FABIO FERRACANE

TERRE SICILIANE CATARRATTO IGP "GUANCIABIANCA" 2025 - FABIO FERRACANE

Regular price €15,90 Sale price€17,60you save €1,70

Abbinamenti, Perfetto con crudi di mare, ostriche, crostacei, tartare di pesce e carpacci. Si abbina splendidamente anche a primi piatti di pesce, cous cous alla trapanese, calamari e seppie alla griglia, pesce azzurro, verdure di stagione e formaggi freschi, accompagnando con eleganza i sapori tipici della cucina mediterranea.
Alcol, 11,40%
Annata, 2025
Denominazione, Terre Siciliane Catarratto IGP
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Catarratto 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un luminoso colore giallo paglierino dai riflessi dorati. Il profilo olfattivo è fine e intenso, con note di limone, pompelmo, pesca bianca e mela croccante, seguite da sentori di fiori mediterranei, erbe aromatiche, mandorla fresca e una marcata impronta salina che richiama la vicinanza del mare. Al palato è fresco, scorrevole e sorprendentemente sapido. L'acidità ben integrata dona slancio al sorso, mentre la consistenza morbida e la trama minerale conferiscono equilibrio e profondità. Il finale è lungo, elegante e persistente, con piacevoli ritorni agrumati, floreali e una delicata nota ammandorlata tipica del vitigno.

CURIOSITÁ:

Il Guanciabianca 2025 è una delle etichette simbolo di Fabio Ferracane, vignaiolo di Marsala che ha scelto di valorizzare il patrimonio viticolo della Sicilia occidentale attraverso un'agricoltura rispettosa dell'ambiente e una produzione profondamente legata al territorio. Nato dal desiderio di esaltare il carattere più autentico del Catarratto, storico vitigno autoctono dell'isola, questo vino racconta la ricchezza dei suoli calcarei e la costante influenza delle brezze marine, elementi che ne definiscono personalità, freschezza e identità. Le uve provengono da vigneti coltivati secondo pratiche sostenibili, dove le rese contenute e il lavoro manuale consentono di ottenere grappoli di grande qualità. La vendemmia viene effettuata a perfetta maturazione, seguita da una pressatura soffice e da una fermentazione spontanea con lieviti indigeni. L'affinamento sulle fecce fini in vasche d'acciaio permette al vino di sviluppare maggiore complessità e profondità senza perdere la naturale fragranza del frutto e la vibrante tensione minerale che caratterizza il Catarratto.

