CA' MORANDA

MOSCATO D'ASTI DOCG "DUENOVEDUE" 2025 - CA' MORANDA

Regular price €15,00

Abbinamenti, La dolcezza equilibrata dalla freschezza e dalla delicata effervescenza rende il Duenovedue 2025 particolarmente versatile, soprattutto nel mondo della pasticceria. È magnifico con crostate di frutta, torta di pesche, pasticceria secca, biscotti alle mandorle e dolci alla crema, dove il profilo aromatico del Moscato crea una naturale continuità con gli ingredienti. Trova un abbinamento particolarmente riuscito con panettone, pandoro e colomba, ma accompagna molto bene anche macedonie, semifreddi alla frutta e dessert a base di albicocca o agrumi. Interessante anche il contrasto con formaggi erborinati, nei quali la dolcezza del vino riesce a bilanciare la componente sapida e leggermente piccante, creando un incontro decisamente più gastronomico.
Alcol, 5,5%
Annata, 2025
Denominazione, Moscato d'Asti DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Moscato 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Moscato d'Asti Duenovedue 2025 di Ca' Moranda è un vino dolce, delicatamente vivace e profondamente aromatico, capace di raccontare tutta la piacevolezza del Moscato Bianco attraverso uno stile fresco, elegante e mai eccessivo. Nasce sulle colline delle Langhe, dove la famiglia lavora le proprie vigne con particolare attenzione alla qualità delle uve e alla conservazione della loro naturale espressività. Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso, impreziosito da riflessi dorati e da una sottile effervescenza che ne accentua la brillantezza. Il bouquet è intenso e immediatamente riconoscibile: pesca bianca, albicocca e pera matura si intrecciano a fiori d'arancio, zagara e delicati richiami di salvia, mentre con l'ossigenazione emergono sfumature di scorza di limone, miele d'acacia e leggere sensazioni erbacee. In bocca è morbido e avvolgente, con una dolcezza naturale ben sostenuta dalla freschezza del vitigno. La delicata presenza di anidride carbonica alleggerisce il sorso, rendendolo dinamico e particolarmente piacevole, mentre la componente fruttata accompagna verso un finale lungo, fragrante e aromatico. La gradazione contenuta, di appena 5,5% vol., contribuisce alla sua straordinaria facilità di beva. È un Moscato d'Asti che riesce a combinare intensità aromatica e leggerezza, dimostrando come un vino dolce possa essere contemporaneamente ricco, equilibrato e sorprendentemente fresco.

CURIOSITÁ:

Il Duenovedue 2025 è un Moscato d'Asti DOCG prodotto da 100% Moscato Bianco, proveniente dai vigneti della famiglia Ca' Moranda, piccola realtà vitivinicola con sede a Neviglie, nel cuore delle Langhe. La storia dell'azienda affonda le proprie radici nella tradizione agricola familiare, iniziata ben prima della nascita dell'attuale cantina: già alla fine dell'Ottocento gli antenati trasportavano il vino verso le osterie di Alba, mentre soltanto nel 2018 la famiglia ha iniziato a commercializzare le proprie bottiglie con il marchio Ca' Moranda. Oggi il progetto è guidato da Serena, affiancata dai genitori Dino e Anna, e comprende circa 10 ettari di vigneti distribuiti tra Neive e Neviglie. Le uve vengono raccolte manualmente e provengono esclusivamente dai terreni aziendali, gestiti secondo i principi della produzione integrata certificata SQNPI. Particolarmente interessante è anche l'attenzione alla sostenibilità energetica, con l'utilizzo di impianti fotovoltaici per alimentare le attività produttive. La vinificazione del Moscato d'Asti è orientata alla conservazione degli aromi primari dell'uva e della sua naturale dolcezza, attraverso una fermentazione controllata che viene interrotta prima della completa trasformazione degli zuccheri in alcol, mantenendo così la caratteristica gradazione contenuta e la delicata vivacità del vino. Ma l'aspetto più curioso di questa etichetta è senza dubbio il nome: Duenovedue non è una denominazione di fantasia, bensì un riferimento alla data di nascita di Serena, il 29 febbraio. Un compleanno che ricorre soltanto negli anni bisestili e che la famiglia ha voluto trasformare in un omaggio personale, scegliendo proprio il Moscato per rappresentarne il carattere dolce, vivace e determinato. Un dettaglio che rende questa bottiglia particolarmente rappresentativa della filosofia di Ca' Moranda, dove ogni etichetta custodisce un ricordo o un legame con le persone che hanno costruito la storia dell'azienda.

