VINO SPUMANTE BLANC DE NOIRS NATURE 70 LUNE MAGNUM - NICOLA GATTA
Abbinamenti, È un Metodo Classico di grande struttura e personalità, capace di accompagnare un intero percorso gastronomico grazie alla profondità del Pinot Nero e alla lunga permanenza sui lieviti. Lo vediamo benissimo con capesante scottate, astice, rombo al forno e risotti ai crostacei, dove la consistenza cremosa e la freschezza del vino valorizzano la ricchezza degli ingredienti. Particolarmente interessante con faraona arrosto, pollo ai funghi, vitello alle erbe e carni bianche accompagnate da salse delicate, preparazioni nelle quali la struttura del Pinot Nero trova una piacevole continuità. Da provare con risotto ai porcini, tartufo bianco, Comté stagionato e Parmigiano Reggiano di lunga maturazione, abbinamenti che valorizzano le sfumature di frutta secca, spezie e crosta di pane sviluppate durante l'affinamento. La sua freschezza permette inoltre di accompagnare salumi artigianali, formaggi di media stagionatura e preparazioni saporite della cucina tradizionale.
Alcol, 12%
Annata, Sans Année
Denominazione, VINO SPUMANTE
Filosofia, Modernista
Formato, 1.5 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Pinot Nero 100%
NOTE SENSORIALI:
Il Blanc de Noirs Nature 70 Lune Magnum di Nicola Gatta è un Metodo Classico di grande profondità, nel quale la struttura del Pinot Nero incontra la freschezza delle colline calcaree di Gussago e la complessità sviluppata durante un lunghissimo affinamento sui lieviti. Nel calice si presenta con un giallo dorato luminoso, attraversato da delicati riflessi ramati e da un perlage fine e persistente. Al naso emergono mela gialla, pera matura, scorza d'arancia e piccoli frutti rossi, accompagnati da note di crosta di pane, mandorla e fiori secchi. Con qualche minuto nel bicchiere si sviluppano sfumature più profonde di nocciola tostata, spezie fini, agrumi canditi e leggere sensazioni balsamiche, che arricchiscono il profilo senza nascondere la naturale freschezza del frutto. In bocca è ampio, strutturato e particolarmente avvolgente, con una bollicina cremosa che accompagna una materia importante e una freschezza ancora incisiva. La componente sapida dona tensione e precisione, mentre l'assenza di dosaggio permette di apprezzare senza mediazioni la personalità del Pinot Nero. Il finale è lungo, asciutto e persistente, con ritorni di frutta matura, agrumi, spezie e delicate sfumature minerali. Il formato Magnum da 1,5 litri favorisce un'evoluzione più lenta e armoniosa, valorizzando ulteriormente la complessità di questa cuvée.
CURIOSITÁ:
Il Blanc de Noirs Nature 70 Lune nasce sulle colline di Gussago, in provincia di Brescia, dove Nicola Gatta ha scelto di interpretare il Metodo Classico seguendo una filosofia artigianale e indipendente dalla denominazione Franciacorta. È ottenuto esclusivamente da Pinot Nero, coltivato su terreni ricchi di calcare attraverso pratiche ispirate alla biodinamica, senza l'impiego di diserbanti o prodotti chimici di sintesi. Le uve vengono vinificate in bianco mediante pressatura soffice, mentre la fermentazione avviene spontaneamente grazie ai lieviti indigeni. La lavorazione può prevedere l'impiego di vini di riserva conservati in cemento e un breve passaggio in legno, elementi che contribuiscono alla profondità della cuvée. Dopo la rifermentazione in bottiglia, il vino rimane a contatto con i lieviti per circa 70 lune, equivalenti a quasi sei anni, sviluppando una complessità particolarmente importante. Nessuna chiarifica, nessuna filtrazione e nessuna aggiunta di solforosa: scelte che riflettono la volontà di Nicola di preservare l'espressione del territorio. Anche il dosaggio è completamente assente, permettendo al Pinot Nero di esprimersi senza mediazioni. Il formato Magnum da 1,5 litri rappresenta un ulteriore elemento di interesse, grazie a un'evoluzione generalmente più graduale e a una maggiore capacità di conservare freschezza e complessità nel tempo.
Nicola Gatta +

Nicola Gatta è un vignaiolo di Gussago, sulle colline bresciane, che ha costruito la propria identità attraverso un’interpretazione estremamente personale del Metodo Classico. Il suo progetto nasce in un territorio geograficamente vicino e storicamente legato alla Franciacorta, ma segue volutamente una strada autonoma, fondata sulla viticoltura artigianale, sulle fermentazioni spontanee e su lunghi affinamenti in bottiglia.
Il cuore dell’azienda si trova sulle colline di Gussago, un ambiente caratterizzato da vigneti posti a quote più elevate rispetto a buona parte della pianura circostante e da una significativa presenza di calcare nei terreni. È proprio questa componente geologica a rappresentare uno degli elementi fondamentali nella lettura che Nicola dà dei propri vini.