Fabio Ferracane

Fabio Ferracane è un vignaiolo di Marsala e rappresenta una delle interpretazioni più personali della nuova viticoltura siciliana occidentale. Il suo rapporto con il vino nasce in famiglia: il padre possedeva circa tre ettari ricevuti dal nonno e negli anni Novanta conferiva la maggior parte delle uve alle cantine del territorio, mantenendo soltanto una piccola produzione destinata al consumo domestico. Fabio ricorda le prime esperienze in cantina intorno ai quindici anni, quando aiutava il padre a produrre quelle poche bottiglie; da quella curiosità nasce la decisione di studiare Enologia e Viticoltura e successivamente di maturare esperienze professionali in diverse aziende, anche all’estero. Proprio la formazione tecnica diventa però il punto di partenza di una riflessione opposta a quella che ci si potrebbe aspettare: Fabio comprende di non voler essere un enologo impegnato a correggere e costruire il vino in cantina, ma un vignaiolo capace di utilizzare le proprie conoscenze per interpretare meglio l’uva, la maturazione e il territorio. Oggi lavora circa otto ettari, con un ulteriore ettaro in arrivo, e la maggior parte delle vigne si trova nei dintorni di Marsala, davanti alla Riserva Naturale dello Stagnone e alle sue saline, in un paesaggio fortemente condizionato dal Mediterraneo, dal sole siciliano e dalle brezze marine. Catarratto, Grillo e Nero d’Avola costituiscono il cuore più territoriale del patrimonio varietale, ai quali si aggiunge una vecchia parcella di Merlot appartenente al padre; la gamma contemporanea comprende inoltre una piccola produzione da Zibibbo. Il Catarratto occupa un ruolo particolarmente importante perché Fabio lo utilizza per mostrare quanto lo stesso vitigno possa cambiare attraverso interpretazioni completamente differenti: bianco immediato, rifermentato, macerato sulle bucce, vendemmie più mature e persino versioni dolci diventano strumenti per esplorarne sfaccettature e capacità espressiva. Il lavoro agricolo segue un principio pragmatico piuttosto che una ricetta rigida: Fabio decide gli interventi anno per anno osservando piovosità, umidità e condizioni delle piante, utilizzando quantità limitate di rame e zolfo e concentrando gran parte dell’attenzione sulla sanità delle uve. Quando la vendemmia lo richiede effettua selezioni rigorose dei grappoli, partendo dalla convinzione che la qualità del vino debba essere costruita innanzitutto in vigna. La stessa libertà continua in cantina. Tutte le fermentazioni sono spontanee e avvengono grazie ai lieviti naturalmente presenti sulle uve; per alcuni vini viene utilizzata una quantità minima di solforosa soltanto prima dell’imbottigliamento, mentre altri vengono prodotti senza solfiti aggiunti. Anche il controllo della temperatura non viene applicato automaticamente: nelle caldissime vendemmie marsalesi, quando agosto e settembre possono raggiungere 35-40 °C, Fabio lo considera uno strumento utile per alcune fermentazioni, mentre altre vengono lasciate procedere senza termoregolazione. Non esiste quindi un protocollo da replicare ogni anno, ma una serie di decisioni prese in funzione della materia prima e dell’andamento della singola vendemmia. Questa impostazione ha dato origine a una gamma estremamente personale. 25Foddreè interpreta il Catarratto attraverso la rifermentazione in bottiglia; Guanciabianca ne propone un volto più diretto e territoriale, con breve contatto sulle bucce e affinamento sulle fecce; Macerato spinge invece il rapporto con le bucce verso una vinificazione più intensa, mentre Aggiara, Elisir e Muffato ne esplorano ulteriormente le possibilità. Magico Bianco è dedicato al Grillo, Guancianera al Nero d’Avola e Magico Rosso nasce dal Merlot proveniente dal patrimonio familiare; Zibibbu e Camaleonte ampliano ulteriormente una produzione nella quale vitigni e tecniche vengono utilizzati con grande libertà. Più che aderire a una definizione stilistica, Fabio Ferracane cerca quindi di produrre vini riconoscibili come figli di Marsala. Il suo concetto di “lento coltivare” mette al centro il tempo trascorso tra le vigne, l’assaggio dell’uva e l’osservazione delle piante, mentre la cantina deve accompagnare ciò che il vigneto ha prodotto senza trasformarlo in qualcosa di differente. Anche le etichette seguono questo principio, utilizzando graficamente vigna, tralci, foglie e grappoli come racconto del percorso che conduce dalla terra alla bottiglia. È proprio questo contrasto a rendere particolarmente interessante la sua figura: Fabio possiede una formazione da enologo, conosce perfettamente i processi biochimici della fermentazione, ma ha scelto consapevolmente di utilizzare questa conoscenza per intervenire meno, non di più. Davanti alle saline dello Stagnone, tra calore, vento e influenza marina, Catarratto, Grillo e Nero d’Avola diventano così gli strumenti attraverso cui raccontare una Sicilia occidentale profondamente mediterranea. Fabio Ferracane rappresenta una viticoltura contemporanea che non rinnega la tecnica ma la mette al servizio dell’agricoltura: fermentazioni spontanee, macerazioni, rifermentazioni in bottiglia, solforosa minima o assente e vinificazioni adattate a ogni vendemmia sono conseguenze di una filosofia molto semplice, nella quale il vino deve essere prima di tutto espressione dell’uva e del territorio di Marsala.