una famiglia che utilizza la bollicina come strumento per raccontare suoli, vigne, varietà e tempo, lasciando che sia il territorio di Œuilly e della Vallée de la Marne a rimanere il vero protagonista.