HENRI GIRAUD

CHAMPAGNE BRUT BLANC DE BLANCS “BLANC DE CRAIE” - HENRI GIRAUD

Regular price €65,90 Sale price€83,00you save €17,10

Abbinamenti, Perfetto per essere stappato durante aperitivi formali, si piò abbinare alle cozze gratinate in bianco.
Alcol, 12%
Annata, Sans Année
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Giallo paglierino alla vista, con abbondanti riflessi dorati e perlage fine e persistente. Al naso si rivela essere caratterizzato da sentori di fiori primaverili, e da richiami alla frutta esotica a polpa gialla e agli agrumi. L’assaggio è delizioso e rinfrescante, caratterizzato da una lunghezza intensa e sapida.

CURIOSITÁ:

Letteralmente, il vocabolo “craie” significa in francese “gesso”, ed è così che questo Champagne Brut “Blanc de Craie”, della Maison Henri Giraud, ci lascia intuire su quale tipologia di terreni vengano coltivate le viti da cui sono state raccolte le uve di chardonnay. Di fatto siamo di fronte a un blanc de blanc, che riposa per un anno in vasche di acciaio inox, ed è aggiunto di un 10% di vino di riserva maturato in botti di rovere di Argonne per un anno

Henri Giraud

Champagne Henri Giraud è una delle maison indipendenti più prestigiose di Aÿ, Grand Cru storico della Champagne, e costruisce la propria identità sull’incontro tra Pinot Noir, craie e rovere della foresta d’Argonne. La famiglia Giraud è legata ad Aÿ da diverse generazioni e fa risalire le proprie radici nella zona al XVII secolo; l’attuale maison nasce dall’unione tra la famiglia Giraud e gli Hémart, antica famiglia champenoise la cui presenza ad Aÿ è documentata già nel Seicento. Nel corso del Novecento la proprietà sviluppa progressivamente la produzione diretta, ma è soprattutto con Claude Giraud, dodicesima generazione, che la maison assume la propria identità contemporanea e abbandona definitivamente qualsiasi impostazione convenzionale per concentrarsi sulla valorizzazione del terroir e su un rapporto estremamente preciso con il legno. Oggi la continuità familiare è rappresentata anche da Emmanuelle Giraud, alla guida della maison, mentre la sede rimane ad Aÿ-Champagne, uno dei villaggi più importanti della Grande Vallée de la Marne.  Il patrimonio viticolo è dominato dal Pinot Noir, varietà simbolo di Aÿ, affiancato dallo Chardonnay. Le vigne Grand Cru si sviluppano sui celebri coteaux che sovrastano il paese, dove la craie campaniana affiora sotto sottili strati superficiali e svolge un ruolo determinante nella regolazione idrica e termica della vite. Il Pinot Noir di Aÿ possiede naturalmente struttura, profondità e vinosità, ma conserva una tensione minerale che Henri Giraud considera il vero filo conduttore dei propri Champagne. La filosofia aziendale parte proprio dal suolo: da anni la maison porta avanti un progetto di rigenerazione dei vigneti, favorendo biodiversità e vita microbiologica e cercando di ridurre drasticamente l’impatto degli interventi agricoli. Il concetto di terroir viene però esteso ben oltre il vigneto, perché Henri Giraud considera anche il contenitore di affinamento parte integrante dell’identità del vino. Da questa convinzione nasce il legame straordinario con la foresta d’Argonne, grande area boschiva situata tra Champagne e Lorena e storicamente utilizzata per la produzione delle botti destinate ai vini della regione. Dopo decenni durante i quali questo patrimonio artigianale era quasi scomparso, Claude Giraud ha lavorato per recuperare la filiera del rovere d’Argonne, studiando differenti parcelle forestali, grane del legno e livelli di tostatura con la stessa precisione normalmente riservata ai crus viticoli. La maison seleziona così querce provenienti da specifiche zone della foresta e collabora alla realizzazione di fûts destinati alle diverse cuvée, considerando il legno non come uno strumento per aromatizzare il vino, ma come un elemento capace di accompagnarne l’ossigenazione e