ALLEGRINI

VALPOLICELLA CLASSICO SUPERIORE DOC "GROLA" 2023 ASTUCCIATO - ALLEGRINI

Prezzo di listino €39,90 Prezzo di vendita€48,00risparmi €8,10

Abbinamenti, La struttura e la freschezza del Grola 2023 lo rendono particolarmente versatile con una cucina importante ma non necessariamente pesante. È splendido con lasagne al ragù, pappardelle alla selvaggina, brasati, stracotti e arrosti di manzo, ma accompagna molto bene anche agnello, capretto e carni alla brace. Le note di frutta scura e spezie creano ottimi abbinamenti con funghi porcini e preparazioni a base di tartufo, mentre il tannino maturo sostiene formaggi stagionati non troppo piccanti. Interessante anche con polenta e brasato o con una guancia di manzo cotta lentamente.
Alcol, 13%
Annata, 2023
Denominazione, Valpolicella Classico Superiore DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Veneto (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Corvina e Corvinone 80%, Oseleta 10%, Syrah 10%

NOTE SENSORIALI:

Il Valpolicella Classico Superiore DOC “Grola” 2023 di Allegrini si presenta con un rosso rubino intenso e luminoso. Il naso è profondo e progressivo, con ciliegia matura, mora e piccoli frutti neri che si intrecciano a violetta e delicate sfumature floreali. Con l’ossigenazione emergono note più complesse di vaniglia, tabacco, spezie fini e cioccolato fondente, senza che il legno prevalga sulla componente fruttata. Al palato è strutturato ma estremamente equilibrato, con una trama tannica presente, matura e vellutata, sostenuta da una freschezza capace di mantenere il sorso dinamico. La materia è importante ma non opulenta, con una piacevole tensione che distingue Grola dalle interpretazioni più concentrate della Valpolicella. Il finale è lungo e persistente, con ritorni di ciliegia, mora, spezie e cacao. Un rosso elegante e profondo, nel quale struttura e freschezza convivono senza bisogno di appassimento o ripasso.

CURIOSITÁ:

Grola 2023 nasce sul celebre vigneto La Grola, a Sant’Ambrogio di Valpolicella, tra 270 e 320 metri di altitudine, con esposizione sud-est e terreni prevalentemente calcareo-argillosi, molto ricchi di scheletro e poveri di sostanza organica. La collina fu acquistata da Giovanni Allegrini nel 1979 e divenne uno dei luoghi simbolo della rinascita qualitativa della famiglia. La Corvina Veronese domina l’assemblaggio, affiancata da Corvinone e da una piccola presenza di Rondinella. Le uve vengono raccolte manualmente nella seconda metà di settembre e fermentano in acciaio per circa 15 giorni, con estrazioni delicate. L’affinamento dura 16 mesi: metà del vino riposa in barrique di secondo passaggio, l’altra metà in grandi botti da 85 ettolitri, seguiti da ulteriori 10 mesi in bottiglia. Nessun appassimento e nessun ripasso. Dal millesimo 2022 il vino è tornato nella DOC Valpolicella Classico Superiore e ha abbandonato il vecchio nome “La Grola” per diventare semplicemente “Grola”, recuperando una lettura più territoriale e autoctona della storica collina.

