MARCO DE BARTOLI

TERRE SICILIANE IGT ZIBIBBO "PIETRANERA" 2025 - MARCO DE BARTOLI

Regular price €28,00 Sale price€32,00you save €4,00

Abbinamenti, Perfetto con crudi di mare, crostacei, tartare di pesce, cous cous di pesce, cucina siciliana, pesce alla griglia, verdure mediterranee, formaggi freschi e cucina asiatica.
Alcol, 11,5%
Annata, 2025
Denominazione, Terre Siciliane IGT
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, 100% Zibibbo

NOTE SENSORIALI:

Alla vista si presenta con un luminoso colore giallo paglierino dai riflessi verdolini. Il bouquet è intenso e raffinato, con eleganti profumi di fiori d'arancio, gelsomino, zagara e macchia mediterranea, accompagnati da note di pesca bianca, albicocca, cedro, pompelmo, erbe aromatiche e mandorla fresca, impreziosite da una marcata impronta salmastra che richiama la vicinanza del mare. Al palato è fresco, vibrante e perfettamente equilibrato. L'aromaticità tipica dello Zibibbo è sempre misurata e mai invadente, sostenuta da una brillante acidità e da una decisa vena minerale che rendono il sorso dinamico, elegante e di straordinaria bevibilità. Il finale è lungo, sapido e agrumato, con persistenti richiami floreali e mediterranei.

CURIOSITÁ:

Il Pietranera 2025 di Marco De Bartoli è uno dei vini simbolo della viticoltura siciliana contemporanea. Nato dall'intuizione di Marco De Bartoli di valorizzare lo Zibibbo come grande vitigno da vino secco, questa etichetta ha contribuito a rivoluzionare la percezione del Moscato d'Alessandria, dimostrandone l'incredibile eleganza e vocazione territoriale. Oggi il vino è portato avanti con la stessa filosofia dalla famiglia De Bartoli, custode di una delle realtà più prestigiose e identitarie della Sicilia. Le uve provengono dai vigneti di Contrada Samperi, nel territorio di Marsala, a pochi chilometri dal mare. Le viti, allevate ad alberello su terreni calcareo-silicei ricchi di sabbia, beneficiano della costante ventilazione marina e delle forti escursioni termiche, condizioni ideali per preservare freschezza aromatica e sapidità. La raccolta è manuale e la fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata con soli lieviti indigeni. Il vino affina per circa sei mesi sulle fecce fini, acquisendo maggiore complessità senza perdere la straordinaria fragranza varietale.

