POPPELVEJ

AUSTRALIA RIESLING ORANGE "OST" 2022 - POPPELVEJ

Prix régulier €26,50 Prix de solde€29,50vous économisez €3,00

Abbinamenti, Ideale con crudi di pesce, ostriche, crostacei, cucina asiatica, curry delicati, carni bianche, verdure grigliate, asparagi, formaggi a pasta molle e preparazioni vegetariane ricche di erbe aromatiche. La sua struttura lo rende perfetto anche con piatti speziati e fermentati.
Alcol, 11,5%
Annata, 2022
Denominazione, Adelaide Hills, Kuitpo
Filosofia, Naturale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Adelaide (Australia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Riesling 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un luminoso colore ambrato dai riflessi dorati. Il bouquet è ricco e originale, con note di albicocca, mela cotogna, scorza d'arancia, agrumi canditi e miele, accompagnate da sentori di salvia, fieno, erbe aromatiche, leggere spezie e una marcata vena minerale che dona profondità al profilo olfattivo. Al palato è intenso e dinamico. La tipica freschezza del Riesling sostiene una struttura avvolgente, arricchita da una fine componente fenolica derivante dalla macerazione sulle bucce. Il sorso è sapido, vibrante e perfettamente equilibrato, con un finale lungo, agrumato e minerale che invita continuamente al nuovo assaggio. 

CURIOSITÁ:

L'Øst Riesling Orange 2022 di Poppelvej è un orange wine che racconta l'incontro tra la precisione della tradizione enologica europea e lo spirito libero dell'Australia contemporanea. Prodotto nelle fresche colline di Kuitpo, nell'Adelaide Hills, nasce dalla visione del vignaiolo danese Uffe Deichmann, fondatore di Poppelvej, il cui progetto prende il nome dalla strada in cui è cresciuto in Danimarca. La sua filosofia è semplice quanto ambiziosa: creare vini autentici, rispettosi dell'ambiente e capaci di esprimere il territorio attraverso un approccio naturale e poco interventista. I vigneti si trovano in una delle zone più vocate dell'Australia per la coltivazione del Riesling, caratterizzata da altitudini elevate, clima fresco e importanti escursioni termiche. Queste condizioni consentono una maturazione lenta delle uve, preservandone freschezza, acidità e precisione aromatica, elementi fondamentali per dare equilibrio alla struttura tipica di un orange wine. La vinificazione segue una filosofia naturale: le uve vengono raccolte manualmente e fermentano spontaneamente con lieviti indigeni. Il mosto rimane circa nove giorni a contatto con le bucce, acquisendo struttura, complessità e una delicata trama tannica. Il vino affina successivamente per dieci mesi in grandi botti di rovere sulle fecce fini, senza interventi invasivi in cantina e con il solo impiego di una minima quantità di solforosa.

