FERRARI

TRENTO DOC EXTRA BRUT "GIULIO FERRARI - RISERVA DEL FONDATORE" 2010 COFANETTO - FERRARI

Prezzo di listino €164,00 Prezzo di vendita€210,00risparmi €46,00

Abbinamenti, La complessità raggiunta dal Giulio Ferrari 2010 permette di trattarlo come un grande vino bianco prima ancora che come uno spumante. È magnifico con ostriche, caviale, scampi e gamberi crudi, ma possiede struttura sufficiente per accompagnare astice, aragosta, capesante, rombo, ricciola e grandi pesci al forno o alla griglia. Il lungo affinamento sui lieviti apre inoltre possibilità particolarmente interessanti con risotti ai crostacei, preparazioni ai funghi porcini e tartufo bianco, dove le sfumature evolute di frutta secca, pasticceria e spezie trovano una naturale continuità nel piatto. Può accompagnare anche carni bianche raffinate, foie gras e formaggi stagionati non eccessivamente piccanti. Con una bottiglia di questa complessità vale però la pena concedere al vino un ruolo centrale durante il pasto, evitando preparazioni troppo aggressive che ne coprirebbero le sfumature.
Alcol, 12,5%
Annata, 2010
Denominazione, Trento DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2010 è una delle massime espressioni dello Chardonnay di montagna italiano, un Metodo Classico nel quale il lunghissimo affinamento non cancella la freschezza dell’annata, ma la trasforma in profondità e complessità. Nel calice si presenta con un giallo dorato luminoso, attraversato da un perlage finissimo, continuo e perfettamente integrato. Il naso è estremamente ampio e si sviluppa lentamente nel bicchiere: albicocca, agrumi maturi e frutta esotica lasciano spazio a nocciola, mandorla, pasticceria, cioccolato bianco e delicate sensazioni tostate. Con l’ossigenazione emergono sfumature ancora più evolute di miele, zafferano, spezie e crema, senza perdere quella componente fresca e minerale che costituisce uno dei tratti distintivi del Giulio Ferrari. In bocca è profondo e cremoso, con una materia importante sostenuta da un’acidità ancora sorprendentemente viva. Il sorso è ampio ma mai pesante, la bollicina è setosa e la componente sapida accompagna il vino verso un finale lunghissimo, nel quale ritornano frutta secca, miele, agrumi maturi e sfumature speziate. Il 2010 è un Giulio Ferrari di grande equilibrio: possiede la complessità di un vino che ha trascorso oltre un decennio ad affinare, ma conserva tensione, precisione e una vitalità che ne confermano la straordinaria capacità di evolvere nel tempo.

CURIOSITÁ:

Il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore è la bottiglia simbolo della Casa trentina e nasce esclusivamente nelle annate considerate all’altezza di rappresentarne il vertice qualitativo. È prodotto da Chardonnay in purezza proveniente dai vigneti di proprietà della famiglia Lunelli sulle montagne che circondano Trento, con un ruolo centrale dello storico Maso Pianizza, il cru più prestigioso legato a questa etichetta, posto intorno ai 500-600 metri di altitudine. Qui le forti escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono una maturazione lenta delle uve e soprattutto la conservazione dell’acidità necessaria per affrontare lunghissimi affinamenti. Il 2010 fu un millesimo particolare, caratterizzato da precipitazioni superiori alla media ma da temperature complessivamente regolari: le uve arrivarono alla vendemmia con ottima acidità e notevole complessità aromatica. Dopo la presa di spuma in bottiglia, il Giulio Ferrari affronta una permanenza sui lieviti superiore ai dieci anni; la stessa Ferrari, alla presentazione ufficiale dell’annata 2010 nel 2022, parlava di dodici anni di affinamento complessivo. È proprio il tempo uno degli ingredienti fondamentali di questa Riserva, capace di sviluppare straordinarie sfumature evolutive mantenendo intatta la freschezza dello Chardonnay di montagna. Il vino porta il nome di Giulio Ferrari, fondatore della cantina nel 1902 e figura fondamentale per la diffusione del Metodo Classico in Trentino, mentre l’annata 2010 è stata realizzata sotto la guida dell’enologo Ruben Larentis. La bottiglia viene proposta nel suo cofanetto dedicato, a sottolineare il carattere iconico e da collezione di una delle etichette più rappresentative della spumantistica italiana.