Ca' Moranda

Ca’ Moranda è una piccola realtà familiare di Neviglie, nel cuore delle Langhe, nata come cantina imbottigliatrice in tempi recenti ma sostenuta da una storia agricola molto più antica. La famiglia produce infatti vino e coltiva la vite da generazioni: già alla fine dell’Ottocento Stefano, nato nel 1861, trasportava con i cavalli le botti fino alle osterie di Alba; dopo di lui continuarono Alfonso e poi Pietro, mantenendo vivo un patrimonio viticolo che sarebbe diventato la base dell’attuale progetto. Oggi l’azienda è guidata da Serena con il supporto del padre Dino e della madre Anna, in una dimensione ancora strettamente familiare nella quale più generazioni lavorano fianco a fianco tra vigna e cantina. Le prime bottiglie a nome Ca’ Moranda arrivano sul mercato nel 2018, segnando il passaggio dalla semplice produzione di uve a una vera identità aziendale. Il vigneto comprende circa 10 ettari distribuiti tra Neive e Neviglie, due territori confinanti ma capaci di offrire condizioni differenti per Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis, Chardonnay e Moscato. Neive porta naturalmente il progetto all’interno di uno dei grandi territori del Barbaresco, mentre Neviglie rappresenta il cuore operativo e familiare della cantina. Le uve provengono esclusivamente dai vigneti di proprietà, vengono raccolte manualmente e selezionate grappolo per grappolo, con una filosofia produttiva fortemente orientata alla sostenibilità. L’azienda è certificata SQNPI, Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata, e l’energia necessaria alla produzione viene interamente ricavata attraverso impianti fotovoltaici. La sostenibilità non viene quindi utilizzata soltanto come elemento di comunicazione, ma entra concretamente nelle scelte agronomiche e nella gestione della cantina. Il Nebbiolo rappresenta inevitabilmente uno dei punti centrali della produzione e trova la propria espressione più ambiziosa nel Barbaresco DOCG Ancermò, nome che in dialetto piemontese richiama l’idea di forza e carattere. Accanto ad Ancermò trova spazio anche il Barbaresco Bricco di Neive, legato in maniera ancora più diretta a uno specifico territorio del comune e testimonianza della volontà di approfondire progressivamente la lettura delle singole provenienze. Il Langhe Nebbiolo Pietro II porta invece il nome del nonno e rappresenta un’interpretazione più immediata della varietà, mantenendo però il legame con la tradizione familiare. Questa scelta di dedicare i vini alle persone che hanno costruito la storia dell’azienda è uno degli elementi più riconoscibili di Ca’ Moranda. Il Dolcetto d’Alba Ottavio prende il nome dal nonno paterno, figura ricordata per forza e perseveranza e responsabile della messa a dimora, circa cinquant’anni fa, del vigneto dal quale ancora oggi proviene il vino. La Barbera d’Alba Catlinin è invece dedicata alla bisnonna e vuole richiamarne contemporaneamente eleganza e determinazione, trasformando il vino in un ritratto familiare oltre che territoriale. Anche le altre etichette seguono questa logica, costruendo una gamma nella quale nomi e bottiglie diventano strumenti per conservare memoria e identità. Tra i bianchi trovano spazio il Langhe Arneis Bon’ora e lo Chardonnay Bon’imor, mentre Duenovedue interpreta il Moscato d’Asti DOCG e completa una produzione che attraversa diverse anime delle Langhe senza perdere la dimensione aziendale contenuta. In cantina l’impostazione combina strumenti tradizionali e controllo contemporaneo. Acciaio e legno vengono utilizzati secondo varietà e destinazione del vino, mentre per il Nebbiolo destinato alle selezioni più importanti l’affinamento in rovere contribuisce a distendere la naturale struttura tannica senza cancellare il carattere delle vigne. La cantina comprende anche una barricaia sotterranea caratterizzata dalle tradizionali mura in pietra di Langa, ambiente nel quale maturano le etichette destinate agli affinamenti più importanti. Ca’ Moranda rappresenta così una delle tante storie di trasformazione che stanno caratterizzando le Langhe contemporanee: una famiglia che per generazioni ha coltivato la vite e prodotto uva decide di completare finalmente il percorso mettendo il proprio nome sulla bottiglia. Serena ha raccolto l’eredità di Stefano, Alfonso, Pietro e delle generazioni successive trasformandola in una cantina giovane, moderna e attenta alla sostenibilità, senza perdere però il rapporto con la memoria familiare. I circa dieci ettari tra Neive e Neviglie permettono oggi di lavorare Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis, Chardonnay e Moscato con una forte attenzione alla provenienza, mentre le dediche presenti sulle etichette mantengono vivo il legame con chi ha costruito il patrimonio agricolo prima della nascita ufficiale della cantina. È proprio questa continuità tra passato e presente a definire meglio Ca’ Moranda: una realtà giovane soltanto sulla carta, ma fondata su oltre un secolo di lavoro tra le vigne delle Langhe.