La scelta di lavorare a Gussago non è semplicemente geografica. Nicola considera queste colline un territorio dotato di una propria identità e cerca di trasferirne nei vini la freschezza, la tensione e il carattere minerale, evitando di costruire le cuvée secondo un modello stilistico prestabilito.
Chardonnay e Pinot Nero sono le due varietà sulle quali si concentra principalmente il lavoro. Lo Chardonnay viene apprezzato per la capacità di mantenere freschezza e verticalità durante i lunghi affinamenti, mentre il Pinot Nero contribuisce con maggiore struttura, profondità e intensità.
Uno degli aspetti più caratteristici del progetto è la decisione di non utilizzare la denominazione Franciacorta DOCG. Pur operando in un territorio immediatamente associato a questa importante realtà spumantistica, Nicola preferisce commercializzare i propri vini fuori dalla denominazione, mantenendo maggiore libertà nelle scelte produttive.
Questa decisione non significa prendere le distanze dal territorio. Al contrario, tutta la filosofia della cantina nasce dalla volontà di approfondire le caratteristiche specifiche di Gussago senza doverle necessariamente ricondurre a uno stile comune.
Il lavoro comincia naturalmente in vigneto. Nicola segue un’agricoltura ispirata ai principi biodinamici, cercando di preservare la fertilità naturale dei terreni e l’equilibrio delle piante attraverso interventi ridotti e una costante osservazione delle vigne.
La vitalità del suolo viene considerata fondamentale. L’obiettivo non è semplicemente ottenere grappoli perfetti dal punto di vista estetico, ma creare le condizioni affinché le piante possano sviluppare un rapporto profondo con il terreno e raggiungere naturalmente un equilibrio tra maturità e acidità.
Una volta arrivate in cantina, le uve vengono lavorate seguendo lo stesso principio di essenzialità. Le fermentazioni partono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e il vino viene accompagnato evitando pratiche destinate a standardizzarne il profilo.
Nicola ha scelto inoltre di non utilizzare chiarificanti e stabilizzanti e lavora senza aggiunta di solforosa. È un approccio che richiede grande precisione durante tutte le fasi della produzione, perché ridurre gli strumenti di protezione significa affidarsi ancora maggiormente alla qualità e alla sanità delle uve.
La rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico rappresenta il passaggio fondamentale. È però soprattutto il lungo contatto con i lieviti a diventare uno degli elementi più riconoscibili della produzione, permettendo ai vini di sviluppare progressivamente complessità e profondità.
Il tempo viene raccontato attraverso un linguaggio diventato quasi una firma di Nicola Gatta. Gli affinamenti non sono indicati semplicemente in mesi, ma attraverso il numero delle lune trascorse sui lieviti, collegando simbolicamente l’evoluzione del vino al ritmo naturale del ciclo lunare.
Nascono così cuvée identificate attraverso differenti numeri di lune, ciascuna caratterizzata da tempi di maturazione e interpretazioni diverse. Più che una semplice scelta comunicativa, questa indicazione permette di comprendere immediatamente quanto il tempo rappresenti una componente fondamentale del progetto.
Le cuvée ottenute prevalentemente o esclusivamente da Chardonnay mostrano il volto più verticale della produzione. Freschezza e componente calcarea vengono accompagnate dalla permanenza sui lieviti, che progressivamente aggiunge volume e complessità senza cancellare la tensione originaria. Il Pinot Nero offre invece una lettura più strutturata. Nelle interpretazioni in purezza può mostrare maggiore profondità e materia, pur mantenendo quella componente fresca che Nicola considera essenziale per l’equilibrio dei propri Metodo Classico. Anche il rosato permette di esplorare un’altra espressione del Pinot Nero, lavorando sul rapporto tra frutto, struttura e affinamento. Cambiano le proporzioni, i tempi e le caratteristiche delle singole cuvée, ma rimane costante la volontà di mantenere il vino libero da sovrastrutture aromatiche. Il dosaggio viene mantenuto estremamente contenuto o completamente escluso in diverse interpretazioni. Nicola preferisce affidare l’equilibrio alla maturità naturale delle uve, all’acidità e al lungo affinamento piuttosto che utilizzare lo zucchero per modificare il profilo finale. Questa filosofia rende il tempo uno dei veri ingredienti dei suoi vini. Le lunghe permanenze sui lieviti non servono semplicemente ad aumentare la complessità aromatica, ma permettono a struttura, acidità e materia di integrarsi lentamente fino a raggiungere un equilibrio naturale.
Nicola Gatta rappresenta così una delle interpretazioni più personali del Metodo Classico italiano. Chardonnay e Pinot Nero, i terreni calcarei di Gussago, la viticoltura ispirata alla biodinamica, le fermentazioni spontanee e gli affinamenti scanditi dalle lune costruiscono un progetto immediatamente riconoscibile. Una scelta di indipendenza che non significa allontanarsi dal territorio, ma cercare di raccontarlo con maggiore libertà, lasciando che siano la vigna, il tempo e l’annata a determinare il carattere di ogni bottiglia.