Allegrini

Allegrini è una delle famiglie che hanno segnato più profondamente la storia moderna della Valpolicella Classica, territorio nel quale la sua presenza è documentata fin dal XVI secolo e dove, generazione dopo generazione, ha costruito un patrimonio viticolo strettamente legato a Fumane e alle colline veronesi. La trasformazione decisiva avviene a partire dagli anni Sessanta con Giovanni Allegrini, figura centrale nella rinascita qualitativa della denominazione: selezione più rigorosa delle uve, maggiore attenzione ai singoli vigneti e introduzione di importanti innovazioni agronomiche ed enologiche cambiano progressivamente il volto della proprietà. Nel 1979 Giovanni acquista La Grola, a Sant’Ambrogio di Valpolicella, intuendone le straordinarie potenzialità e introducendo anche il sistema di allevamento a Guyot, allora innovativo per la zona; proprio sulla sommità di questa collina decide di piantare esclusivamente Corvina, dando origine a La Poja, destinato a diventare uno dei vini simbolo dell’azienda. L’eredità viene successivamente sviluppata dai figli Franco, Marilisa e Walter, protagonisti di una nuova fase di crescita e affermazione internazionale. Franco, in particolare, imprime un forte impulso alla ricerca enologica, perfezionando la gestione dell’appassimento delle uve destinate ad Amarone e Recioto e introducendo l’utilizzo della barrique accanto alle tradizionali botti di rovere di Slavonia; dalla sua ricerca nasce anche il metodo della doppia fermentazione utilizzato per Palazzo della Torre, nel quale una parte di uve appassite viene impiegata per avviare una seconda fermentazione del vino, aumentando complessità e struttura senza ricorrere al tradizionale ripasso sulle vinacce dell’Amarone. Un altro passaggio fondamentale è la creazione di Terre di Fumane, centro dedicato all’appassimento e alla ricerca sulle tecniche di conservazione delle uve, attraverso il quale Allegrini contribuisce in maniera significativa alla modernizzazione di una delle pratiche più antiche della Valpolicella. Il patrimonio aziendale comprende alcuni dei vigneti più importanti della denominazione, tra Fumane, Sant’Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Marano e Mazzurega, con parcelle come La Grola, La Poja, Palazzo della Torre, Fieramonte, Villa Cavarena, Marezzane e Monte dei Galli. La Grola rimane uno dei luoghi più emblematici: si sviluppa tra circa 270 e 320 metri di altitudine, protetta a nord dal Monte Pastello e influenzata dalle correnti provenienti dal Monte Baldo, dalla Valle dell’Adige e dalla vicinanza del Lago di Garda. I terreni argilloso-calcarei, poveri e ricchi di scheletro, limitano naturalmente la vigoria delle piante e favoriscono concentrazione e maturità. Corvina Veronese è il vitigno centrale della filosofia Allegrini, affiancata da Corvinone, Rondinella e Oseleta, e trova la propria interpretazione più radicale proprio ne La Poja, prodotta in purezza dalle uve coltivate sulla parte sommitale della collina. L’Amarone della Valpolicella Classico rappresenta invece la sintesi della grande tradizione dell’appassimento, interpretata attraverso un controllo estremamente preciso della disidratazione e della qualità delle uve; al vertice si colloca Fieramonte, Amarone della Valpolicella Classico Riserva proveniente dall’omonimo vigneto di alta collina a Mazzurega e prodotto soltanto nelle annate ritenute adeguate. Palazzo della Torre esprime un'altra delle intuizioni più riconoscibili della famiglia, mentre La Grola racconta direttamente l’omonima collina attraverso un vino nel quale Corvina e altre varietà autoctone restituiscono struttura, profondità e carattere territoriale. Valpolicella Classico e Valpolicella Classico Superiore completano la lettura della denominazione con interpretazioni più immediate ma sempre fortemente centrate sulla Corvina. Oggi Allegrini sta vivendo un nuovo passaggio generazionale: dopo il riassetto societario avviato tra il 2023 e il 2024, la storica azienda della Valpolicella è controllata e guidata da Francesco, Giovanni e Matteo, figli di Franco Allegrini, insieme alla cugina Silvia, figlia di Walter; Francesco ricopre il ruolo di amministratore delegato, Giovanni segue la cantina ed è Brand Ambassador, mentre Matteo coordina i rapporti con i mercati internazionali. La nuova generazione ha scelto di riportare ancora più nettamente al centro Allegrini e la Valpolicella, separando questo percorso dalle proprietà toscane rimaste invece sotto la guida di Marilisa Allegrini e delle figlie. È un passaggio importante perché apre un nuovo capitolo senza modificare il principio che ha accompagnato l’azienda per decenni: utilizzare innovazione e ricerca non per allontanarsi dalla tradizione, ma per interpretarla con maggiore precisione. Dalla visione di Giovanni alla ricerca di Franco, fino all’attuale generazione, Allegrini ha contribuito concretamente a cambiare la percezione internazionale della Valpolicella, dimostrando che Corvina, appassimento e singoli vigneti possono dare origine non soltanto a vini potenti e maturi, ma a espressioni territoriali capaci di eleganza, profondità e lunghissima evoluzione. La Poja, La Grola, Palazzo della Torre, Amarone e Fieramonte sono così differenti capitoli dello stesso racconto: quello di una famiglia presente in Valpolicella da oltre cinque secoli e diventata uno dei riferimenti fondamentali per comprenderne l’evoluzione moderna.