DISTILLERIA LEVI SERAFINO

GRAPPA DI BARBARESCO "DELLA DONNA SELVATICA CHE SCAVALICA LE COLLINE DEL BARBARESCO" IN ASTUCCIO - DISTILLERIA LEVI SERAFINO

Regular price €66,50 Sale price€72,00you save €5,50

Abbinamenti, La Grappa di Barbaresco della Donna Selvatica nasce soprattutto come distillato da meditazione, da concedersi lentamente a fine pasto per apprezzarne l’evoluzione nel bicchiere. È particolarmente interessante con cioccolato fondente, gianduiotti e praline alla nocciola, dove le sensazioni di liquirizia, tabacco e vaniglia trovano una naturale continuità aromatica. Funziona molto bene anche con la pasticceria secca piemontese, dalla torta di nocciole alle paste di meliga, oppure accanto a frutta secca e formaggi stagionati. Per una degustazione più essenziale può essere bevuta semplicemente da sola, magari dopo un grande Barbaresco, creando un ideale filo conduttore attraverso due interpretazioni completamente differenti dello stesso Nebbiolo.
Alcol, 42%
Annata, Sans Année
Denominazione, Grappa
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.70 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 18/20°
Vitigni, Vinacce di Barbaresco

NOTE SENSORIALI:

La Grappa di Barbaresco “della Donna Selvatica che scavalica le colline del Barbaresco” è una delle espressioni più eleganti della Distilleria Romano Levi, ottenuta esclusivamente dalle vinacce di Nebbiolo destinate alla produzione del Barbaresco DOCG. Nel bicchiere si presenta con un colore ambrato di media intensità, limpido e luminoso. Il naso è raffinato e progressivo, inizialmente giocato su erbe aromatiche e leggere sensazioni vinose, alle quali si affiancano tabacco, frutta secca e delicate sfumature boisé. Con qualche minuto nel bicchiere emergono liquirizia, spezie dolci e una sottile componente vanigliata derivante dal lungo riposo in legno. In bocca è secca e strutturata, ma sorprendentemente armoniosa: i 42% vol. trovano equilibrio nella morbidezza acquisita durante l’affinamento, mentre il carattere del Nebbiolo rimane riconoscibile attraverso una trama elegante e persistente. La liquirizia accompagna buona parte del sorso e conduce verso un finale lungo, caldo e leggermente vanigliato. Rispetto alle grappe Levi ottenute dall’assemblaggio di vinacce differenti, questa versione possiede un’identità più precisa e raffinata, interamente costruita intorno al Nebbiolo delle colline del Barbaresco.

CURIOSITÁ:

Questa Grappa nasce esclusivamente da vinacce di Nebbiolo provenienti da vigneti destinati al Barbaresco DOCG nei comuni di Barbaresco, Treiso e Neive. Le vinacce vengono lavorate localmente e distillate con rese volutamente basse, mantenendo ancora oggi uno dei procedimenti più caratteristici della Distilleria Romano Levi. Prima della distillazione vengono sottoposte alla tradizionale “concia” nelle fosse sotterranee, tecnica storicamente utilizzata dalla famiglia per conservarle e favorire lo sviluppo della loro complessità aromatica. La distillazione avviene nello storico alambicco discontinuo in rame a fuoco diretto della distilleria di Neive, secondo il metodo tramandato dalla famiglia Levi. La grappa viene quindi lasciata maturare per almeno tre anni nelle caratteristiche botti piemontesi da circa 700 litri in legno di acacia, elemento importante perché contribuisce alla morbidezza e alle delicate sfumature speziate senza coprire il carattere del Nebbiolo. La distilleria fu fondata nel 1925 da Serafino Levi e divenne celebre soprattutto grazie al figlio Romano, che continuò a distillare artigianalmente e trasformò le proprie bottiglie in piccoli oggetti d’arte. La “Donna Selvatica”, protagonista di moltissimi suoi disegni e delle celebri etichette, è diventata il simbolo poetico di questo mondo: una figura libera che attraversa le colline delle Langhe e che ancora oggi compare sulle bottiglie attraverso i disegni originali di Romano Levi.

