VINAIGRE DE VIN DE CHARDONNAY "LE CAMPHRÉ AU ROMARIN" - VINAIGRERIE ARTISANALE DE BEAUNE
Abbinamenti, Le Camphré au Romarin è particolarmente indicato quando si vuole aggiungere al piatto non soltanto acidità, ma anche una vera componente aromatica. È magnifico per sfumare un carré d’agnello o un arrosto di maiale, dove la freschezza dell’aceto alleggerisce la parte grassa della carne mentre il rosmarino ne richiama naturalmente le note della cottura. Funziona molto bene anche con anatra, pollo arrosto, coniglio e altre carni bianche, utilizzato in piccole quantità per deglassare il fondo di cottura e costruire una salsa. Può diventare protagonista di vinaigrette per insalate, verdure grigliate o patate al forno, mentre uno degli utilizzi più originali suggeriti dalla stessa Vinaigrerie è sulla salade de melon, dove acidità e rosmarino creano un interessante contrasto con la dolcezza del frutto. Può essere utilizzato anche nelle marinature o aggiunto a fine preparazione, dosandolo con attenzione: la sua intensità aromatica è elevata e ne basta una piccola quantità per modificare profondamente il carattere del piatto.
Alcol,
Annata,
Denominazione, Vinaigre de Vin
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.35 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Francia
Temperatura di servizio,
Vitigni, Chardonnay 100%
NOTE SENSORIALI:
Il Le Camphré au Romarin della Vinaigrerie Artisanale de Beaune è un aceto gastronomico di grande personalità, costruito sull’incontro tra la freschezza del vino bianco da Chardonnay e l’intensità aromatica del rosmarino fresco. Al naso è immediatamente espressivo, con profumi netti di rosmarino, erbe mediterranee e sfumature vegetali che si intrecciano a una delicata componente vinosa e a richiami più morbidi e leggermente tostati. L’affinamento in rovere aggiunge infatti una sottile impronta boisé, senza coprire la fragranza dell’erba aromatica. In bocca l’acidità è decisa e tonica, come ci si aspetta da un aceto di carattere, ma viene accompagnata da una notevole intensità aromatica: il rosmarino ritorna con forza, lasciando progressivamente spazio a sensazioni erbacee, balsamiche e delicatamente legnose. La chiusura è lunga, fresca e persistente. Non è quindi un semplice condimento acido, ma un vero ingrediente gastronomico, capace di aggiungere contemporaneamente freschezza, profumo e complessità a una preparazione.
CURIOSITÁ:
Le Camphré au Romarin nasce in Borgogna ed è realizzato dalla Vinaigrerie Artisanale de Beaune partendo da aceto di vino bianco ottenuto da Chardonnay, vitigno simbolo della regione, al quale viene aggiunto rosmarino fresco. La particolarità del prodotto risiede proprio nella semplicità della composizione: Chardonnay e rosmarino, senza la necessità di costruire il profilo aromatico attraverso aromatizzazioni complesse. L’aceto viene inoltre affinato in fusti di rovere, passaggio che gli permette di acquisire maggiore profondità e quelle leggere sfumature legnose che accompagnano la componente erbacea. Presenta un’acidità dichiarata del 6% ed è commercializzato nella caratteristica bottiglia da 35 cl con beccuccio versatore. Trattandosi di un aceto naturale, la stessa Vinaigrerie precisa che l’eventuale presenza di un leggero deposito sul fondo è del tutto normale e non rappresenta un difetto. Dietro il progetto ci sono Lydie e Jean-Luc Maldant, vignaioli borgognoni che hanno voluto recuperare e valorizzare la tradizione dell’aceto di vino attraverso una produzione artigianale strettamente legata al territorio di Beaune. L’idea alla base della Vinaigrerie è proprio quella di dare una nuova vita al vino trasformandolo in un ingrediente gastronomico di alto livello, mantenendo un rapporto diretto con la cultura vitivinicola della Borgogna.
