Tiziano Grasso – La Briccolina è una piccolissima realtà familiare di Serralunga d’Alba costruita attorno a uno dei patrimoni viticoli più interessanti e meno frammentati della denominazione Barolo: la famiglia Grasso è infatti proprietaria della più importante porzione della MGA Briccolina, cru situato nella parte meridionale del comune, immediatamente vicino a nomi prestigiosi come Ornato e Falletto. La presenza della famiglia in questa collina risale al 1923, quando i Grasso, originari dell’area di Monforte d’Alba, acquistano la proprietà e si stabiliscono definitivamente a Briccolina. Per quasi novant’anni le uve vengono però vendute ad altre aziende e il nome della famiglia rimane quindi praticamente sconosciuto agli appassionati, nonostante la qualità del vigneto. Tiziano cresce in questo ambiente e approfondisce ulteriormente la propria esperienza lavorando per anni a Fontanafredda, entrando in contatto diretto con la viticoltura e la vinificazione del Nebbiolo di Serralunga. La svolta arriva nel 2012, quando il figlio Daniele convince il padre a trattenere una piccola parte delle migliori uve invece di venderle e a produrre finalmente un Barolo con il nome della famiglia. Nasce così il Barolo Briccolina, inizialmente ottenuto da appena 0,4 ettari di vecchie vigne di Nebbiolo di circa cinquant’anni e imbottigliato per la prima volta con l’annata 2012. È l’inizio tardivo ma estremamente significativo di una nuova fase: dopo generazioni trascorse a coltivare uno dei grandi vigneti di Serralunga per altri produttori, la famiglia può finalmente raccontarlo direttamente attraverso una propria bottiglia. La storia viene però segnata dalla prematura scomparsa di Tiziano nel 2017, proprio quando il progetto cominciava a trovare una propria identità. Da quel momento sono il figlio Daniele e la madre Simona a portarne avanti il lavoro, mantenendo il nome Tiziano Grasso come omaggio al fondatore e trasformando La Briccolina in un progetto sempre più definito. Oggi la famiglia possiede circa sei ettari all’interno della MGA Briccolina, tutti piantati a Nebbiolo, costituendo il più grande possedimento singolo del cru. I vigneti formano una sorta di anfiteatro naturale intorno alla cascina e raggiungono indicativamente i 330-390 metri di altitudine, con esposizioni particolarmente favorevoli e terreni riconducibili alle marne di Sant’Agata Fossili, ricchi di calcare e caratteristici di questa parte di Serralunga d’Alba. È una matrice capace di generare Nebbiolo naturalmente strutturati, profondi e tannici, ma Briccolina possiede anche una particolare capacità di combinare la potenza tipica del comune con una notevole finezza aromatica. Daniele lavora le vigne seguendo principi di agricoltura organica e sostenibile, senza ricercare la certificazione come elemento centrale della comunicazione, e concentra l’intera produzione su un unico vino: Barolo DOCG Briccolina. Questa scelta è probabilmente ciò che racconta meglio la filosofia aziendale. Nessuna gamma costruita per esigenze commerciali, nessun Langhe Nebbiolo o Barbera ad affiancare l’etichetta principale: tutta l’attenzione è dedicata al Nebbiolo della stessa collina e alla capacità di interpretarlo nel modo più trasparente possibile. In cantina l’approccio rimane tradizionale e misurato. Le uve vengono diraspate e delicatamente pigiate, la fermentazione e la macerazione durano indicativamente una ventina di giorni e l’affinamento prosegue per circa due anni in botti di rovere di dimensioni medio-grandi, utilizzando anche botti Garbellotto e rovere austriaco Stockinger e Schneckenleitner. Il legno non viene quindi utilizzato per imprimere tostature o dolcezza, ma per accompagnare lentamente il Nebbiolo e permettere alla struttura tannica di distendersi. La produzione è estremamente limitata, nell’ordine di circa 10.000 bottiglie, e proprio questa concentrazione su un'unica etichetta rende La Briccolina un caso quasi unico nel panorama contemporaneo del Barolo. Il vino mantiene il carattere classico di Serralunga: struttura, energia, acidità e tannini importanti, accompagnati però da un profilo capace di mostrare frutto rosso, viola, spezie e progressivamente note balsamiche e terrose con l’evoluzione. Il progetto di Daniele non cerca quindi di addolcire il carattere del territorio, ma di trovare finezza all’interno della naturale potenza di Briccolina. Negli ultimi anni la famiglia ha continuato a investire nel vigneto e nella cantina, reimpiantando nuove superfici di Nebbiolo e sviluppando una struttura produttiva adeguata alla crescita del progetto, senza però modificare quella scelta radicale di dedicarsi esclusivamente al Barolo. Tiziano Grasso – La Briccolina rappresenta così una storia particolarmente autentica delle Langhe: una famiglia presente sulla stessa collina dal 1923, generazioni trascorse a vendere uve provenienti da un grande cru e infine, nel 2012, la decisione di mettere il proprio nome sulla bottiglia. La prematura scomparsa di Tiziano avrebbe potuto interrompere tutto, ma Daniele e Simona hanno scelto di proseguirne il lavoro trasformando quel primo esperimento in una delle realtà emergenti più interessanti di Serralunga d’Alba. Sei ettari di Nebbiolo concentrati nella stessa MGA, una sola etichetta, vinificazione tradizionale e una produzione di appena poche migliaia di bottiglie definiscono un progetto di straordinaria essenzialità. Qui non esiste una gamma destinata a raccontare territori differenti: esiste soltanto Briccolina. Ed è proprio questa concentrazione assoluta su un unico cru a rendere Tiziano Grasso una realtà così particolare, capace di riportare finalmente in bottiglia il nome di una collina che per quasi un secolo era rimasta nascosta all’interno dei vini di altri produttori.
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