Distilleria Levi Serafino

La Distilleria Levi Serafino è una delle realtà più affascinanti e irripetibili della storia della grappa italiana, indissolubilmente legata alla figura di Romano Levi e al piccolo paese di Neive, nel cuore delle Langhe. La distilleria viene fondata nel 1925 da Serafino Levi, originario della Val d’Aosta e appartenente a una famiglia di distillatori itineranti, che sceglie Neive come luogo in cui stabilire definitivamente la propria attività. Alla morte prematura di Serafino, avvenuta nel 1933, la distilleria passa nelle mani dei figli Romano e Lidia, ancora giovanissimi: Romano aveva appena diciassette anni e sarebbe diventato nel corso dei decenni una delle figure più singolari e riconoscibili del mondo della distillazione italiana. Mentre Lidia si occupava soprattutto della selezione e della preparazione delle erbe utilizzate per aromatizzare alcune grappe, Romano seguiva personalmente l’alambicco, mantenendo praticamente immutato il metodo di produzione ricevuto dal padre. Il cuore della distilleria è ancora oggi il suo storico alambicco discontinuo in rame a fuoco diretto, uno degli ultimi esempi di questo genere rimasti operativi. Le vinacce fresche provenienti soprattutto dai grandi vitigni piemontesi vengono introdotte nella caldaia e riscaldate direttamente attraverso la fiamma, secondo un procedimento molto più complesso da controllare rispetto ai moderni sistemi a vapore. Era Romano stesso a governare il fuoco, seguendo ogni distillazione attraverso esperienza, sensibilità e osservazione, senza affidarsi a sistemi automatizzati. Questa tecnica, lenta e artigianale, permette di estrarre dalle vinacce distillati particolarmente ricchi di materia, profumi e carattere. Una parte fondamentale della produzione è naturalmente legata alle vinacce di Nebbiolo provenienti da Barolo e Barbaresco, affiancate da quelle di Barbera, Dolcetto, Moscato e degli altri vitigni tradizionali delle Langhe. Dopo la distillazione le grappe vengono lasciate riposare e, secondo la tipologia, possono affinare in legni differenti, tra cui acacia e altre essenze, oppure essere imbottigliate mantenendo maggiore immediatezza e trasparenza aromatica. Ma parlare della Distilleria Levi soltanto attraverso la tecnica significherebbe raccontarne appena una parte. Romano Levi trasformò infatti ogni bottiglia in un oggetto unico attraverso le celebri etichette disegnate e scritte a mano. Con matite, pennarelli e colori creava figure, frasi e poesie differenti, rendendo praticamente irripetibile ogni esemplare. Il soggetto più famoso è la “Donna Selvatica”, figura femminile libera e misteriosa che attraversa centinaia di etichette accompagnata dalla celebre definizione “che scavalica le colline”, diventando il simbolo stesso dell’universo poetico di Romano. Accanto a lei comparivano paesaggi, fiori, animali, uomini, pensieri e brevi racconti, spesso realizzati direttamente sulle bottiglie destinate ad amici, clienti e appassionati. Quelle etichette, inizialmente nate spontaneamente e senza alcuna intenzione commerciale, sono diventate nel tempo autentici oggetti da collezione e hanno contribuito a portare il nome di Romano Levi ben oltre il mondo della grappa. Luigi Veronelli fu tra coloro che compresero maggiormente l’unicità del personaggio e contribuì a far conoscere quello che sarebbe stato definito il “grappaiolo angelico”, trasformando la piccola distilleria di Neive in una meta per appassionati, artisti e uomini di cultura provenienti da tutto il mondo. Romano continuò a distillare praticamente nello stesso modo per tutta la vita, fino alla sua scomparsa nel 2008. La sua morte avrebbe potuto segnare la fine di un'esperienza impossibile da replicare, ma la distilleria è stata preservata mantenendo lo storico alambicco e il metodo tradizionale a fuoco diretto. Oggi la produzione continua nel rispetto dell’eredità di Serafino, Romano e Lidia, utilizzando vinacce fresche provenienti dalle Langhe e mantenendo una lavorazione volutamente lenta e artigianale. La gamma comprende grappe giovani e affinate, selezioni ottenute da vinacce di Barolo, Barbaresco e altri grandi vini piemontesi, oltre alle versioni aromatizzate con erbe secondo una tradizione che richiama direttamente il lavoro di Lidia Levi. Le bottiglie contemporanee conservano inoltre l’universo grafico e poetico creato da Romano, mantenendo vivo il legame con le sue celebri Donne Selvatiche. La Distilleria Levi Serafino rappresenta così qualcosa di molto diverso da una semplice azienda produttrice di grappa: è un frammento della cultura contadina delle Langhe sopravvissuto alla modernizzazione della distillazione. L’alambicco in rame a fuoco diretto, le vinacce di Nebbiolo, Barbera, Dolcetto e Moscato, gli affinamenti e le erbe raccontano la parte produttiva; le etichette disegnate a mano, le poesie e le Donne Selvatiche raccontano invece l’universo umano che ha reso Romano Levi irripetibile. Dal 1925, nella stessa distilleria di Neive, il fuoco continua così a trasformare le vinacce delle Langhe in grappa, custodendo una storia nella quale artigianato, territorio e arte sono diventati impossibili da separare.