POGGIO DEI GORLERI

ORMEASCO DI PORNASSIO DOC "I BECCHEI" 2024 - POGGIO DEI GORLERI

Prezzo di listino €16,50 Prezzo di vendita€18,50risparmi €2,00

Abbinamenti, La freschezza, il frutto croccante e il tannino delicato dell’I Becchei 2024 lo rendono particolarmente adatto alla cucina ligure dell’entroterra. È ideale con coniglio alla ligure, ravioli di carne, polenta, funghi e primi piatti con ragù non troppo concentrati, ma accompagna molto bene anche salumi, salsiccia, arrosti leggeri e carni alla griglia. Interessante con torte salate alle erbe e formaggi di media stagionatura, dove acidità e sapidità alleggeriscono la componente più ricca del piatto.
Alcol, 12,5%
Annata, 2024
Denominazione, Ormeasco di Pornassio DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Liguria (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Dolcetto 100%

NOTE SENSORIALI: 

L’Ormeasco di Pornassio DOC “I Becchei” 2024 di Poggio dei Gorleri si presenta con un rosso rubino brillante, attraversato da vivaci sfumature violacee. Il naso è fragrante e immediato, con ciliegia croccante, mora, mirtillo e piccoli frutti rossi accompagnati da violetta ed erbe aromatiche. Con l’ossigenazione emergono leggere note speziate, richiami di macchia mediterranea e una delicata sfumatura di mandorla. Al palato è fresco, succoso e particolarmente scorrevole, con una struttura misurata e un tannino morbido che accompagna il frutto senza irrigidire il sorso. La quota elevata dei vigneti contribuisce a mantenerne viva la componente acida, mentre una piacevole sapidità ne allunga la progressione. Il finale è asciutto, pulito e persistente, con ritorni di ciliegia, frutti di bosco ed erbe mediterranee. Un rosso ligure agile e territoriale, costruito sulla freschezza più che sulla concentrazione.

CURIOSITÀ:

I Becchei nasce da Ormeasco in purezza, il nome con cui il Dolcetto si è storicamente adattato alle vallate montane dell’estremo Ponente ligure. Le uve provengono dalla provincia di Imperia, dove Poggio dei Gorleri coltiva l’Ormeasco nell’area di Pieve di Teco, con vigneti che raggiungono circa 700 metri di altitudine. È un ambiente particolare, sospeso tra Alpi Liguri e influenza del Mediterraneo, nel quale escursioni termiche e ventilazione favoriscono una maturazione lenta mantenendo freschezza e fragranza. I terreni sono prevalentemente calcareo-argillosi e le viti vengono allevate a Guyot. La raccolta è manuale tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre; la fermentazione avviene a temperatura controllata in acciaio e il vino rimane poi per circa 12 mesi negli stessi contenitori, senza passaggi in legno. Poggio dei Gorleri nasce nel 2003 dalla passione della famiglia Merano e oggi coltiva circa dieci ettari tra Diano Marina, Andora, Albenga e Pieve di Teco, dedicandosi soprattutto alle varietà tradizionali liguri.

Poggio Dei Gorleri

Poggio dei Gorleri è una realtà vitivinicola di Diano Marina, nel Ponente Ligure, nata nel 2003 dalla passione della famiglia Merano e da una scelta professionale tutt’altro che scontata: prima di dedicarsi alla viticoltura, la famiglia operava infatti in un settore completamente diverso e solo dopo la cessione della precedente attività decise di trasformare l’interesse per il vino in un vero progetto agricolo. L’acquisizione della tenuta di Gorleri rappresenta il punto di partenza di un percorso costruito senza una tradizione enologica familiare alle spalle, ma attraverso studio, sperimentazione e conoscenza progressiva del territorio. Davide e Matteo Merano hanno sviluppato negli anni un’identità fortemente legata ai vitigni autoctoni della Riviera Ligure di Ponente, ampliando il patrimonio aziendale e individuando per ciascuna varietà le zone considerate più adatte alla sua espressione. Oggi l’azienda dispone di circa 10 ettari di vigneti distribuiti tra Diano Marina, Andora, Albenga e Pieve di Teco, con parcelle che presentano condizioni pedologiche e climatiche sorprendentemente differenti nonostante le distanze relativamente contenute. Pigato e Vermentino rappresentano il cuore della produzione: ad Albenga, dove i terreni mostrano una maggiore presenza di argilla e ferro, il Pigato trova condizioni particolarmente favorevoli per sviluppare struttura, complessità aromatica e capacità evolutiva, mentre a Diano Marina la maggiore componente calcarea e l’influenza diretta delle brezze marine accompagnano il Vermentino verso espressioni più fresche, sapide e mediterranee. Nell’entroterra di Pieve di Teco cambiano nuovamente altitudine e caratteristiche dei suoli e trovano spazio le varietà rosse, in particolare Granaccia e Dolcetto nella sua espressione locale dell’Ormeasco. I vigneti comprendono impianti di circa trent’anni provenienti da selezioni massali liguri e parcelle più giovani nelle quali sono stati utilizzati cloni di Pigato e Vermentino selezionati anche a partire dal patrimonio aziendale; Guyot e cordone speronato vengono adottati secondo varietà e vigneto. La filosofia produttiva cerca di coniugare l’identità tradizionale dei vini liguri con una lettura più contemporanea, attraverso una gestione sostenibile del vigneto e vinificazioni pensate per preservare soprattutto il carattere varietale. La gamma racconta direttamente questa geografia: Cycnus, Arveglio e Albium esplorano differenti interpretazioni del Pigato, mentre Vigna Sorì e le altre selezioni di Vermentino mettono in evidenza il rapporto tra questa varietà, i terreni calcarei e l’influenza marina; sul versante dei rossi, Shalok porta al centro la Granaccia dell’entroterra, mentre l’Ormeasco completa il quadro delle varietà storiche del Ponente. Negli anni il progetto si è inoltre ampliato attraverso il recupero del Moscatello di Taggia e attraverso una collaborazione con la famiglia Risso, segnando una nuova fase nello sviluppo della proprietà senza modificarne l’orientamento verso i vitigni liguri. Poggio dei Gorleri rappresenta quindi una realtà relativamente giovane rispetto a molte aziende storiche italiane, ma costruita attorno a un’idea molto precisa: leggere il Ponente Ligure non come un territorio uniforme, bensì come un mosaico di piccoli ambienti viticoli. Le terre più ricche di argilla e ferro di Albenga, il calcare di Diano Marina e le condizioni più interne di Pieve di Teco vengono associate alle varietà capaci di interpretarle meglio, trasformando Pigato, Vermentino, Granaccia e Ormeasco in strumenti per raccontare le differenti anime della Liguria occidentale. È proprio questo rapporto tra mare ed entroterra, unito alla ricerca condotta dalla famiglia Merano dal 2003, a definire l’identità di Poggio dei Gorleri: una cantina nata senza il peso di una tradizione produttiva precostituita e cresciuta attraverso sperimentazione, selezioni massali e valorizzazione dei vitigni autoctoni, con l’obiettivo di produrre vini moderni nella precisione ma inequivocabilmente liguri nel carattere.