OLTREPO' PAVESE PINOT NERO DOCG ROSÉ EXTRA BRUT "NOTE D'AGOSTO" - ALESSIO BRANDOLINI
Abbinamenti, "Note d'Agosto" è dichiarato dallo stesso produttore come vino da tutto pasto, ed è proprio a tavola che mostra il meglio della propria personalità. Splendido con tartare di tonno, salmone, crostacei, capesante, fritto di pesce e sushi, possiede struttura sufficiente per accompagnare anche tartare di Fassona, salumi stagionati, vitello, anatra e carni bianche. Particolarmente interessante l'abbinamento con capesante, funghi porcini e burro fuso, suggerito anche dalla critica specializzata: la componente sapida e l'acidità del vino contrastano la ricchezza del piatto, mentre la vinosità del Pinot Nero sostiene perfettamente porcino e burro.
Alcol, 12,5%
Annata, NV
Denominazione, Oltrepo' Pavese DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Nero 100%
NOTE SENSORIALI:
Il colore è un elegante rosa cipria tendente al ramato, brillante, attraversato da un perlage fitto e persistente. Il naso possiede grande personalità: ribes, lampone, melagrana e piccoli frutti di bosco si intrecciano a sfumature di arancia rossa, rosa ed erbe aromatiche, mentre la lunga permanenza sui lieviti introduce progressivamente richiami di crosta di pane, nocciola e leggere note evolutive. In bocca emerge la vera stoffa del Pinot Nero: il sorso ha struttura e profondità, ma rimane dinamico grazie a una splendida combinazione di acidità e sapidità. La bollicina è fine e accompagna la materia senza sovrastarla; il frutto rosso ritorna nel centro bocca insieme a sensazioni agrumate, balsamiche e delicatamente speziate. La chiusura è lunga, asciutta e salina, con una lieve presa amaricante che invita immediatamente al sorso successivo. È un Rosé che non punta sulla semplice piacevolezza aromatica, ma sulla vinosità e sulla profondità del Pinot Nero.
CURIOSITÁ:
L’Oltrepò Pavese Pinot Nero DOCG Rosé Extra Brut "Note d'Agosto" di Alessio Brandolini è la lettura più elegante e raffinata del Pinot Nero rosato della cantina di San Damiano al Colle, dove la famiglia Brandolini coltiva la vite dal 1873. È un Metodo Classico prodotto soltanto nelle annate ritenute favorevoli, partendo esclusivamente da Pinot Nero coltivato sulle colline dell'Oltrepò Pavese, in vigneti soleggiati posti intorno ai 300 metri di altitudine e allevati a Guyot. La selezione delle uve è rigorosa: la raccolta avviene in piccole cassette da 18 kg e in pressatura viene conservata esclusivamente la prima spremitura. Il caratteristico colore rosato nasce naturalmente da una brevissima macerazione di appena 3-4 ore sulle bucce, sufficiente a estrarre tonalità e delicate componenti aromatiche senza appesantire il vino. La base rimane sulle fecce fini fino al momento del tiraggio, quindi affronta la seconda fermentazione direttamente in bottiglia secondo il Metodo Classico. Le bottiglie riposano lungamente a contatto con i lieviti prima del remuage; diverse fonti dedicate alla cuvée riportano una permanenza di almeno 52 mesi, mentre la scheda aziendale attuale non indica un numero fisso, coerentemente con una produzione che può variare secondo l'annata. Dopo la sboccatura, un dettaglio racconta perfettamente la filosofia di Brandolini: il vino viene dosato esclusivamente con lo stesso vino, preservandone il carattere originario. È un Rosé che nasce quindi dal Pinot Nero prima ancora che dalla tecnica spumantistica, profondo e vinoso ma attraversato da una splendida freschezza.
