LA FELCE

LIGURIA DI LEVANTE BIANCO IGT "NON SEMPRE" 2025 - LA FELCE

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Abbinamenti, La combinazione tra struttura, acidità, sapidità e quella leggera presa derivata dalla macerazione rende il Non Sempre 2025 un bianco decisamente gastronomico. È splendido con pesce alla griglia, crostacei, fritture, acciughe e preparazioni di mare più saporite, dove la componente salina crea continuità con il piatto mentre la freschezza mantiene il palato pulito. Molto interessante con polpo, seppie, pasta con frutti di mare e pesce affumicato, ma la maggiore consistenza permette di spingersi anche verso carni bianche e piatti della cucina ligure a base di erbe aromatiche e olive. Un abbinamento particolarmente territoriale è il coniglio alla ligure con olive, capace di dialogare sia con la componente mediterranea sia con la struttura del vino. Può accompagnare anche formaggi freschi e di media stagionatura.
Alcol, 13%
Annata, 2025
Denominazione, Liguria di Levante IGT
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Liguria (Italia)
Temperatura di servizio, 10-12°
Vitigni, Vermentino 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Non Sempre 2025 è una delle interpretazioni più profonde del Vermentino secondo La Felce, una selezione che Andrea Marcesini realizza soltanto nelle annate considerate particolarmente riuscite. Rispetto a un Vermentino costruito esclusivamente sulla freschezza, qui emerge una materia più importante, ottenuta attraverso il breve contatto con le bucce e soprattutto grazie alla lunga permanenza sulle fecce. Nel calice si presenta con un giallo paglierino intenso, attraversato da luminose sfumature dorate. Il naso richiama immediatamente il paesaggio mediterraneo: scorza di limone, agrumi maturi e frutta gialla si intrecciano a erbe aromatiche, macchia mediterranea e sensazioni marine, mentre l'evoluzione sulle fecce aggiunge delicate sfumature di cereali e impasto. Al palato mostra grande carattere: è materico e avvolgente all'ingresso, ma immediatamente attraversato da un'acidità incisiva e da una sapidità decisa che ne alleggeriscono la struttura. Il breve contatto con le bucce lascia una sottile presa tannica, particolarmente interessante per un bianco, mentre il finale è lungo, asciutto e salino. Un Vermentino mediterraneo ma tutt'altro che morbido o accomodante, costruito sull'equilibrio tra sostanza, tensione e una marcata impronta marina.

CURIOSITÀ:

Il Non Sempre 2025 nasce da 100% Vermentino proveniente da una selezione del vigneto Monte dei Frati ed è prodotto soltanto quando Andrea Marcesini ritiene che l'annata possieda caratteristiche sufficienti per questa particolare cuvée: proprio da questa scelta deriva il nome Non Sempre. La parcella destinata al vino misura appena 0,4 ettari ed è caratterizzata da terreni sabbiosi; le viti hanno un'età media di circa 40 anni, sono allevate a Guyot con una densità di circa 5.000 ceppi per ettaro e producono mediamente 45 ettolitri per ettaro. La lavorazione in cantina segue l'approccio essenziale di La Felce: le uve rimangono a contatto con le bucce per circa 48 ore, quindi la fermentazione parte spontaneamente grazie ai lieviti indigeni all'interno di vasche di acciaio. Il vino rimane negli stessi recipienti per circa un anno, evolvendo sulle proprie fecce senza alcun passaggio in legno. L'imbottigliamento avviene senza filtrazione e con un impiego molto contenuto di solforosa, indicata per questa annata in 38 mg/l complessivi. La produzione è minuscola, appena 1.300 bottiglie. Non Sempre è quindi molto più di una variante del Vermentino aziendale: è una selezione rara, legata alle vendemmie migliori e pensata per mostrare quanto questo vitigno possa acquistare profondità e complessità mantenendo intatta la propria identità mediterranea.

