ANTINORI

TOSCANA BIANCO IGT "VILLA ANTINORI" 2024 - ANTINORI

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Abbinamenti, La freschezza e la componente sapida del Villa Antinori Bianco 2024 lo rendono particolarmente versatile. È ideale come aperitivo, ma trova la propria dimensione migliore con antipasti di mare, tartare di pesce, gamberi, scampi, carpacci, sushi e sashimi. Ottimo anche con spaghetti alle vongole, risotti di mare, fritture, branzino e orata, mentre la sua aromaticità permette interessanti accostamenti con verdure, formaggi freschi e preparazioni mediterranee a base di erbe aromatiche.
Alcol, 12%
Annata, 2024
Denominazione, Toscana IGT
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 8/10
Regione, Toscana (Italia)
Temperatura di servizio, 12/14°
Vitigni, Trebbiano Toscano, Pinot Grigio, Pinot Bianco e Riesling Renano

NOTE SENSORIALI:

Nel calice il Villa Antinori Bianco 2024 si presenta con un giallo paglierino brillante attraversato da riflessi verdolini. Il profilo aromatico è fresco e nitido: emergono immediatamente ananas e agrumi, accompagnati da delicate sensazioni di fiori d’arancio che aggiungono eleganza e luminosità. L’ingresso al palato è fresco, ma non sottile: possiede una piacevole rotondità che rende il sorso avvolgente, immediatamente controbilanciata da una componente sapida ben percepibile. È proprio l’equilibrio tra frutto, acidità e sapidità a renderlo particolarmente scorrevole. Il finale torna su registri più verticali, con una persistenza minerale che pulisce il palato e invita al sorso successivo. Un bianco giocato più sulla precisione e sull’equilibrio che sulla concentrazione, pensato per essere piacevole fin dalla giovinezza ma tutt’altro che banale nella sua costruzione.

CURIOSITÁ:

Il Villa Antinori Bianco 2024 è una delle etichette storiche della famiglia Antinori, un vino nato nel 1931 per volontà del Marchese Niccolò Antinori e rimasto per quasi un secolo fedele a un’idea precisa: raccontare la Toscana attraverso un bianco fresco, elegante e immediatamente riconoscibile, mettendo insieme varietà tradizionali e vitigni capaci di completarne il carattere. La stessa etichetta è rimasta praticamente invariata nel corso dei decenni, diventando parte dell’identità della famiglia. Il 2024 nasce da un’annata inizialmente favorita da abbondanti riserve idriche accumulate durante autunno e inverno; dopo una primavera mite, l’estate ha mostrato temperature nella norma fino a metà luglio e successivamente più elevate, accompagnando le diverse varietà verso una maturazione progressiva. La vendemmia è così iniziata nell’ultima settimana di agosto con Pinot Grigio e Pinot Bianco, è proseguita a metà settembre con il Trebbiano Toscano e si è conclusa nella prima settimana di ottobre con il Riesling Renano. Ogni scelta di cantina è orientata alla conservazione della fragranza: fermentazione a bassa temperatura e affinamento esclusivamente in acciaio. Un bianco apparentemente semplice nella lettura, ma con alle spalle quasi cento anni di storia Antinori.

