L'Intanto 2020 è un Alto Adige DOC Metodo Classico Pas Dosé prodotto da Chardonnay e Pinot Nero, provenienti da vigneti selezionati della Bassa Atesina, nella parte meridionale dell'Alto Adige. Le uve crescono su terreni profondi, caratterizzati da una prevalenza di limo e argilla accompagnati da percentuali variabili di sabbia, in un territorio dove le escursioni termiche favoriscono la conservazione della freschezza e lo sviluppo aromatico. La cuvée nasce dall'assemblaggio dei due vitigni in parti uguali, combinando la finezza e la tensione dello Chardonnay con la struttura e la profondità del Pinot Nero. La vinificazione prevede una lavorazione differenziata delle basi, con una parte che matura in botti di legno e un'altra che rimane in acciaio, ricercando un equilibrio tra complessità e precisione varietale. Dopo l'assemblaggio avviene il tiraggio e la seconda fermentazione direttamente in bottiglia, secondo il Metodo Classico. Il vino trascorre quindi 48 mesi a contatto con i lieviti, un periodo fondamentale per sviluppare la finezza del perlage e le caratteristiche sfumature di panificazione, senza perdere l'energia del frutto. Dopo la sboccatura viene presentato nella versione Pas Dosé, senza aggiunta di zuccheri nella liqueur d'expédition, così da lasciare emergere con maggiore nitidezza l'identità della cuvée. Anche il nome racchiude una piccola filosofia: Intanto è un invito a concedersi il piacere del presente, a trovare un'occasione da celebrare mentre la vita continua a scorrere. Il progetto si inserisce nella storia della famiglia Giovanett, che ha fondato Castelfeder nel 1969 e ha progressivamente trasformato la cantina in una delle realtà riconosciute della Bassa Atesina.
ALTO ADIGE DOC PAS DOSE "INTANTO" 2020 - CASTELFEDER
Abbinamenti, La freschezza, la struttura e il carattere estremamente asciutto dell'Intanto 2020 lo rendono uno spumante particolarmente gastronomico, capace di accompagnare un intero pasto e non soltanto il momento dell'aperitivo. È magnifico con ostriche, crudi di pesce, tartare di ricciola, carpacci di branzino e crostacei, dove la tensione acida e la sapidità valorizzano la delicatezza delle materie prime. La cremosità sviluppata durante il lungo affinamento sui lieviti permette però di affrontare anche preparazioni più strutturate, come risotti ai frutti di mare, pesce al forno, tonno scottato e primi piatti con crostacei. Particolarmente interessante con fritture di pesce e verdure in pastella, perché la bollicina e la freschezza riescono ad alleggerire efficacemente la componente grassa. Si abbina molto bene anche a carni bianche delicate, pollame arrosto, formaggi freschi e preparazioni a base di funghi. Un incontro raffinato è quello con gamberi rossi crudi, nei quali la naturale dolcezza del crostaceo crea un contrasto particolarmente piacevole con il profilo asciutto e minerale dello spumante.
Alcol, 12%
Annata, 2020
Denominazione, Alto Adige DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 50%, Pinot Nero 50%
NOTE SENSORIALI:
L'Intanto 2020 di Castelfeder è un Metodo Classico altoatesino che interpreta l'eleganza delle grandi bollicine attraverso la freschezza del clima alpino e la complessità di un lungo affinamento sui lieviti. Nato dall'incontro tra Chardonnay e Pinot Nero, esprime uno stile raffinato e rigoroso, nel quale la ricchezza aromatica trova un perfetto contrappunto nell'assenza di dosaggio zuccherino. Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso, impreziosito da delicati riflessi dorati e da un perlage finissimo e persistente. Il bouquet si apre su mela gialla, pesca bianca e scorza di agrumi, accompagnate da sfumature di fiori bianchi, bergamotto e leggere sensazioni erbacee. Con l'ossigenazione emergono note più complesse di crosta di pane, brioche, lievito e una sottile speziatura che ricorda il pepe bianco. Al palato è teso e dinamico, con una bollicina elegante che accompagna una struttura sorprendentemente cremosa. La freschezza è ben definita, mentre una piacevole componente sapida conferisce profondità e slancio al sorso. Il finale è lungo, asciutto e armonioso, con ritorni agrumati, frutta a polpa bianca e delicate sensazioni minerali. Un Metodo Classico che riesce a combinare precisione, complessità e piacevolezza, mostrando quanto l'Alto Adige possa offrire interpretazioni di grande personalità anche nel mondo degli spumanti.
