VALLEE D'AOSTE TORRETTE SUPÉRIEUR DOC 2025 - ANSELMET
Abbinamenti, La struttura del Torrette Supérieur 2025 permette di affrontare una cucina decisamente sostanziosa, mantenendo però quella freschezza montana che rende il vino estremamente versatile. È perfetto con polenta e brasato, spezzatino di manzo, stinco di maiale, arrosti e carni rosse in umido, dove acidità e tannino riescono a bilanciare perfettamente la componente grassa e succulenta del piatto. Molto interessante con selvaggina, funghi porcini e preparazioni arricchite da erbe aromatiche, capaci di richiamare le sfumature speziate e di sottobosco del vino. Naturalmente trova una dimensione particolarmente felice nella cucina valdostana, accanto a salumi di montagna, polenta, fonduta e formaggi locali di buona stagionatura. Funziona bene anche con primi piatti importanti, gnocchi al ragù e paste condite con sughi di carne.
Alcol, 14,5%
Annata, 2025
Denominazione, Valle d’Aosta DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Valle d'Aosta (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Petit Rouge 70%, Fumin 25%, Cornalin 5%
NOTE SENSORIALI:
Il Torrette Supérieur 2025 di Maison Anselmet è un rosso profondamente valdostano, costruito intorno al Petit Rouge e completato da Fumin e Cornalin, tre varietà autoctone che trovano nella viticoltura di montagna un’espressione particolarmente fresca e speziata. Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso, ancora attraversato da giovani sfumature porpora. Il naso è ricco ma molto dinamico: mora, ciliegia matura e piccoli frutti di bosco si intrecciano a violetta, erbe alpine e sottobosco, seguiti da liquirizia, pepe e leggere sensazioni balsamiche. L’affinamento in legno aggiunge sfumature di spezie, incenso e una delicata nota vanigliata, senza cancellare il carattere del frutto. In bocca è strutturato e deciso, ma la concentrazione viene continuamente alleggerita dalla freschezza tipica delle alte quote. Il tannino è presente ma ben levigato, mentre una piacevole componente sapida accompagna il sorso verso un finale lungo, speziato e fruttato. È un rosso che riesce a combinare il carattere rustico e montano del Petit Rouge con una sorprendente eleganza, mostrando un volto più profondo e strutturato rispetto alle interpretazioni più semplici del Torrette.
CURIOSITÁ:
Il Torrette Supérieur di Anselmet nasce da un assemblaggio di 70% Petit Rouge, 25% Fumin e 5% Cornalin, una composizione fortemente legata alla tradizione viticola valdostana. Le uve provengono da quattro differenti parcelle situate nei territori di Saint-Pierre, Villeneuve, Sarre e Charvensod, con vigneti che si spingono indicativamente tra i 750 e i 900 metri di altitudine: condizioni estreme nelle quali le forti escursioni termiche contribuiscono a preservare freschezza e profumi. I terreni sono prevalentemente di origine morenica e caratterizzati da una significativa componente sabbiosa, tipica di molte aree vitate della Valle d’Aosta centrale. Il Petit Rouge costituisce necessariamente almeno il 70% del Torrette secondo il disciplinare e rappresenta il cuore del vino, mentre Anselmet utilizza Fumin per aggiungere struttura, colore e componente speziata e Cornalin per completarne la complessità aromatica. Dopo la fermentazione e la macerazione, il Torrette Supérieur viene affinato per circa 12 mesi in barrique già utilizzate, una scelta importante perché permette al legno di accompagnare il vino senza dominarne il carattere varietale. La menzione “Supérieur” identifica inoltre una versione più ambiziosa del Torrette, ottenuta attraverso requisiti produttivi più restrittivi e pensata per esprimere maggiore concentrazione e capacità evolutiva. È una delle etichette che meglio raccontano il lavoro di Maison Anselmet sui vitigni autoctoni e sulla viticoltura d’alta quota valdostana.