Marco De Bartoli

Marco De Bartoli è una delle figure che hanno cambiato più profondamente la storia moderna del vino siciliano, un produttore visionario che ha restituito dignità al Marsala recuperandone le radici più antiche e ha dimostrato il valore straordinario di due varietà simbolo della Sicilia occidentale: il Grillo a Marsala e lo Zibibbo a Pantelleria. La storia nasce in Contrada Samperi, nell’entroterra marsalese, all’interno di un antico baglio appartenente alla famiglia De Bartoli da oltre due secoli. Quando Marco decide di dedicarsi al vino trova un territorio dalla tradizione gloriosa ma profondamente trasformato rispetto al passato e sceglie una strada radicalmente diversa da quella dominante: tornare alle origini, recuperare le pratiche storiche e dimostrare che il Marsala poteva nuovamente essere considerato uno dei grandi vini italiani. Il punto di partenza è il Grillo, varietà che Marco riconosce come elemento fondamentale dell’identità marsalese e che diventerà il filo conduttore di gran parte della sua ricerca. Nel 1978 recupera nel baglio di Samperi l’antico metodo del perpetuo, utilizzando vecchi vini già presenti nelle botti e aggiungendo progressivamente vino nuovo ottenuto da Grillo maturo. Da questa intuizione nasce nel 1980 Vecchio Samperi, destinato a diventare il vino simbolo della cantina e uno dei vini italiani più riconoscibili nel panorama della produzione artigianale. Il principio è quello utilizzato a Marsala prima dell’arrivo degli inglesi e della diffusione della fortificazione: piccole quantità di vino giovane vengono periodicamente aggiunte alle botti contenenti vini di annate precedenti, creando nel corso degli anni una massa in continua evoluzione. Vecchio Samperi raggiunge naturalmente una notevole gradazione alcolica attraverso maturazione delle uve, fermentazione e lunghissimo affinamento, senza aggiunta di alcol. Proprio per questo non può essere commercializzato come Marsala DOC, ma rappresenta paradossalmente una delle interpretazioni più vicine al vino che esisteva nel territorio prima della nascita del Marsala fortificato. Il nome rende omaggio direttamente alla Contrada Samperi, caratterizzata da terreni prevalentemente calcarei e sabbiosi e dalla forte influenza del clima mediterraneo. Qui il Grillo viene allevato sia ad alberello sia a Guyot, con rese contenute e raccolte manuali, mentre le fermentazioni del Vecchio Samperi avvengono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e si svolgono tradizionalmente in fusti di rovere e castagno. Il vino prosegue poi il proprio percorso nel sistema perpetuo, nel quale il tempo diventa un vero elemento produttivo. La ricerca di Marco non si ferma però al recupero della tradizione. Nel 1985 nasce Vigna La Miccia, una personale interpretazione del Marsala Superiore Oro ottenuta esclusivamente da Grillo e concepita per conservare maggiormente i profumi primari dell’uva. Seguono le grandi riserve di Marsala, nelle quali la fortificazione viene effettuata attraverso la mistella, ottenuta da mosto fresco e acquavite provenienti dalle stesse uve. Marco dimostra così che recuperare la tradizione non significa necessariamente ripeterla in maniera immobile, ma comprenderne profondamente le origini per poterla reinterpretare. Nel 1990 compie un’altra scelta destinata a lasciare il segno: utilizza il Grillo per produrre Grappoli del Grillo, un vino bianco secco in purezza. All’epoca questa varietà era conosciuta soprattutto come componente fondamentale del Marsala e raramente veniva considerata capace di dare autonomamente grandi vini bianchi. Marco ne comprende invece struttura, complessità e straordinaria capacità di evoluzione, contribuendo in maniera determinante alla riscoperta contemporanea del Grillo. Fermentazioni con lieviti indigeni, affinamenti sulle fecce e utilizzo ragionato del legno permettono alla varietà di mostrare una profondità molto distante dall’immagine di semplice uva da vino base che le era stata attribuita per decenni. L’altra grande anima della famiglia nasce a Pantelleria. Marco riconosce nello Zibibbo e nella viticoltura eroica dell’isola un patrimonio altrettanto importante e acquisisce vigneti nella Contrada Bukkuram, nome di origine araba legato al significato di “padre della vigna”. Qui il paesaggio cambia completamente: terreni vulcanici, vento quasi costante, scarsissime precipitazioni e viti allevate nel tradizionale alberello pantesco costruiscono uno degli ambienti viticoli più estremi del Mediterraneo. Da queste uve nasce Bukkuram, interpretazione del Passito di Pantelleria nella quale lo Zibibbo raggiunge concentrazione e complessità attraverso l’appassimento, mantenendo però quella freschezza e quella componente salina indispensabili per evitare che la dolcezza diventi pesante. Samperi e Bukkuram diventano così i due poli della filosofia De Bartoli: due isole viticole all’interno della stessa Sicilia occidentale, una calcarea e dominata dal Grillo, l’altra vulcanica e affidata allo Zibibbo. Marco De Bartoli scompare nel 2011, lasciando un’eredità che va molto oltre le singole bottiglie. Il suo lavoro ha contribuito a cambiare la percezione del Marsala, del Grillo e dello stesso vino siciliano, dimostrando che tradizioni considerate superate potevano diventare straordinariamente contemporanee quando interpretate senza compromessi. Oggi sono i figli Renato, Sebastiano e Giuseppina a proseguire il progetto, mantenendo le due anime di Samperi e Pantelleria e continuando la ricerca sulle varietà autoctone. Alla produzione storica si affiancano vini come Integer, Vignaverde, Lucido, Sole e Vento e Terzavia, quest’ultimo dedicato alla spumantizzazione secondo Metodo Classico e nato ancora una volta dalla volontà di esplorare possibilità nuove partendo dalle uve e dai territori siciliani. La famiglia continua così a sviluppare l’intuizione originaria di Marco: innovare non significa cancellare ciò che esisteva prima, ma comprenderlo abbastanza profondamente da potergli restituire un significato contemporaneo. Marco De Bartoli rimane per questo una figura fondamentale del vino italiano, un produttore che ha avuto il coraggio di mettere in discussione convenzioni e disciplinari pur di rimanere fedele alla propria idea di territorio. Vecchio Samperi ne rappresenta ancora oggi la sintesi più potente: Grillo, botti, ossigeno e decenni di tempo, senza fortificazione, per riportare alla luce il vino che a Marsala esisteva prima che il mondo decidesse cosa dovesse essere il Marsala.