l’evoluzione. Questo lavoro ha raggiunto un livello quasi parcellare: l’origine della quercia viene scelta in relazione al carattere del vino e la tostatura viene adattata per evitare che il rovere sovrasti il Pinot Noir o lo Chardonnay. Parallelamente Henri Giraud ha sviluppato una particolare attenzione verso materiali alternativi, introducendo anche contenitori in terracotta attraverso il progetto Dame-Jane, utilizzati per affinare alcuni vini senza l’apporto aromatico del legno e osservare il comportamento delle diverse origini in condizioni differenti. In cantina la maison privilegia vinificazioni estremamente precise, con fermentazioni e affinamenti in piccoli fûts, grandi contenitori di rovere e terracotta secondo la cuvée. Un altro elemento fondamentale è rappresentato dai vini di riserva, conservati attraverso sistemi di réserve perpétuelle che permettono di unire numerose vendemmie e costruire complessità senza cancellare l’identità del vino più giovane. Questa filosofia trova la propria espressione più riconoscibile in MV, abbreviazione di Multi Vintage, una cuvée dominata dal Pinot Noir di Aÿ e completata dallo Chardonnay, nella quale vini dell’annata e riserve più vecchie vengono assemblati prima di un importante élevage in rovere. MV non vuole semplicemente garantire uno stile costante: utilizza il tempo come una componente del terroir, mettendo in relazione vendemmie differenti dello stesso territorio. Esprit Nature rappresenta invece l’accesso più immediato all’universo Henri Giraud, mantenendo la prevalenza del Pinot Noir e unendo vini giovani e riserve con uno stile più diretto, mentre Hommage au Pinot Noir porta ancora più chiaramente al centro il grande vitigno nero di Aÿ. Dame-Jane mostra l’altra faccia della ricerca aziendale attraverso l’affinamento in terracotta. Il vertice assoluto è però Argonne, cuvée millesimata prodotta soltanto nelle annate ritenute adeguate e concepita come l’incontro definitivo tra il terroir Grand Cru di Aÿ e il rovere proveniente dalla foresta omonima. Qui il Pinot Noir domina l’assemblaggio, affiancato dallo Chardonnay, e il vino affronta un lungo élevage in fûts d’Argonne selezionati individualmente prima di proseguire l’evoluzione sui lieviti in bottiglia. Ogni millesimo diventa così il risultato dell’interazione tra vendemmia, craie, parcelle viticole, origine della quercia e tempo. Accanto agli Champagne la maison produce anche Coteaux Champenois, ulteriore strumento per comprendere il carattere del Pinot Noir di Aÿ senza la seconda fermentazione. Henri Giraud occupa quindi una posizione particolare nel panorama della Champagne: pur possedendo la struttura e la storia di una maison, ragiona con una sensibilità molto vicina a quella dei grandi vigneron di terroir. Il centro non è la ricerca di volumi elevati, ma la costruzione di vini profondamente legati ad Aÿ e al Pinot Noir, attraverso una concezione nella quale vigneto, foresta e cantina diventano parti dello stesso ecosistema. Il recupero del rovere d’Argonne è probabilmente il contributo più originale di Claude Giraud alla Champagne contemporanea: una materia prima che per secoli aveva accompagnato i vini della regione è stata trasformata da semplice recipiente in elemento di ricerca, studiato secondo provenienza e caratteristiche del bosco. Argonne, MV, Hommage au Pinot Noir, Esprit Nature e Dame-Jane rappresentano differenti declinazioni della stessa filosofia, dalla terracotta alle réserves perpétuelles fino agli élevage più lunghi in legno. Henri Giraud racconta così una Champagne profondamente vinosa e gastronomica, nella quale la potenza del Pinot Noir di Aÿ viene sostenuta dalla freschezza della craie e accompagnata dal tempo: una maison familiare che ha scelto di costruire la propria identità non soltanto intorno al concetto di Grand Cru, ma al legame inscindibile tra la terra delle vigne e la foresta che circonda la Champagne.