Ferrari

Ferrari Trento è una delle cantine che hanno segnato più profondamente la storia del Metodo Classico italiano, contribuendo in maniera decisiva a trasformare il Trentino in una terra di riferimento per le grandi bollicine di montagna. Tutto nasce nel 1902 dalla visione di Giulio Ferrari, pioniere capace di intuire con grande anticipo le potenzialità dello Chardonnay coltivato in quota. Dopo aver approfondito la propria formazione enologica anche all’estero, Giulio torna in Trentino con un’idea ambiziosa: produrre spumanti secondo il Metodo Classico sfruttando le particolari condizioni delle montagne trentine. Altitudine, ventilazione e forti escursioni termiche tra giorno e notte offrivano infatti un ambiente ideale per ottenere uve capaci di conservare freschezza, acidità e finezza aromatica. Giulio introduce e valorizza lo Chardonnay in un territorio nel quale questa varietà era ancora poco diffusa, diventando uno dei protagonisti della sua affermazione in Italia. Fin dall'inizio sceglie una produzione limitata e rigorosa, convinto che la qualità dovesse avere sempre la precedenza sulla quantità. I primi riconoscimenti arrivano rapidamente e contribuiscono a costruire la reputazione della giovane cantina. Ma l'eredità più importante lasciata da Giulio Ferrari non riguarda soltanto la tecnica: è soprattutto la convinzione che il Trentino possa produrre Metodo Classico di grande eleganza e straordinaria capacità di evoluzione. Il tempo diventa infatti uno degli elementi centrali della filosofia Ferrari. Un episodio particolarmente significativo risale alla Seconda guerra mondiale, quando Giulio, prima di lasciare Trento a causa dei bombardamenti, decide di murare parte della cantina per proteggere le proprie bottiglie. Al ritorno le ritrova intatte e scopre come quel lungo riposo ne abbia trasformato positivamente il carattere, rafforzando ulteriormente la sua fiducia negli affinamenti prolungati. Non avendo figli, Giulio cerca qualcuno capace di raccogliere e continuare il progetto. Dopo una lunga selezione individua in Bruno Lunelli la persona giusta. Nel 1952 la famiglia Lunelli acquisisce Ferrari, iniziando un nuovo capitolo della sua storia. Bruno comprende immediatamente il valore di ciò che ha ricevuto. La produzione cresce progressivamente, ma senza abbandonare i principi fissati dal fondatore: Metodo Classico, uve trentine e ricerca costante della qualità. È questa continuità a permettere a Ferrari di passare da piccola realtà artigianale a uno dei nomi più importanti della spumantistica italiana. Il cuore della produzione rimane la viticoltura di montagna. I vigneti si trovano in differenti zone del Trentino e beneficiano di condizioni climatiche particolari, determinate dall'altitudine e dall'incontro tra influenze alpine e correnti più miti. Le maturazioni lente permettono alle uve di sviluppare complessità mantenendo quella naturale tensione che costituisce uno dei tratti distintivi dei Trentodoc Ferrari. Lo Chardonnay rimane il grande protagonista, affiancato dal Pinot Nero. La raccolta viene effettuata manualmente e le differenti provenienze vengono seguite con attenzione per costruire cuvée capaci di mantenere un'identità profondamente legata alla montagna trentina. Un capitolo fondamentale si apre negli anni Settanta, quando la famiglia decide di osservare fino a dove possa arrivare la capacità evolutiva dello Chardonnay proveniente da una vigna particolarmente vocata, Maso Pianizza. Alcune migliaia di bottiglie vengono lasciate riposare sui lieviti molto più a lungo rispetto alle consuetudini dell'epoca. Da quell'esperimento nasce il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, dedicato all'uomo dal quale tutto ebbe origine. Diventerà l'etichetta simbolo della Casa e una delle interpretazioni più prestigiose del Metodo Classico italiano, dimostrando quanto lo Chardonnay di montagna possa acquistare profondità e complessità attraverso lunghissimi affinamenti. Questa cultura dell'attesa continua ancora oggi. Per Ferrari il tempo non è semplicemente una fase tecnica della produzione, ma un vero ingrediente del vino. Le cuvée più importanti trascorrono molti anni sui lieviti prima della sboccatura, permettendo alle componenti aromatiche di evolvere lentamente senza perdere freschezza e precisione. Parallelamente è cresciuta l'attenzione verso la sostenibilità e la tutela del territorio. I vigneti di proprietà sono condotti secondo agricoltura biologica e il lavoro agronomico è orientato alla conservazione della fertilità dei terreni, della biodiversità e dell'equilibrio naturale delle vigne. La famiglia Lunelli ha così continuato a sviluppare l'intuizione di Giulio Ferrari attraverso generazioni successive, mantenendo il Trentino al centro del progetto. Innovazione e crescita internazionale non hanno modificato l'idea fondamentale: ogni bottiglia deve conservare un legame riconoscibile con la propria origine montana. Oggi Ferrari Trento rappresenta oltre un secolo di evoluzione del Metodo Classico italiano. La sua storia unisce la visione pionieristica di Giulio Ferrari al coraggio imprenditoriale di Bruno Lunelli e alla continuità delle generazioni che hanno seguito il loro percorso. Dal 1902 Ferrari racconta il Trentino attraverso Chardonnay, montagna e tempo. L'intuizione di Giulio Ferrari ha trovato nella famiglia Lunelli una continuità capace di attraversare generazioni, trasformando un piccolo progetto pionieristico in uno dei grandi simboli delle bollicine italiane. Una storia nella quale altitudine, lunghi affinamenti e ricerca della qualità continuano a essere gli elementi fondamentali di ogni bottiglia.