Antinori

Marchesi Antinori è una delle famiglie simbolo della storia del vino italiano, protagonista di un percorso che attraversa oltre sei secoli e 26 generazioni. Il legame ufficiale con il mondo del vino risale al 1385, quando Giovanni di Piero Antinori entra nell’Arte Fiorentina dei Vinattieri. Da quel momento la famiglia ha continuato senza interruzioni a occuparsi di viticoltura, accompagnando l’evoluzione del vino toscano attraverso epoche profondamente diverse. Le radici degli Antinori sono strettamente legate a Firenze e alla Toscana. Nel 1506 la famiglia acquista quello che diventerà Palazzo Antinori, nel cuore della città, ancora oggi uno dei luoghi simbolo della casata. Questo rapporto con Firenze racconta bene una storia nella quale vino, cultura, arte e imprenditorialità si sono intrecciati per secoli. La straordinaria longevità della famiglia non deriva però soltanto dalla capacità di custodire la tradizione. Uno dei principi che hanno caratterizzato gli Antinori è sempre stato quello di innovare senza perdere il legame con le proprie origini. Ogni generazione ha introdotto nuove idee, esplorato territori differenti e sperimentato tecniche produttive capaci di interpretare il proprio tempo. Questa filosofia diventa particolarmente evidente nel Novecento, soprattutto con Piero Antinori, protagonista di una profonda trasformazione dell'azienda e, più in generale, di una stagione decisiva per l'enologia toscana. La ricerca della qualità passa attraverso una maggiore attenzione alle singole vigne, agli affinamenti e alla possibilità di interpretare il Sangiovese con maggiore libertà rispetto alle consuetudini dell'epoca. Uno dei risultati più importanti di questa visione è Tignanello, nato nel cuore del Chianti Classico e destinato a diventare uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo. La sua nascita rappresenta un momento di rottura con alcune tradizioni produttive del passato e testimonia perfettamente l'attitudine degli Antinori alla sperimentazione. Dalla stessa tenuta nasce Solaia, altra etichetta simbolo della famiglia. Tignanello e Solaia diventano così due interpretazioni differenti dello stesso territorio e rappresentano uno dei capitoli fondamentali della trasformazione qualitativa che ha interessato la Toscana nella seconda metà del Novecento. Il patrimonio degli Antinori si estende però ben oltre il Chianti Classico. A Bolgheri, Tenuta Guado al Tasso interpreta il particolare clima della costa toscana e la sua vocazione per le varietà bordolesi. A Montalcino, Pian delle Vigne racconta invece il Sangiovese attraverso il Brunello, mentre in Umbria il Castello della Sala è diventato uno dei punti di riferimento della famiglia per la produzione di grandi vini bianchi. Ogni proprietà mantiene una propria identità. La filosofia Antinori non consiste infatti nel replicare lo stesso stile in territori differenti, ma nel comprendere le caratteristiche di ciascun luogo e scegliere di conseguenza vitigni, pratiche agricole e metodi di vinificazione. Il territorio viene prima dello stile aziendale. Questa attenzione alla diversità dei luoghi è accompagnata da una continua ricerca in vigneto e in cantina. Sostenibilità, conoscenza dei suoli e precisione nella gestione delle singole parcelle sono diventate componenti sempre più importanti di un progetto che deve confrontarsi anche con le nuove condizioni climatiche della viticoltura contemporanea. Un simbolo della moderna filosofia familiare è la spettacolare cantina Antinori nel Chianti Classico, inaugurata nel 2012 a Bargino. Quasi completamente integrata all'interno della collina, è stata progettata per dialogare con il paesaggio circostante, riducendo l'impatto visivo e sfruttando anche la naturale regolazione termica del terreno. La struttura rappresenta perfettamente l'incontro tra architettura, tecnologia e tradizione che caratterizza la famiglia. Non è soltanto un luogo di produzione, ma uno spazio pensato per raccontare il rapporto degli Antinori con il Chianti Classico e permettere di conoscere direttamente una storia iniziata molti secoli prima. Oggi la continuità è affidata alla ventiseiesima generazione, rappresentata da Albiera, Allegra e Alessia Antinori, figlie di Piero. Dopo più di seicento anni, quindi, la famiglia continua a essere direttamente coinvolta nella gestione delle proprie tenute, conservando quella continuità generazionale che costituisce uno degli aspetti più straordinari della sua storia. Marchesi Antinori rappresenta così un raro equilibrio tra memoria e capacità di evolvere. Una famiglia profondamente toscana che ha saputo attraversare secoli di cambiamenti senza trasformare la propria storia in qualcosa di immobile, utilizzandola invece come punto di partenza per continuare a sperimentare. Dal 1385, 26 generazioni della famiglia Antinori hanno costruito una delle più longeve storie del vino italiano. Dal Chianti Classico a Bolgheri, da Montalcino all'Umbria, ogni territorio viene interpretato secondo la propria natura, mantenendo un principio che attraversa oltre sei secoli di storia familiare: rispettare ciò che è stato costruito dalle generazioni precedenti, senza mai rinunciare alla possibilità di creare qualcosa di nuovo.