GABRIELE MAZZESCHI

TOSCANA IGT SIRAH "COMMENDATORE 115" 2019 MAGNUM IN CASSA LEGNO - GABRIELE MAZZESCHI

Regular price €61,90 Sale price€71,00you save €9,10

Abbinamenti, La struttura e la complessità del Commendatore 115 2019 lo rendono un compagno ideale della cucina di carne, soprattutto quando le preparazioni possiedono intensità aromatica e una buona componente grassa. È magnifico con bistecca alla fiorentina, tagliata di manzo, filetto alla griglia, brasati e arrosti, dove la trama tannica riesce a confrontarsi con la succulenza della carne, mentre le caratteristiche note pepate del Syrah creano un'affinità naturale con le preparazioni alla brace. Particolarmente interessante anche con agnello alle erbe, cinghiale in umido, capriolo e selvaggina, piatti nei quali la componente speziata e balsamica del vino trova un'espressione gastronomica ideale. Per rimanere nella tradizione toscana, è splendido con pappardelle al ragù di cinghiale, peposo dell'Impruneta e carni cotte lentamente nel vino rosso. La profondità acquisita durante l'affinamento permette inoltre di accompagnarlo a funghi porcini, tartufo nero e formaggi stagionati, dal Pecorino Toscano più maturo ai grandi formaggi a pasta dura.
Alcol, 14,5%
Annata, 2019
Denominazione, Toscana Syrah IGT
Filosofia, Tradizionale
Formato, 1.5 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Toscana (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Syrah 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Commendatore 115 2019 di Gabriele Mazzeschi è un Syrah toscano di grande personalità, nato sulle colline di Castiglion Fiorentino, in un territorio dove il carattere mediterraneo della Toscana incontra condizioni particolarmente favorevoli alla maturazione di questo vitigno di origine francese. Un rosso importante, profondo e avvolgente, capace di coniugare concentrazione, eleganza e una spiccata componente speziata. Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso e compatto, arricchito da leggere sfumature granate che iniziano a raccontarne l'evoluzione. Il bouquet è ampio e articolato: mora, ribes nero, amarena e prugna matura si intrecciano a violetta, pepe nero ed erbe aromatiche, mentre con l'ossigenazione emergono sfumature di cioccolato fondente, liquirizia, tabacco e delicate note tostate. L'affinamento in rovere contribuisce ad ampliare la complessità aromatica, accompagnando il frutto senza nasconderne l'identità. Al palato è ricco, strutturato e avvolgente, con una materia importante sostenuta da tannini maturi e vellutati. La freschezza mantiene dinamico il sorso, equilibrando la generosità dell'annata e accompagnando il vino verso un finale lungo, caldo e persistente, caratterizzato da ritorni di frutta scura, pepe, cacao e sensazioni balsamiche. La 2019 mostra una bella combinazione tra intensità e armonia, mentre il formato Magnum favorisce un'evoluzione più lenta, preservando nel tempo la vitalità del frutto e permettendo al vino di sviluppare una complessità sempre maggiore.

CURIOSITÁ:

Il Commendatore 115 nasce da 100% Syrah coltivato nei vigneti dell'azienda agricola Le Capanne, situati in località Castroncello, nel comune di Castiglion Fiorentino, tra Arezzo e Cortona. La proprietà appartiene da generazioni alla famiglia di Gabriele Mazzeschi, che dopo la laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie ha scelto di dedicarsi direttamente all'attività agricola, valorizzando un patrimonio familiare fatto di vigneti, oliveti e coltivazioni tradizionali. Le vigne destinate a questa etichetta hanno un'età indicativa di 15 anni, sono allevate a cordone speronato e godono di un'esposizione sud-occidentale, particolarmente favorevole alla maturazione del Syrah. Le rese vengono mantenute intorno ai 40 quintali per ettaro, privilegiando la concentrazione naturale delle uve. L'azienda segue pratiche agricole biologiche e biodinamiche, evitando prodotti chimici di sintesi e cercando di preservare l'equilibrio naturale dei terreni. In cantina la lavorazione è altrettanto rispettosa della materia prima: la fermentazione avviene spontaneamente grazie ai lieviti indigeni, all'interno di piccole vasche di cemento da 10 ettolitri, con una macerazione sulle bucce che supera i 30 giorni. Dopo la svinatura il vino viene trasferito in barrique, dove svolge la fermentazione malolattica e prosegue la maturazione per 18 mesi, seguiti da almeno 6 mesi di affinamento in bottiglia. Particolarmente interessante è anche la storia del nome: Commendatore rende omaggio a Michele Giusti, bisnonno materno di Gabriele Mazzeschi, insignito nel corso della propria vita di importanti onorificenze della Repubblica Italiana, fino al titolo di Commendatore ricevuto nel 1974. Il numero 115 identifica questa particolare versione dell'etichetta. La Magnum da 1,5 litri, presentata in un'elegante cassa di legno, aggiunge un ulteriore elemento di prestigio e rappresenta un formato particolarmente indicato per la conservazione, grazie al rapporto più favorevole tra volume del vino e ossigeno presente nella bottiglia.

