LIBANO VALLÉE DE LA BEKAA ROUGE "BRETÈCHES" 2022 - CHATEAU KEFRAYA
Abbinamenti, Bretèches 2022 è un rosso particolarmente versatile, perfetto per accompagnare tanto la cucina mediterranea quanto quella mediorientale. È ideale con agnello alla griglia, kebab, kofta, shawarma di carne e spiedini speziati, dove il frutto e la freschezza contrastano la succulenza mentre le note orientali del vino dialogano con le spezie. Ottimo anche con hummus accompagnato da carne, melanzane arrosto, verdure grigliate, pollo speziato e piatti a base di legumi, senza dimenticare hamburger, carni alla brace e salumi. Interessante con formaggi di media stagionatura e preparazioni a base di agnello tipiche della cucina libanese.
Alcol, 13%
Annata, 2022
Denominazione, Wine of Lebanon
Filosofia, Vegano
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Libano
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Cinsaut, Syrah e Cabernet Sauvignon
NOTE SENSORIALI:
Nel calice mostra un rosso rubino vivo e luminoso, coerente con uno stile che privilegia fragranza e bevibilità rispetto alla concentrazione. Il bouquet è immediatamente seducente, dominato da ciliegia, amarena, ribes e piccoli frutti rossi, ai quali si sovrappone una sottile trama speziata. È proprio la speziatura a conferirgli una personalità particolare: richiami di pepe, erbe mediterranee e delicate suggestioni di spezie orientali accompagnano il frutto senza appesantirlo. In bocca è morbido e succoso, con una struttura ben presente ma agile, sostenuta dalla freschezza che le vecchie vigne di Cinsaut riescono a conservare nonostante l'intensa insolazione della Bekaa. Il tannino è setoso, la componente fruttata rimane protagonista e il sorso procede con equilibrio verso una chiusura speziata e piacevolmente persistente. Un rosso mediterraneo nel temperamento, ma reso sorprendentemente dinamico dall'altitudine dei vigneti.
CURIOSITÁ:
Il Bretèches Rouge 2022 di Château Kefraya è una delle etichette più rappresentative del volto quotidiano e autentico del vino libanese, nato nella spettacolare Valle della Bekaa, ai piedi del Monte Barouk. Il cuore della cuvée è il Cinsaut, varietà presente in Libano da oltre un secolo e profondamente legata alla storia viticola del Paese, affiancato nell'attuale composizione dichiarata dalla tenuta da Syrah e Cabernet Sauvignon. Particolarmente affascinante è l'origine delle uve: Château Kefraya coltiva i propri vigneti su terrazzamenti posti intorno ai 1.000-1.100 metri di altitudine, in un ambiente caratterizzato da forte insolazione, importanti escursioni termiche tra giorno e notte e una straordinaria varietà geologica. I vigneti attraversano infatti la faglia tettonica di Yammouneh, incontrando suoli argillo-calcarei, argilloso-gessosi, sabbiosi e ghiaiosi, alcuni derivati da formazioni risalenti addirittura al Giurassico e al Cretaceo. La viticoltura viene praticata senza irrigazione, con vendemmia esclusivamente manuale e rese medie contenute. Bretèches nasce con una filosofia precisa: offrire un rosso fresco, fruttato e immediatamente godibile, ma capace di conservare una firma inequivocabilmente mediterranea e libanese. Anche il nome è legato alla tenuta: le bretèches sono le caratteristiche strutture difensive sporgenti presenti sulla facciata del castello di Château Kefraya.
Chateau Kefraya +
Château Kefraya è una delle realtà simbolo della viticoltura del Libano, situata nella Bekaa Occidentale, ai piedi del Monte Barouk. La proprietà appartiene alla famiglia de Bustros da generazioni, ma è con Michel de Bustros che prende forma il moderno progetto vitivinicolo: lo château viene costruito a partire dal 1946, mentre le prime vigne vengono piantate nel 1951. La storia della cantina assume un significato ancora più particolare nel 1979, quando, nonostante il Libano sia nel pieno della guerra civile, Michel de Bustros decide di iniziare a produrre vino utilizzando esclusivamente le uve della proprietà. Da quel momento Château Kefraya cresce progressivamente fino a diventare uno dei nomi più conosciuti del vino libanese nel mondo, facendo della frase “A terroir, a soul, a great wine” la sintesi della propria filosofia. La tenuta è straordinaria per dimensioni e caratteristiche: circa 300 ettari di vigneti terrazzati, collocati intorno ai 1.000 metri di altitudine. Le giornate luminose e le importanti escursioni termiche favoriscono maturazioni complete e progressive, mentre le vigne vengono coltivate senza irrigazione, affidandosi alle risorse naturali del territorio. Uno degli elementi più affascinanti è la geologia. La proprietà è attraversata dalla faglia di Yammouneh e presenta una grande varietà di terreni, con componenti calcaree, argillose, gessose, sabbiose e ghiaiose. Questo mosaico naturale crea numerosi micro-terroir che Château Kefraya studia e interpreta separatamente prima di arrivare agli assemblaggi definitivi. Accanto alle varietà internazionali, la cantina porta avanti un importante lavoro di recupero del patrimonio viticolo libanese. Uve tradizionali come Obeidi e Merwah convivono con varietà rare riscoperte attraverso anni di ricerca, tra cui Assouad Karech e Asmi Noir. È un percorso particolarmente significativo perché permette a Kefraya di andare oltre il modello internazionale e approfondire sempre di più la vera identità viticola del Libano. Il legame con la storia è del resto inevitabile. La Valle della Bekaa è una terra di vino da migliaia di anni, attraversata prima dalla cultura fenicia e successivamente da quella romana. Anche all'interno della proprietà sono state ritrovate testimonianze archeologiche legate alla produzione vinicola, creando un collegamento affascinante tra la viticoltura contemporanea e un passato antichissimo. La vendemmia viene effettuata manualmente e le diverse parcelle sono lavorate separatamente per conservarne le caratteristiche. In cantina tecnologia moderna e tradizione convivono attraverso differenti contenitori, dalle barrique di rovere francese fino alle anfore di argilla, richiamo ideale alle antiche tecniche mediterranee. Château Kefraya rappresenta così una delle interpretazioni più importanti della viticoltura libanese contemporanea: una proprietà spettacolare di 300 ettari sulle alture della Bekaa, costruita sull'incontro tra geologia, clima mediterraneo, ricerca sulle varietà autoctone e una cultura del vino che affonda le proprie radici nell'antichità. Una cantina che racconta soprattutto un volto autentico del Libano: una terra di montagna e Mediterraneo, di Fenici e Romani, dove la vite accompagna la storia dell'uomo da migliaia di anni e continua ancora oggi a rappresentarne una delle espressioni agricole più affascinanti.