Vinaigrerie Artisanale De Beaune +

La Vinaigrerie Artisanale de Beaune nasce nel 2020 nel cuore della Borgogna dall’iniziativa di Lydie e Jean-Luc Maldant, vignaioli alla guida del Domaine Maldant-Pauvelot di Chorey-lès-Beaune, con l’ambizione di riportare il grande aceto di vino al centro della cultura gastronomica borgognona. L’idea nasce direttamente dalla loro esperienza nel mondo del vino e da una riflessione concreta sulla sostenibilità della filiera: una parte dei vini provenienti da eccedenze, degustazioni o concorsi non può più essere commercializzata come tale e viene normalmente destinata alla distillazione o alla distruzione. Jean-Luc e Lydie scelgono invece di trasformare questa materia prima in un prodotto gastronomico di valore, dando vita a un progetto di economia circolare nel quale il vino non viene semplicemente recuperato, ma affronta una nuova trasformazione e un vero percorso di affinamento. Prima di avviare la produzione, la famiglia visita diverse vinaigrerie europee e si forma accanto ad artigiani specializzati, approfondendo sia i processi microbiologici dell’acetificazione sia la tradizione storica dei maîtres vinaigriers. La sede viene stabilita a Chorey-lès-Beaune, alle porte di Beaune, mantenendo quindi il progetto intimamente legato alla Côte de Beaune e all’esperienza maturata dalla famiglia Maldant nel vino. La materia prima rimane infatti il punto centrale della filosofia produttiva: vengono selezionati vini ottenuti da vitigni nobili, con particolare attenzione a Chardonnay e Pinot Noir, le due grandi varietà della Borgogna, ai quali si affiancano altre basi utilizzate per interpretazioni specifiche. Terminata la vinaigrazione, gli aceti vengono trasferiti in fûts di rovere e lasciati maturare lentamente. Il legno non viene utilizzato semplicemente come contenitore, ma diventa parte integrante dell’affinamento: il vinaigrier segue l’evoluzione delle singole masse e, come un maître de chai, realizza successivamente gli assemblaggi ricercando equilibrio tra acidità, complessità aromatica e profondità. Anche le botti partecipano alla logica circolare del progetto, perché vengono recuperati fûts che non risultano più adatti all’élevage dei grandi vini ma che possono continuare perfettamente la propria vita nell’affinamento dell’aceto. La produzione è stata inoltre progettata per contenere il consumo energetico e limitare l’impatto ambientale, evitando dispersioni di batteri acetici e riducendo le emissioni legate al processo produttivo; una parte della gamma è certificata Agriculture Biologique. Vinaigrerie Artisanale de Beaune Il progetto si sviluppa attraverso due identità complementari. “Le Bon Vinaigre” è la collezione premium dedicata al consumatore e porta in cucina differenti interpretazioni della materia prima borgognona, mentre “L’Atelier 1493” è stato creato specificamente per la ristorazione professionale e permette anche di sviluppare aceti personalizzati secondo le esigenze degli chef. Il riferimento al 1493 non è casuale: richiama la storia delle antiche corporazioni dei vinaigriers, ai quali proprio in quell’anno venne associato il titolo di buffetiers, recuperando simbolicamente il legame secolare tra vino, distillazione, aceto e gastronomia. La gamma racconta quanto ampio possa essere il linguaggio dell’aceto quando viene trattato con la stessa attenzione normalmente riservata al vino. Le Fringant nasce da Chardonnay e matura in rovere, offrendo un’acidità netta e particolarmente adatta a salse, carni bianche e preparazioni gastronomiche; Le Subtil utilizza invece Pinot Noir e sviluppa un carattere più profondo e fruttato, mentre Le Diaphane interpreta lo stesso vitigno attraverso una lavorazione che la maison paragona concettualmente a un Blanc de Noirs. A queste basi si aggiungono creazioni nelle quali Chardonnay e Pinot Noir incontrano timo fresco, rosmarino, salvia, tiglio, scalogno, zenzero, lampone e cacao, dimostrando come l’aceto possa diventare non soltanto un condimento ma un vero ingrediente creativo. Il Condiment Balsamique Blanc nasce da aceto di Chardonnay e succo d’uva dolce, mentre il Baume de Bourgogne unisce questa base a cassis e lampone, richiamando direttamente due frutti profondamente legati alla tradizione gastronomica regionale. La Vinaigrerie Artisanale de Beaune rappresenta quindi la naturale estensione del percorso di Jean-Luc e Lydie Maldant: dopo generazioni trascorse a comprendere la trasformazione dell’uva in vino, la famiglia ha scelto di esplorare ciò che accade quando quel vino continua il proprio viaggio attraverso l’acetificazione. Il progetto mantiene la stessa logica di un domaine borgognone – selezione della materia prima, attenzione al vitigno, élevage in fût, tempo e assemblaggio – trasferendola nel mondo dell’aceto e trasformando un prodotto spesso considerato semplicemente funzionale in un ingrediente gastronomico complesso. Chardonnay, Pinot Noir, vecchie botti e savoir-faire borgognone diventano così gli strumenti di una filosofia che unisce artigianalità, sostenibilità ed economia circolare. È proprio questa capacità di dare una seconda vita al vino senza diminuirne il valore a rendere particolare la Vinaigrerie Artisanale de Beaune: non un semplice recupero delle eccedenze, ma una vera trasformazione attraverso la quale il patrimonio enologico della Borgogna entra in cucina sotto una forma completamente diversa, mantenendo però intatto il legame con il territorio e con la cultura del gusto che caratterizza Beaune.