Gabriele Mazzeschi

Gabriele Mazzeschi è una realtà vitivinicola familiare di Castiglion Fiorentino, nel cuore della Val di Chio, tra Arezzo e Cortona, in uno degli angoli più autentici della Toscana orientale. La storia dell'azienda affonda le proprie radici nel 1860, quando Michele Giusti avvia un'attività agricola destinata a essere tramandata attraverso quattro generazioni, mantenendo sempre al centro la coltivazione della vite, dell'olivo e dei cereali. Per oltre un secolo la famiglia ha custodito un patrimonio agricolo strettamente legato al territorio, producendo vino e olio secondo le consuetudini della tradizione contadina toscana. La svolta contemporanea arriva nel 2010, quando Gabriele Mazzeschi e la moglie Irene Mugnaini decidono di prendere in mano l'attività familiare e trasformarla in un progetto vitivinicolo più strutturato, senza rinunciare alla sua identità originaria. Gabriele, laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie nel 2012, affianca alle conoscenze tramandate dalle generazioni precedenti una formazione tecnica che gli permette di ripensare progressivamente la gestione dei vigneti e le pratiche di cantina. Il risultato è una realtà che conserva il carattere di una vera azienda agricola, ma interpreta il vino attraverso una sensibilità contemporanea, orientata alla biodiversità, alla sostenibilità e alla valorizzazione delle varietà locali. La proprietà, conosciuta anche come Le Capanne, comprende oltre 100 ettari distribuiti tra vigneti, oliveti, seminativi e boschi di querce secolari, formando un ecosistema agricolo nel quale la vite rappresenta soltanto una delle componenti. Questa diversificazione costituisce uno degli aspetti più interessanti del progetto, perché permette di conservare un paesaggio rurale articolato, lontano dalla monocoltura e caratterizzato dalla presenza di differenti specie vegetali e ambienti naturali. I vigneti occupano circa otto ettari e si sviluppano sulle colline intorno a Castiglion Fiorentino, in un territorio nel quale altitudine, esposizioni e composizione dei suoli contribuiscono a definire il carattere delle uve. Il patrimonio varietale comprende Sangiovese, Syrah, Canaiolo, Cabernet Sauvignon, Trebbiano, Malvasia Toscana e Vermentino, un insieme che riflette contemporaneamente la tradizione della Toscana e la volontà di esplorare differenti possibilità espressive. Il Sangiovese rappresenta naturalmente uno dei principali riferimenti territoriali, mentre il Canaiolo assume un'importanza particolare attraverso un progetto di recupero e valorizzazione sviluppato anche grazie alla collaborazione con l'Università degli Studi di Firenze. La filosofia agricola costituisce il vero fondamento dell'identità aziendale. La proprietà è certificata biologica dal 1996, molto prima dell'arrivo di Gabriele alla guida della cantina, e nel tempo ha integrato pratiche ispirate alla biodinamica, con l'obiettivo di favorire la fertilità naturale dei terreni e mantenere un equilibrio tra vite, suolo e ambiente circostante. Nei vigneti non vengono utilizzati diserbanti o concimi chimici di sintesi e la gestione agronomica privilegia lavorazioni rispettose della struttura del terreno, sovescio e interventi mirati alla conservazione della biodiversità. Per la protezione delle piante vengono impiegati principalmente rame e zolfo, mentre la conduzione delle vigne segue un'attenta osservazione delle condizioni climatiche e delle esigenze delle singole parcelle. L'obiettivo non è semplicemente ottenere uve sane, ma costruire un sistema agricolo capace di mantenere nel tempo la propria vitalità. Anche in cantina Gabriele ha scelto di seguire una filosofia poco interventista, cercando di accompagnare la trasformazione dell'uva senza ricorrere a tecniche capaci di uniformare il