Poppelvej

Poppelvej è il progetto del vignaiolo danese Uffe Deichmann, nato nel 2016 a McLaren Vale, nel South Australia, e diventato in pochi anni una delle realtà più originali della scena australiana del vino naturale. Il nome racconta immediatamente le sue origini: Poppelvej, letteralmente “strada dei pioppi”, è la via in Danimarca nella quale Uffe è cresciuto e la vecchia insegna dipinta a mano dal suo trisavolo è oggi appesa nella cantina australiana sopra le botti. Prima di diventare produttore Uffe lavorava in una piccola enoteca di Copenhagen come wine buyer e sommelier, sviluppando proprio lì una forte curiosità verso il vino australiano. Nel 2012 ottiene sei mesi di pausa dal lavoro e parte per il South Australia per partecipare alla vendemmia da Yalumba; successivamente accumula esperienze anche presso realtà come d’Arenberg e Bleasdale e approfondisce la propria formazione tra vigneto e cantina. Quello che avrebbe dovuto essere un periodo temporaneo cambia completamente direzione quando, poche settimane prima del ritorno in Danimarca, incontra Nicole durante un festival musicale a Canberra. Dopo alcuni anni trascorsi tra Australia e Danimarca, i due si stabiliscono definitivamente a McLaren Vale nel 2016 e nasce Poppelvej. La prima vendemmia è minuscola: appena una tonnellata di Grenache, vinificata in Australia ed esportata interamente in Danimarca, dove viene rapidamente venduta. Da quel primo esperimento il progetto cresce progressivamente e oggi Uffe lavora una selezione di vigneti tra McLaren Vale e Adelaide Hills, scegliendo principalmente parcelle coltivate secondo principi sostenibili, biologici o biodinamici. Poppelvej non possiede quindi un grande vigneto aziendale compatto, ma costruisce la propria identità attraverso rapporti diretti con piccoli growers e attraverso la selezione di siti capaci di offrire caratteristiche molto differenti. McLaren Vale, con il suo clima mediterraneo, l’influenza dell’oceano e un mosaico estremamente complesso di sabbie, argille, rocce e terreni antichissimi, costituisce il cuore del progetto e permette a Grenache, Mourvèdre, Syrah e Cabernet Franc di raggiungere piena maturità mantenendo freschezza quando raccolti nel momento giusto. Adelaide Hills offre invece altitudini maggiori e temperature più fresche e viene utilizzata soprattutto per varietà come Chardonnay, Riesling, Gewürztraminer e Pinot Meunier. Proprio la libertà varietale è uno degli aspetti più interessanti di Poppelvej: Uffe non cerca di costruire una gamma intorno ai soli vitigni simbolo dell’Australia meridionale, ma lavora Grenache, Syrah, Mourvèdre, Cabernet Franc, Chardonnay, Riesling, Gewürztraminer, Greco, Chenin Blanc, Pinot Meunier e altre varietà, modificando tecniche e contenitori secondo l’annata e la materia prima. La vendemmia è manuale e l’approccio in cantina è dichiaratamente minimalista: fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, nessun enzima o additivo enologico, utilizzo estremamente ridotto della solforosa e, in molti casi, completa assenza di aggiunte. I vini vengono imbottigliati senza chiarifica e senza filtrazione. Uffe utilizza acciaio, vecchie botti, contenitori neutri e caratteristiche vasche ovoidali in cemento, scegliendo il recipiente in funzione della consistenza e dell’evoluzione ricercata. Macerazioni sulle bucce, grappolo intero, pressature dirette e rifermentazioni ancestrali diventano strumenti differenti attraverso i quali interpretare ogni uva, senza trasformarsi in una ricetta obbligatoria. Anche la raccolta relativamente anticipata svolge un ruolo importante: in una regione capace di produrre facilmente vini ricchi e potenti, Poppelvej ricerca invece acidità, succosità, moderazione alcolica e facilità di beva. Rookie, Grenache proveniente da McLaren Vale, è diventato una delle etichette più riconoscibili del progetto e mostra bene questa interpretazione più agile e croccante di una varietà storicamente associata a vini australiani molto maturi e concentrati. Dead Ohio Sky porta al centro il Mourvèdre, mentre Sort Sol esplora il Cabernet Franc e altre cuvée lavorano Syrah e differenti assemblaggi di uve rosse. La parte bianca e macerata è altrettanto significativa: Rå, termine danese che significa “crudo” o “grezzo”, viene utilizzato per interpretazioni nelle quali il contatto con le bucce diventa centrale, come lo Chardonnay proveniente dalla fresca Piccadilly Valley nelle Adelaide Hills o il Greco; Æventyr lavora invece il Gewürztraminer attraverso la macerazione, mentre Øst è dedicato al Riesling. I nomi danesi, le grafiche anticonvenzionali e i riferimenti alla musica non costituiscono semplicemente un esercizio estetico, ma riflettono direttamente la personalità del progetto e mantengono un collegamento costante tra le origini scandinave di Uffe e la sua vita australiana. Negli anni Poppelvej è cresciuta fino a una produzione nell’ordine di circa 4.000 casse annue e una gamma estremamente dinamica, con cuvée che possono nascere, cambiare o scomparire secondo disponibilità delle uve e caratteristiche della vendemmia. Uffe è stato inoltre selezionato tra i finalisti di Young Gun of Wine nel 2024 e nel 2025, confermando il crescente interesse della critica australiana verso il progetto. Poppelvej rappresenta così un incontro particolarmente originale tra due mondi: la sensibilità di un vignaiolo cresciuto in Danimarca e la straordinaria libertà viticola del South Australia. Non esiste la volontà di riprodurre il modello classico del potente McLaren Vale, né quella di produrre vini naturali volutamente estremi; il percorso degli ultimi anni mostra anzi una ricerca sempre maggiore di precisione, equilibrio e leggibilità del vigneto. Fermentazioni spontanee, nessuna chiarifica o filtrazione, pochissima o nessuna solforosa, macerazioni, cemento, vecchio legno e grappolo intero rimangono strumenti e non obiettivi. Il risultato è una collezione di vini immediatamente riconoscibili per energia, succosità e libertà espressiva, nella quale Grenache e Mourvèdre possono convivere con Riesling, Gewürztraminer, Chardonnay o Pinot Meunier. Dietro ogni bottiglia rimane quella vecchia insegna di Poppelvej appesa alla parete della cantina: un piccolo pezzo di Danimarca trasferito dall’altra parte del mondo e diventato il simbolo di uno dei progetti più personali e dinamici della nuova scena vinicola australiana.