Alessio Brandolini +
Alessio Brandolini rappresenta la quarta generazione di una famiglia profondamente legata alla viticoltura dell’Oltrepò Pavese. La storia dell’azienda ha inizio nel 1873 a San Damiano al Colle, quando il bisnonno Carlo Brandolini fonda l’attività agricola di famiglia. Da Carlo il lavoro passa ad Aristide e successivamente a Costante, padre di Alessio, costruendo una continuità che attraversa oltre 150 anni di storia. Cresciuto tra queste colline e le vigne di famiglia, Alessio sceglie di raccogliere questa importante eredità e trasformarla in un progetto personale, mantenendo intatto il legame con le proprie origini ma introducendo una visione contemporanea della viticoltura. La formazione enologica diventa uno degli elementi fondamentali del suo percorso. Nel 2006 Alessio consegue la laurea in Viticoltura ed Enologia presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Milano e, due anni più tardi, completa la propria preparazione con la Laurea Magistrale in Scienze Viticole ed Enologiche. Gli studi vengono accompagnati da esperienze professionali e formative in differenti territori italiani e da viaggi nelle grandi regioni viticole francesi, tra cui Borgogna e Bordeaux. Un percorso che gli permette di confrontarsi con filosofie produttive differenti prima di tornare definitivamente nell’Oltrepò Pavese e assumere la conduzione dell’azienda di famiglia. Il cuore della proprietà rimane San Damiano al Colle, nell’area orientale dell’Oltrepò Pavese, affiancato da alcune parcelle situate nei territori di Rovescala e Montù Beccaria. Complessivamente l’azienda dispone di circa 9 ettari di vigneto, una dimensione volutamente contenuta che permette ad Alessio di seguire personalmente e con grande precisione ogni fase del lavoro. Sono colline da sempre vocate alla viticoltura, dove esposizioni, altitudini e caratteristiche dei terreni creano condizioni particolarmente interessanti per le varietà storicamente presenti nel territorio. La filosofia di Alessio parte innanzitutto dalla vigna. Il lavoro viene impostato cercando di preservare la vitalità dei terreni e l’equilibrio naturale delle piante, evitando l'impiego di concimi chimici di sintesi e privilegiando l’inerbimento permanente. Questa scelta permette di limitare l’erosione dei terreni collinari, favorire la biodiversità e mantenere un ecosistema più equilibrato tra i filari. Elevate densità d’impianto e diradamenti mirati vengono utilizzati quando necessario per controllare naturalmente le rese e concentrare la qualità nelle uve. Al centro rimane una concezione profondamente artigianale del mestiere di vignaiolo. Alessio non considera la propria formazione tecnica come uno strumento per modificare il carattere del territorio, ma come un mezzo per comprenderlo meglio. L'esperienza accumulata dalle generazioni precedenti viene così affiancata dalla conoscenza enologica moderna, cercando continuamente il punto di equilibrio tra tradizione, osservazione e precisione. L’azienda fa parte della FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, una scelta perfettamente coerente con la propria identità. La famiglia segue direttamente l'intero percorso produttivo: coltiva i vigneti, raccoglie le proprie uve, le vinifica, imbottiglia e commercializza direttamente la produzione. Il controllo dell'intera filiera permette di mantenere un rapporto strettissimo tra ogni bottiglia e le vigne da cui nasce, senza perdere il carattere familiare e indipendente dell'azienda. Il patrimonio viticolo comprende alcune delle varietà più rappresentative dell’Oltrepò Pavese. Il Pinot Nero occupa naturalmente una posizione di grande importanza, affiancato da Croatina, Barbera, Uva Rara, Riesling, Malvasia e Chardonnay. Una diversità varietale che riflette la complessità storica di queste colline e permette alla famiglia Brandolini di lavorare su differenti interpretazioni del territorio mantenendo sempre una precisa identità aziendale. Anche l’immagine scelta dalla cantina racconta il desiderio di unire territorio, storia e sensibilità contemporanea. Le etichette sono state realizzate dall’artista Beppe Pasciutti, che ha reinterpretato antichi simboli della scrittura assiro-babilonese legati agli elementi naturali, combinandoli con tonalità e suggestioni ispirate al paesaggio autunnale dell’Oltrepò Pavese. Un progetto grafico originale che diventa parte integrante dell’identità della cantina e sottolinea ulteriormente il rapporto tra vino, terra e cultura. Oggi Alessio Brandolini porta avanti una storia iniziata oltre 150 anni fa con un approccio personale e consapevole. Nove ettari di vigneto, una conduzione familiare, il controllo diretto dell’intera filiera e una solida formazione enologica definiscono una realtà che ha scelto di crescere soprattutto attraverso la qualità e la conoscenza del proprio territorio. È proprio questa continuità tra generazioni a rappresentare l’essenza dell’azienda: custodire ciò che la famiglia Brandolini ha costruito dal 1873 e, allo stesso tempo, continuare a migliorarlo. Un progetto autenticamente familiare nel quale passato e futuro si incontrano tra le vigne di San Damiano al Colle, con l’Oltrepò Pavese sempre al centro di ogni scelta.