Anselmet +
Anselmet è una delle cantine che meglio raccontano il carattere della viticoltura di montagna della Valle d’Aosta. La famiglia è legata alla vite da secoli e porta avanti una storia costruita tra piccoli vigneti, forti pendenze e varietà locali, in un territorio dove il lavoro dell’uomo deve continuamente adattarsi alle condizioni imposte dalle Alpi.
Le origini viticole degli Anselmet sono molto antiche e testimoniano un rapporto con il vino che attraversa diverse generazioni. La storia moderna dell’azienda prende però forma con Renato Anselmet, che negli anni Settanta comincia a trasformare quella che era essenzialmente una produzione familiare in un’attività sempre più attenta alla qualità e alla valorizzazione delle proprie vigne.
Negli anni Novanta entra in azienda il figlio Giorgio Anselmet, dando nuovo impulso al progetto. La sua visione parte dalla volontà di comprendere più profondamente le potenzialità della Valle d’Aosta, recuperando antichi vitigni locali e sperimentando allo stesso tempo con varietà capaci di adattarsi alle particolari condizioni climatiche della regione.
La cantina ha sede a Villeneuve, in una posizione strategica per seguire vigneti distribuiti in differenti zone della valle. La frammentazione delle parcelle è una delle caratteristiche della viticoltura valdostana: piccoli appezzamenti si alternano lungo pendii e terrazzamenti, spesso in luoghi dove la meccanizzazione è difficile e molte operazioni devono ancora essere eseguite manualmente.
L’altitudine è uno degli elementi determinanti. Le vigne crescono in condizioni molto differenti a seconda della quota e dell’esposizione, permettendo alla famiglia di individuare per ogni varietà il luogo più adatto. Le importanti escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono maturazioni graduali e aiutano a conservare freschezza e intensità aromatica nelle uve.
Anche la geologia contribuisce alla complessità del territorio. La formazione delle Alpi ha creato una grande varietà di terreni, spesso poveri, sassosi e caratterizzati da differenti componenti minerali. Ogni vigneto può quindi comportarsi in maniera diversa e richiede un lavoro specifico, costruito attraverso l’esperienza e l’osservazione delle singole annate.
Uno degli aspetti più interessanti del progetto Anselmet è la valorizzazione del patrimonio varietale valdostano. Petit Rouge, Fumin, Cornalin e Mayolet convivono con altre uve coltivate storicamente sulle montagne della regione, permettendo di conservare una biodiversità viticola che rappresenta una parte importante dell’identità della Valle d’Aosta.
Accanto alle varietà autoctone trovano spazio anche vitigni internazionali, interpretati però attraverso una sensibilità profondamente alpina. Chardonnay e Pinot Noir, ad esempio, trovano nelle altitudini e nelle escursioni termiche della valle condizioni capaci di conferire ai vini una personalità molto diversa rispetto a quella sviluppata in territori più caldi.
In cantina non viene seguito un unico metodo per tutte le etichette. Acciaio, legno e differenti periodi di affinamento vengono scelti in funzione delle caratteristiche dell’uva e della singola vendemmia. L’obiettivo rimane quello di accompagnare il vino senza perdere la freschezza e la tensione che rappresentano alcuni dei caratteri più riconoscibili della viticoltura valdostana.
Il lavoro di Giorgio Anselmet ha contribuito anche alla riscoperta di varietà che nel corso del Novecento avevano rischiato di scomparire. Recuperare queste uve significa preservare non soltanto un patrimonio genetico, ma anche una parte della storia agricola della regione e delle tradizioni delle comunità che per secoli hanno coltivato le pendici della valle.
Oggi Anselmet rimane una realtà profondamente familiare, cresciuta senza perdere il rapporto diretto con il vigneto. La produzione racconta la Valle d’Aosta attraverso numerose varietà e parcelle, mostrando quanto un territorio geograficamente piccolo possa racchiudere una sorprendente diversità di espressioni.
Anselmet rappresenta così una storia di montagna, famiglia e viticoltura eroica. Dai vitigni autoctoni alle varietà internazionali, ogni vino nasce dal confronto con altitudine, pendenze e forti escursioni termiche, seguendo una filosofia che cerca di trasformare le difficoltà dell’ambiente alpino nel carattere più autentico e riconoscibile della produzione.