JEAN COLLET

CHABLIS BIO PREMIER CRU "LES FORETS" 2022 - JEAN COLLET

Regular price €44,50 Sale price€57,00you save €12,50

Abbinamenti, Si abbina meravigliosamente a ostriche, frutti di mare crudi, crostacei, pesce alla griglia, risotti ai frutti di mare e piatti raffinati a base di verdure o carni bianche. È perfetto anche con formaggi di capra stagionati o con piatti della cucina orientale dal profilo delicato e aromatico.
Alcol, 12,5%
Annata, 2022
Denominazione, Appellation Chablis 1er Cru Controlée
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Borgogna (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Il bouquet è ampio e stratificato, con profumi di agrumi maturi, mela renetta, fiori bianchi, mandorla fresca e un’elegante sfumatura affumicata di pietra focaia. Emergono anche note più complesse di erbe fini e una delicata componente iodica. Al palato è teso, energico e molto preciso: l’attacco è fresco e sapido, la struttura è snella ma autorevole, e la mineralità (tipica di Les Forêts) si distende in un sorso profondo e persistente. Il finale è lungo, puro e gessoso, con una definizione davvero impeccabile.

CURIOSITÁ:

Lo Chablis Premier Cru “Les Forêts” 2022 di Jean Collet rappresenta una delle espressioni più affascinanti e profonde del celebre climat Les Forêts, parte integrante dell’area di Montmains. Il vigneto, certificato biologico, poggia su suoli kimmeridgiani tra i più ricchi della denominazione, caratterizzati da marne calcaree e fossili marini che imprimono al vino una spiccata impronta minerale. La famiglia Collet lavora con uno stile artigianale e rispettoso, alternando fermentazioni e affinamenti in acciaio e grandi botti neutre per ottenere un’espressione equilibrata tra tensione, finezza e complessità.
È un Premier Cru che incarna l'anima più autentica di Chablis: rigoroso, profondo e vibrante.

Jean Collet

Domaine Jean Collet & Fils è una delle storiche realtà familiari di Chablis, profondamente legata a questo territorio e alla sua interpretazione più classica dello Chardonnay. La famiglia Collet coltiva la vite nella regione dalla fine del XVIII secolo, mentre il domaine viene fondato nel 1952 da Jean Collet, che decide di vinificare e commercializzare direttamente i vini provenienti dai vigneti di famiglia. Da allora diverse generazioni hanno contribuito alla crescita della proprietà, mantenendo un'identità indipendente e artigianale. Oggi il progetto è portato avanti dalla famiglia Collet, con Romain Collet protagonista della nuova generazione e di un percorso sempre più orientato alla valorizzazione delle singole parcelle. Il patrimonio viticolo del domaine si estende su circa 40 ettari, distribuiti attraverso differenti settori della denominazione Chablis. Questa frammentazione rappresenta una straordinaria ricchezza: esposizioni, età delle vigne e composizioni dei terreni cambiano da parcella a parcella, permettendo alla famiglia di raccontare numerose sfumature dello stesso territorio. Al centro rimane naturalmente il celebre suolo kimmeridgiano, formato da marne e calcari ricchi di fossili marini, elemento fondamentale nell'identità minerale, salina e verticale che caratterizza i grandi Chardonnay di Chablis. Una delle evoluzioni più significative introdotte dalla nuova generazione riguarda il lavoro in vigneto. Diverse parcelle sono condotte secondo i principi dell'agricoltura biologica, con una crescente attenzione alla biodiversità, alla vitalità microbiologica dei terreni e alla riduzione degli interventi. Per Romain Collet il vigneto non deve semplicemente produrre uva, ma raggiungere un proprio equilibrio naturale: solo attraverso una pianta sana e profondamente radicata è possibile ottenere vini capaci di trasmettere realmente le differenze tra i diversi climat. La produzione attraversa praticamente tutta la gerarchia di Chablis, dal Petit Chablis allo Chablis, passando attraverso numerosi Premier Cru fino ad arrivare ai Grand Cru. È proprio attraverso le vinificazioni parcellari che emerge l'aspetto più affascinante del domaine: lo Chardonnay diventa uno strumento attraverso cui leggere il territorio, mostrando caratteri differenti a seconda dell'esposizione, dell'altitudine e della composizione dei suoli. In cantina non esiste una formula identica per tutti i vini. Acciaio inox, vasche di cemento, botti e barrique vengono utilizzati in funzione dell'identità della singola parcella, evitando che il contenitore diventi protagonista. Le fermentazioni e gli affinamenti sono pensati per accompagnare il vino e non per costruirne artificialmente lo stile. Questa libertà permette di ottenere Chardonnay nei quali freschezza, tensione, profondità e componente salina rimangono sempre al centro dell'espressione. Particolarmente importante è il lavoro sui Premier Cru, attraverso climat storici come Montmains, Vaillons, Mont de Milieu, Les Forêts e Butteaux, capaci di mostrare anime profondamente differenti di Chablis. Ai vertici della produzione si trovano poi le interpretazioni dei Grand Cru, vini più profondi e strutturati ma sempre costruiti attorno alla precisione e alla naturale acidità dello Chardonnay. Lo stile di Jean Collet & Fils rimane infatti lontano dalla ricerca della potenza fine a sé stessa. I vini puntano soprattutto su energia, purezza aromatica, mineralità e capacità di evoluzione, mantenendo quella sensazione salina e quasi rocciosa che costituisce una delle firme più affascinanti di Chablis. Anche nelle cuvée più importanti il legno viene utilizzato come strumento di affinamento e complessità, senza sacrificare la riconoscibilità del terroir. Domaine Jean Collet & Fils rappresenta così l'incontro tra oltre due secoli di storia familiare e una nuova sensibilità viticola. Romain Collet ha raccolto un patrimonio costruito dalle generazioni precedenti senza limitarsi a conservarlo, scegliendo di approfondire ulteriormente il rapporto tra vigneto, suolo e vino. Il risultato è una delle realtà più interessanti di Chablis: una cantina capace di interpretare lo Chardonnay con precisione e personalità, lasciando che siano soprattutto i grandi terroir dello Yonne a parlare nel bicchiere.