carattere dei vini. Le fermentazioni vengono affidate ai lieviti indigeni naturalmente presenti sulle uve e nell'ambiente di cantina, mentre gli affinamenti si sviluppano attraverso contenitori differenti, scelti in funzione della varietà e dell'interpretazione desiderata. Acciaio, cemento, legno e anfore di terracotta permettono di ottenere espressioni molto diverse dello stesso territorio, mantenendo sempre al centro la materia prima. Particolarmente interessante è il lavoro sulle anfore non vetrificate di Impruneta, utilizzate per alcune delle vinificazioni più personali della proprietà. Il Toscana Rosso Anfora nasce infatti da Canaiolo in purezza proveniente da un vigneto di Cozzano, ottenuto attraverso selezione massale di materiale vegetale del Chianti. Le uve affrontano una macerazione sulle bucce di almeno quattro mesi in anfore di terracotta da sette ettolitri, con fermentazione spontanea e successivo affinamento negli stessi contenitori. La scelta di non pressare le vinacce dopo la svinatura contribuisce a privilegiare finezza ed equilibrio rispetto a un'estrazione eccessiva. È una bottiglia particolarmente rappresentativa della filosofia di Gabriele, perché unisce il recupero di un vitigno storico toscano a una tecnica di vinificazione antica, reinterpretata attraverso una sensibilità contemporanea. Accanto al Canaiolo trova spazio il Syrah Commendatore, espressione di un vitigno internazionale che ha dimostrato una particolare affinità con alcune zone della Toscana e che viene interpretato cercando profondità, carattere speziato e struttura. Foramacchie rappresenta invece una delle letture più tradizionali dei rossi aziendali, mentre Primo è un rosato da Sangiovese in purezza, prodotto attraverso una breve macerazione sulle bucce e successivo affinamento in acciaio. Il suo nome possiede anche un significato familiare: richiama contemporaneamente il primogenito Giovanni, nato nel 2015, anno della prima produzione, e un antenato della famiglia chiamato Primo. Tra i bianchi, Mezzavia offre un'interpretazione più immediata e fresca del patrimonio aziendale, mentre Anfora Bianco approfondisce la ricerca sulle macerazioni e sull'utilizzo della terracotta. La produzione comprende inoltre il Valdichiana Vin Santo Riserva Fontemazza, testimonianza del legame con una delle tradizioni enologiche più antiche della Toscana. La presenza contemporanea di vini bianchi, rosati, rossi, macerati e Vin Santo dimostra quanto Gabriele consideri la diversità produttiva una risorsa, evitando di concentrare l'identità aziendale su un'unica varietà o su uno stile rigidamente definito. Gabriele Mazzeschi rappresenta così un esempio interessante di evoluzione dell'agricoltura familiare toscana: una proprietà nata nell'Ottocento e rimasta per generazioni legata alla produzione agricola tradizionale, che attraverso Gabriele e Irene ha trovato una nuova interpretazione senza perdere il rapporto con le proprie origini. Gli oltre cento ettari di Le Capanne, gli otto ettari vitati, la certificazione biologica ottenuta nel 1996 e la presenza di oliveti, seminativi e boschi raccontano una filosofia nella quale il vino non viene separato dall'ambiente che lo genera. Fermentazioni spontanee, recupero del Canaiolo, macerazioni prolungate, anfore di Impruneta e utilizzo misurato dei differenti contenitori di affinamento diventano strumenti attraverso cui esplorare le potenzialità della Val di Chio. È proprio questa combinazione tra memoria agricola, ricerca e rispetto della biodiversità a definire l'identità di Gabriele Mazzeschi: una cantina capace di raccontare una Toscana meno conosciuta, lontana dai territori più celebrati, attraverso vini artigianali che conservano il legame con la terra e con una storia familiare iniziata oltre centosessant'anni fa.