CURIOSITÁ:
Castelfeder +

Castelfeder è una delle realtà familiari più rappresentative della Bassa Atesina, fondata nel 1969 da Alfons Giovanett e oggi arrivata alla terza generazione. Il progetto nasce dall’esperienza di Alfons, enologo formatosi alla scuola di San Michele all’Adige, che sceglie fin dall’inizio di concentrarsi sulla straordinaria diversità viticola dell’Alto Adige meridionale. Nel corso degli anni la famiglia amplia progressivamente la produzione e costruisce una rete di vigneti distribuiti tra differenti altitudini, esposizioni e composizioni geologiche, mantenendo però una conduzione strettamente familiare. Oggi Günther Giovanett guida l’azienda insieme alla moglie Sandra, mentre i figli Ines e Ivan rappresentano la nuova generazione: Ines segue soprattutto vendite, marketing e sviluppo internazionale, mentre Ivan, enologo, è responsabile della viticoltura e della produzione. La cantina si trova a Cortina sulla Strada del Vino, mentre la sede e il wineshop sono a Egna, nel cuore di uno dei territori più dinamici dell’Alto Adige. Castelfeder lavora oggi uve provenienti da circa 70 ettari, con una composizione varietale costituita per circa il 70% da uve bianche e per il restante 30% da rosse. Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Sauvignon rappresentano il nucleo principale della produzione bianca, mentre tra i rossi è soprattutto il Pinot Nero a occupare una posizione centrale, affiancato da Lagrein, Schiava, Merlot e Cabernet. La particolare conformazione della Bassa Atesina consente alla famiglia di lavorare vigneti collocati a quote estremamente differenti e su terreni che possono passare dal porfido vulcanico alle rocce dolomitiche, dal calcare all’argilla, generando microclimi profondamente diversi anche a pochi chilometri di distanza. Proprio il Pinot Nero è diventato uno degli strumenti più interessanti attraverso cui Castelfeder racconta questa diversità. La famiglia vinifica separatamente tre importanti zone – Buchholz, Glen e Mazon – per evidenziare come esposizione, altitudine e composizione del terreno possano modificare radicalmente l’espressione dello stesso vitigno. Glen possiede inoltre un valore storico particolare: Alfons Giovanett iniziò a investire in questa zona già nel 1969 e oggi le vigne si sviluppano tra circa 450 e 790 metri di altitudine, su terreni nei quali argilla, calcare e porfido convivono, dando origine a Pinot Nero eleganti e profondamente caratterizzati dal clima montano. Mazon rappresenta invece uno dei terroir storicamente più prestigiosi dell’Alto Adige per questa varietà, mentre Buchholz completa il progetto attraverso condizioni pedoclimatiche differenti. La stessa ricerca viene applicata ai bianchi e trova una delle sue espressioni più ambiziose nello Chardonnay Kreuzweg Family Reserve, prodotto da un cru storico di Magrè e nato dalla selezione della migliore tra cinque parcelle di Chardonnay della zona; viene realizzato soltanto nelle annate considerate particolarmente favorevoli e in quantità estremamente limitata, intorno alle 1.400 bottiglie. Dal millesimo 2024 alcuni dei vigneti più importanti della famiglia – tra cui Buchholz, Glen, Mazon e Kreuzweg – rientrano inoltre nel nuovo sistema delle Unità Geografiche Aggiuntive dell’Alto Adige, rafforzando ulteriormente la direzione intrapresa da Castelfeder verso vini sempre più legati alla singola origine. La gamma è organizzata secondo differenti livelli di interpretazione. Mont Mès rappresenta il volto più giovane, fresco e immediato della cantina, con vini pensati intorno a bevibilità ed equilibrio; Castelfeder Selection approfondisce invece il rapporto tra varietà e territorio attraverso Pinot Nero, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Sauvignon, Kerner, Gewürztraminer e alcune delle varietà tradizionali altoatesine. La linea Burgum Novum, creata nel 1989, costituisce da oltre trent’anni uno dei vertici qualitativi della casa e comprende le Riserve di Chardonnay, Pinot Nero, Lagrein e Cabernet: le uve provengono dai vigneti considerati più vocati e i vini affrontano generalmente circa 18 mesi in piccole botti di rovere seguiti da altri 12 mesi di affinamento in bottiglia. Un altro progetto significativo è Vigna Villa Karned, nei pressi di Salorno, dove Chardonnay, Lagrein e Merlot vengono vinificati separatamente da oltre vent’anni e la cui provenienza è stata successivamente registrata ufficialmente come “Vigna”. Anche il mondo delle bollicine è entrato nella ricerca familiare con Intanto, Alto Adige Spumante che affronta 48 mesi di permanenza sui lieviti, dimostrando la volontà di Castelfeder di esplorare nuove interpretazioni senza abbandonare il proprio territorio. Dal 2011 la famiglia Giovanett ha inoltre esteso la propria esperienza fuori dall’Alto Adige attraverso Sorentberg, un progetto dedicato al Riesling su un ripidissimo vigneto della Mosella tedesca, ulteriore testimonianza della curiosità viticola che accompagna la storia aziendale. Castelfeder rappresenta così una sintesi particolarmente efficace dell’Alto Adige contemporaneo: una cantina nata nel 1969, cresciuta attraverso tre generazioni e oggi capace di lavorare un mosaico di circa 70 ettari senza rinunciare alla ricerca sulle singole parcelle. La nuova generazione sta spostando sempre maggiormente l’attenzione dalla sola varietà alla provenienza, come dimostrano i Pinot Nero di Buchholz, Glen e Mazon, lo Chardonnay Kreuzweg e il progetto Vigna Villa Karned. Tradizione familiare, precisione enologica e straordinaria diversità di altitudini, esposizioni e suoli costituiscono così il cuore di Castelfeder, una cantina che utilizza i numerosi microclimi della Bassa Atesina per mostrare quanto profondamente possa cambiare uno stesso vitigno spostandosi anche soltanto di pochi chilometri all’interno dell’Alto Adige.