POGGIO DEI GORLERI

RIVIERA LIGURE DI PONENTE DOC PIGATO SUPERIORE "ALBIUM" 2022 - POGGIO DEI GORLERI

Prezzo di listino €26,50 Prezzo di vendita€32,00risparmi €5,50

Abbinamenti, La struttura, la sapidità e la componente evolutiva dell’Albium 2022 permettono abbinamenti decisamente più importanti rispetto a quelli di un Pigato giovane. È eccellente con stoccafisso alla ligure, baccalà, zuppe di pesce, crostacei e pesci al forno, ma accompagna molto bene anche primi piatti con molluschi e preparazioni caratterizzate da erbe mediterranee. Interessante con coniglio alla ligure, verdure ripiene e torte salate, mentre la profondità e la componente minerale permettono accostamenti riusciti anche con formaggi stagionati ed erborinati. Da provare con uno stoccafisso accomodato oppure con un pesce bianco al forno condito con olive taggiasche ed erbe aromatiche.
Alcol, 13,5%
Annata, 2022
Denominazione, Riviera Ligure di Ponente DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Liguria (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Pigato 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Riviera Ligure di Ponente DOC Pigato Superiore “Albium” 2022 di Poggio dei Gorleri si presenta con un giallo dorato intenso e luminoso. Il naso è profondo e mediterraneo, con pesca gialla, albicocca e scorza di agrumi che si intrecciano a salvia, timo ed erbe aromatiche. Con l’ossigenazione emergono mandorla, fieno, leggere sfumature speziate e una componente minerale sempre più marcata, capace con l’evoluzione di ricordare pietra calda e delicati accenni di idrocarburo. Al palato è pieno e materico, ma sostenuto da una freschezza viva e soprattutto da una sapidità incisiva che ne rappresenta il tratto distintivo. La breve macerazione sulle bucce aggiunge consistenza e una leggera presa tattile senza appesantire il sorso. Il finale è lungo, asciutto e salino, con ritorni di agrumi maturi, erbe mediterranee e mandorla. Un Pigato profondo e gastronomico, decisamente più complesso rispetto alle interpretazioni più immediate del vitigno.

CURIOSITÀ:

Albium è una delle selezioni più ambiziose di Poggio dei Gorleri e nasce da Pigato in purezza proveniente dalle colline del Ponente ligure. Per il millesimo 2022 la documentazione dedicata all’annata indica vigne di circa 50 anni, allevate a Guyot su terreni calcareo-argillosi. La vinificazione prevede fermentazione a contatto con le bucce; la scheda aziendale dell’etichetta specifica una macerazione di circa tre giorni, scelta che permette di estrarre maggiore struttura e complessità senza trasformare Albium in un bianco fortemente macerato. Per il 2022 è documentato un affinamento di circa un anno in una grande botte di rovere di Slavonia da 35 ettolitri, seguito da due anni in bottiglia. La produzione rimane molto limitata, nell’ordine di poche migliaia di bottiglie. Poggio dei Gorleri nasce nel 2003 dalla famiglia Merano e oggi lavora circa dieci ettari tra Diano Marina, Andora, Albenga e Pieve di Teco, interpretando soprattutto Pigato e Vermentino con uno stile moderno ma fortemente legato al territorio ligure.

Poggio Dei Gorleri

Poggio dei Gorleri è una realtà vitivinicola di Diano Marina, nel Ponente Ligure, nata nel 2003 dalla passione della famiglia Merano e da una scelta professionale tutt’altro che scontata: prima di dedicarsi alla viticoltura, la famiglia operava infatti in un settore completamente diverso e solo dopo la cessione della precedente attività decise di trasformare l’interesse per il vino in un vero progetto agricolo. L’acquisizione della tenuta di Gorleri rappresenta il punto di partenza di un percorso costruito senza una tradizione enologica familiare alle spalle, ma attraverso studio, sperimentazione e conoscenza progressiva del territorio. Davide e Matteo Merano hanno sviluppato negli anni un’identità fortemente legata ai vitigni autoctoni della Riviera Ligure di Ponente, ampliando il patrimonio aziendale e individuando per ciascuna varietà le zone considerate più adatte alla sua espressione. Oggi l’azienda dispone di circa 10 ettari di vigneti distribuiti tra Diano Marina, Andora, Albenga e Pieve di Teco, con parcelle che presentano condizioni pedologiche e climatiche sorprendentemente differenti nonostante le distanze relativamente contenute. Pigato e Vermentino rappresentano il cuore della produzione: ad Albenga, dove i terreni mostrano una maggiore presenza di argilla e ferro, il Pigato trova condizioni particolarmente favorevoli per sviluppare struttura, complessità aromatica e capacità evolutiva, mentre a Diano Marina la maggiore componente calcarea e l’influenza diretta delle brezze marine accompagnano il Vermentino verso espressioni più fresche, sapide e mediterranee. Nell’entroterra di Pieve di Teco cambiano nuovamente altitudine e caratteristiche dei suoli e trovano spazio le varietà rosse, in particolare Granaccia e Dolcetto nella sua espressione locale dell’Ormeasco. I vigneti comprendono impianti di circa trent’anni provenienti da selezioni massali liguri e parcelle più giovani nelle quali sono stati utilizzati cloni di Pigato e Vermentino selezionati anche a partire dal patrimonio aziendale; Guyot e cordone speronato vengono adottati secondo varietà e vigneto. La filosofia produttiva cerca di coniugare l’identità tradizionale dei vini liguri con una lettura più contemporanea, attraverso una gestione sostenibile del vigneto e vinificazioni pensate per preservare soprattutto il carattere varietale. La gamma racconta direttamente questa geografia: Cycnus, Arveglio e Albium esplorano differenti interpretazioni del Pigato, mentre Vigna Sorì e le altre selezioni di Vermentino mettono in evidenza il rapporto tra questa varietà, i terreni calcarei e l’influenza marina; sul versante dei rossi, Shalok porta al centro la Granaccia dell’entroterra, mentre l’Ormeasco completa il quadro delle varietà storiche del Ponente. Negli anni il progetto si è inoltre ampliato attraverso il recupero del Moscatello di Taggia e attraverso una collaborazione con la famiglia Risso, segnando una nuova fase nello sviluppo della proprietà senza modificarne l’orientamento verso i vitigni liguri. Poggio dei Gorleri rappresenta quindi una realtà relativamente giovane rispetto a molte aziende storiche italiane, ma costruita attorno a un’idea molto precisa: leggere il Ponente Ligure non come un territorio uniforme, bensì come un mosaico di piccoli ambienti viticoli. Le terre più ricche di argilla e ferro di Albenga, il calcare di Diano Marina e le condizioni più interne di Pieve di Teco vengono associate alle varietà capaci di interpretarle meglio, trasformando Pigato, Vermentino, Granaccia e Ormeasco in strumenti per raccontare le differenti anime della Liguria occidentale. È proprio questo rapporto tra mare ed entroterra, unito alla ricerca condotta dalla famiglia Merano dal 2003, a definire l’identità di Poggio dei Gorleri: una cantina nata senza il peso di una tradizione produttiva precostituita e cresciuta attraverso sperimentazione, selezioni massali e valorizzazione dei vitigni autoctoni, con l’obiettivo di produrre vini moderni nella precisione ma inequivocabilmente liguri nel carattere.