La Felce

La Felce è la piccola azienda agricola di Andrea Marcesini, situata nell’estremo Levante ligure, nell’area di Luni al confine con la Toscana, un territorio nel quale le colline scendono rapidamente verso il mare e il Vermentino trova una delle proprie espressioni più caratteristiche. Le origini del progetto risalgono al secondo dopoguerra, quando il nonno Renato Marcesini conduceva una classica azienda contadina policolturale nella quale vigneti, ortaggi, frutta e allevamento convivevano all’interno della stessa economia familiare. Negli anni Settanta Renato costruisce una piccola cantina nella propria abitazione e comincia a produrre vino in damigiana destinato alla vendita locale; Andrea cresce quindi con il ricordo di quei vini quotidiani e proprio la volontà di recuperarne autenticità e immediatezza diventerà molti anni dopo il punto di partenza della sua filosofia. Dopo gli studi agrari, nel 1998 prende definitivamente in mano l’attività del nonno e nasce La Felce, mentre i primi imbottigliamenti segnano il passaggio dalla produzione prevalentemente sfusa a un progetto vitivinicolo con una propria identità. Oggi Andrea è affiancato dal figlio Francesco e lavora circa 6 ettari di vigneto, inseriti in una proprietà nella quale continuano a trovare spazio olivi, orti e zafferano: una dimensione agricola volutamente conservata, perché La Felce non nasce come semplice cantina ma come prosecuzione della cultura contadina della famiglia. I vigneti sono distribuiti tra Luni e Castelnuovo Magra, nel territorio dei Colli di Luni, e comprendono numerose parcelle, alcune caratterizzate da piante che superano i cinquant’anni. I suoli cambiano sensibilmente secondo la posizione: nei vigneti collinari destinati soprattutto al Vermentino prevalgono formazioni sedimentarie e arenarie, mentre nelle zone più pianeggianti compaiono terreni sabbiosi e ciottolosi. Il Vermentino rappresenta naturalmente il vitigno principale, affiancato da Trebbiano, Malvasia, Massaretta, Canaiolo, Sangiovese, Alicante e altre varietà che testimoniano la storica mescolanza ampelografica di questa zona di confine tra Liguria e Toscana. Andrea conduce le vigne secondo principi biologici da molti anni e la proprietà risulta certificata biologica dalla vendemmia 2022; niente diserbanti o concimi chimici di sintesi, filari inerbiti e utilizzo estremamente contenuto anche dei prodotti ammessi in agricoltura biologica. È una filosofia nata molto prima della diffusione commerciale del vino naturale e legata soprattutto al desiderio di produrre vini simili a quelli che Andrea ricordava dall’infanzia. La Felce è stata inoltre la prima azienda ligure a entrare nel progetto Triple “A”, con cui nel 2025 ha celebrato dieci anni di collaborazione. La stessa essenzialità continua in cantina, dove Andrea cerca di limitare il più possibile tecnologia, additivi e correzioni. Le fermentazioni avvengono spontaneamente attraverso i lieviti indigeni e acciaio e cemento rappresentano i principali contenitori di vinificazione e affinamento; la solforosa viene utilizzata in quantità molto contenute, principalmente quando necessaria in prossimità dell’imbottigliamento. Alcuni vini vengono semplicemente travasati e stabilizzati naturalmente, mentre sulle etichette più immediate può essere utilizzata una leggera filtrazione. La gamma racconta differenti livelli di questa filosofia. FelceBianco nasce dall’incontro di Malvasia, Trebbiano e Vermentino, raccolti e co-fermentati secondo una logica che richiama i vecchi vini contadini di campo; FelceRosso riunisce invece diverse varietà rosse tradizionalmente presenti nei vigneti familiari. Monte dei Frati porta il Vermentino al centro della scena e rappresenta una lettura più precisa del territorio dei Colli di Luni, mentre In Origine 400 è una delle interpretazioni più personali: Vermentino, Trebbiano e Malvasia di Candia provenienti anche da vecchie vigne vengono macerati sulle bucce per circa dieci-quindici giorni, fermentano spontaneamente e maturano successivamente in acciaio, mostrando quanto la tradizione locale dei bianchi possa assumere profondità e struttura senza ricorrere al legno. Reconteso esplora invece il patrimonio delle uve rosse e Non Sempre rappresenta una delle selezioni prodotte soltanto quando l’annata e la materia prima permettono ad Andrea di ottenere il carattere desiderato. La Felce rappresenta così una Liguria profondamente agricola e distante da qualsiasi costruzione stilistica. Andrea Marcesini non ha cercato di trasformare la piccola azienda del nonno in una cantina tecnologicamente sofisticata, ma ha seguito quasi il percorso opposto: recuperare il vino come alimento quotidiano, conservare vecchie vigne e varietà locali e intervenire il meno possibile perché siano uva, annata e territorio a determinare il risultato. Anche il nome scelto per l’azienda è significativo: la felce cresce spontaneamente nei terreni umidi e acidi della zona ed è una delle piante terrestri più antiche, immagine che Andrea associa idealmente alla resistenza e al radicamento. Accanto alla produzione vinicola ha inoltre sviluppato iniziative di agricoltura sociale legate all’inserimento e al recupero attraverso il lavoro agricolo, ulteriore testimonianza di una concezione della terra che va oltre la semplice produzione commerciale. Oggi Andrea e Francesco continuano quindi un percorso iniziato da Renato nel dopoguerra attraverso appena pochi ettari, fermentazioni spontanee, vecchie vigne e un Vermentino profondamente legato ai Colli di Luni. La Felce è proprio questo: una cantina che ha scelto di diventare contemporanea senza abbandonare la propria origine contadina, trasformando semplicità, biodiversità e minimo intervento in una delle interpretazioni più riconoscibili del vino naturale ligure.